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Atri prodotti per Norman Nawrocki:

Lettres de Pologne / Letters from Poland
Listen here!
Letter 2 fascist. mp3
Lettre 4 Opole. mp3
CD - $15

SANN
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blessing. mp3

CD - $15

Duck Work
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Why. mp3
Pourquoi. mp3

CD - $15

The Montreal
Manhattan Project
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NO5. mp3
CD - $15

DaZoque!
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Thunder Mountain. mp3
Serbird. mp3
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I Don't Understand Women!
cassette - $10

More Kick!
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On Granpapa's Knee .mp3
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Blood & Mud
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In The Free Zone .mp3
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Buffalo, Burgers & Beer
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Tumbleweed
cassette - $10

Breakfast for Anarchists (poetry and more)
Book - $12

The Anarchist and the Devil Cabaret
>> read extracts
Book - $20

L'Anarchiste et le diable : Voyages, cabarets et autres récits
Traduction de Claude Brouillard
Livre - $25


NO MASTERS! NO GODS! Dare to dream
Book - $12

Rebel Moon
Book - $15
 

Chasseur de Tornades:
rêves, soupirs et sacres vers un monde libertaire
Livre - $7

That's the way we tie our shoes
Video - $20

icon coming soon...
Alive and Still Kicking
Video - $20
L'Anarchico e il Diavolo fanno cabaret : Norman Nawrocki : ISBN 9788887847116 © il Sirente L’Anarchico e il Diavolo fanno cabaret
di Norman Nawrocki

■ Titolo Originale: The Anarchist And The Devil Do Cabaret
■ Traduzione dall’inglese di Giampiero Cordisco
■ Collana: Fuori
■ Numero di collana: 1
■ Prezzo: € 12,50
■ Data di pubblicazione: 3 dicembre 2007
■ Foliazione: 264 pagine, brossura
■ ISBN-13: 9788887847116
Disponibilità: in catalogo

Rassegna stampa estera
Musica, foto, video, links
'Devil's Tour 2007', Norman Nawrocki in Italia

« Bello il libro – bello come può esserlo una storia triste ma raccontata bene, con tutte le parole giuste. » (Marco Pandin, A rivista anarchica)

« Norman Nawrocki non poteva scrivere un libro di facile etichettatura. »
(Costanza Alvaro, Panorama)

« Altamente raccomandato per i politici astuti. » (Broken Pencil, Toronto)

« Brillante miscela di suoni e parole. » (Magnete, Philadelphia)

« Sovversivo, potente, elegante. » (The Globe & Mail)

« Nawrocki sei un uragano. » (Allan Antliff, Vue Weekly)

« Il Brecht/Weil combo del 21° secolo. »
(Brave New Waves, CBC Radio)

« Delizioso... stupefacente... audace... » (Le Devoir, Montréal)

« A one-man tour de force. » (Sunday Morning, CBC Radio, Londra)

« Un mix di stordimento violino, chitarre martellata e umorismo. » (New Internationalist, CBC Radio)

« Astuzia caustica e talento musicale. » (HOUR, Montréal)

« Umanista, incisivo e impegnato. » (La Presse, Montréal)

« Questo libro è favoloso. » (CTV News, Montréal)

« L'ascolto dovrebbe essere reso obbligatorio per i membri del Congresso. » (Foratura, Portland)

« Uno delle anime più fresche anime che potrete mai incontrare. » (The Montréal Gazette, Montréal)

« Che impegno, che potenza. » (Exclaim!, Toronto)

« Pazzamente eclettico e di un impegno esilarante. » (Eye, Toronto)

« Mordente, divertente, intelligente e musicalmente affascinante. » (The Winnipeg Sun)

« Mai un dubbio sulla chiarezza della voce di Nawrocki... che colpisce i capi delle società autoritarie. » (Montréal Mirror, Montréal)


«Immaginatevi un intero consiglio di musicisti rock, o di poeti o di commediografi. Una “storia rock’n’roll anarchica” che elude i confini geografici e letterari e ha l’andatura di un concerto.» [Norman Nawrocki]


IL ROMANZO. L’Anarchico e il Diavolo fanno cabaret, pubblicato nel 2003 in Canada e negli Stati Uniti, scritto ‘tra un soundcheck e l’altro’, è il diario on the road del rocambolesco tour europeo di Rhythm Activism, che suona in nove paesi in sette settimane. Il racconto del tour tra quotidiane disavventure, alle prese con un pubblico eterogeneo in locali occupati, centri artistici e culturali ben organizzati, turbolente taverne di pirati, è anche quello delle storie di rom, lavoratori immigrati, rifugiati, artisti di strada, poveri che lavorano, emarginati giovani e anziani. I protagonisti di queste ‘fiabe urbane sulla sottoclasse multietnica europea’ sono gli esclusi dal ‘benessere’ del neocapitalismo e della globalizzazione, vittime dell’intolleranza e del razzismo. Mentre nelle periferie crescono disoccupazione e povertà, anarchici e squatters difendono gli spazi liberi che diminuiscono nel nome della ‘sicurezza’, del ‘decoro’, della speculazione edilizia. L’auto-organizzazione delle comunità locali è consolidata e diffusa: Norman e i suoi compagni possono così contare sul sostegno dei centri della ‘rete internazionale anarchica’, equivalenti agli ‘ateneos’ gestiti dagli anarchici spagnoli prima e durante la rivoluzione del 1936-1939, messi fuori legge dai fascisti e tornati dopo la dittatura franchista. Nell’Europa dell’Est percorsa dalla band coesistono ricchezza di tradizioni e trionfo del modello consumistico statunitense: qui Nawrocki cerca, come promesso al padre, il suo zio girovago in Europa, di cui pubblica le lettere mandate al fratello al tempo dell’occupazione nazista della Polonia, dove Harry ha fatto la Resistenza.

LA CRITICA. Il pensiero radicale dell’anarchismo di Bakunin, della femminista Goldman, di Malatesta, Durruti, del rivoluzionario Kropotkin, fino a Chomsky, tutti citati nel diario, muove dalla contestazione dell’ordine costituito e dalla denuncia delle sue iniquità. La filosofia di questa ‘orchestra di notizie ribelli’ ha radici nel cabaret ‘dissidente e sovversivo’ di Brecht e si basa sulla commistione e distorsione dei generi, la collisione di lirico e prosaico, reale e immaginario, che caratterizzano sia il testo di Nawrocki sia la musica degli ‘attivisti del ritmo’: il chitarrista e polistrumentista Kangaroo, regista d’avanguardia; il poeta, bassista e ‘primo clown’ Shack; il batterista e sassofonista Elvas; Martine, sassofonista e responsabile della vendita di cd, libri, video, magliette e poster autoprodotti; GBB, gigante gentile e abile tecnico del suono. L’ensemble di Rhythm Activism decostruisce e mescola avanguardia e danze popolari dell’Europa orientale, satira, farsa e rock squinternato; folk, punk e jazz, poesie, monologhi, leggende, citazioni di film e dalla cultura pop (‘il peggio della tv’ americana, pubblicità, pezzi da hit parade).
Il tratto di unione delle storie minori in cui la narrazione policentrica si ramifica è la possibilità di un rovesciamento sociale. E la ‘resistenza culturale’, a cui Nawrocki si richiama, è il mezzo più efficace per attuare una propagazione virale di controinformazione e rivolta contro i poteri insediati.



Norman Nawrocki

L'AUTORE. Figlio di immigrati polacco-ucraini, Norman Nawrocki è nato a Vancouver, nell’estrema provincia occidentale canadese del British Columbia, e si autodefinisce ‘sex educator, cabaret artist, musician, author, actor, producer and composer’. Nel 1981 si sposta a Montréal, nella provincia francofona del Québec, dove intraprende la carriera di artista-cabarettista, e nel 1985 fonda con il chi-tarrista Sylvain Coté il gruppo underground Rhythm Activism. Nawrocki, violino e voce della band, al suo ottavo libro, è titolare della casa editrice e discografica indipendente Les Pages Noires, attraverso la quale ha realizzato tre libri e più di cinquanta album tra cd e cassette come solista, con Rhythm Activism, i veterani del punk canadese DOA, gli olandesi The Ex e altre band.

PER ULTERIORI INFO SULL’ATTIVITÀ DI NORMAN:
W www.nothingness.org/music/rhythm
@ rhythm@nothingness.org



Giampiero Cordisco

IL TRADUTTORE. Nato a Montefalcone nel Sannio (Campobasso), Giampiero Cordisco ha studiato presso la Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”. Ha vissuto in Romania e a Roma, dove attualmente vive e lavora. Ha collaborato con le Edizioni Nottetempo ed è autore di traduzioni dall’inglese. È autore de "La Bibbia apocrifa di Nick Cave: And the Ass Saw the Angel" fra delirio e catarsi. È co-autore del progetto musicale Obsolescenza Programmata, collettivo italiano che tende a musiche liminari e anomiche, musiche che solitamente vengono etichettate come ‘no-wave’, ‘noise’, ‘industrial’, ‘post-punk’, ‘power electronics’, ‘harsh’.

PER ULTERIORI INFO SULL’ATTIVITÀ DI GIAMPIERO:
W www.myspace.com/obsolescenzaprogrammata
@ gia.cordisco@libero.it



Le performance di Norman Naworocki:

° Letter 2 Fascists e Lettre 4 Opole, Letters from Poland
° Blessing, SANN
° Why e Pourquoi, Duck Work
° NO5, The Montreal Manhattan Project
° Thunder Mountain e Serbird, DaZoque!
° How far are you willing to go, Bakunin's Bum
° Jesus was Gay, Jesus was Gay


I video di Norman Naworocki:


Musiques rebelles Québec - Acalanto


Le foto di Norman Naworocki:


Links:


L’anarchico e il diavolo fanno cabaret

(di Marco Pandin, A Rivista Anarchica)

Non c’è da farsi impressionare negativamente dal pretesto esile: alla base di tutto ci sono delle lettere che il padre consegna a Norman Nawrocki poco prima della partenza per il tour in Europa col suo gruppo Rhythm Activism. Quelle lettere gliele aveva scritte – la prima nel maggio 1937, l’ultima il settembre di sessant’anni dopo – il fratello Harry, che non ha mai più potuto riabbracciare: era rimasto in Polonia, mentre il padre di Norman era emigrato in Canada. “Cerca lo zio Harry, trovalo”: questa frase rimbomba attraverso le pagine del libro, prende riverbero attraverso le tracce digitali del cd e si fa largo a gomitate, terribile come una speranza appesa a un filo. Norman gira col suo gruppo instabile in un furgone messo peggio: buona parte del libro è il diario di bordo dell’avventura, perché di avventura si tratta. Si ride sgangheratamente, si beve quel che c’è, si mangia quel che c’è, si dorme male dove capita, ci si appende a un telefono pubblico. Suonano nei posti più assurdi, incontrano gente assurda – eppure così vera, così vicina: sembra di conoscerli tutti – e attraversano storie che potrebbero dar spunti ad una dozzina di sceneggiatori di Hollywood.

Ogni volta che può, Norman riesce ad isolarsi e ritagliare qualche tentativo per accontentare il padre: sfiora una traccia lasciata dallo zio, telefona a conoscenti e vicini improbabili, crede immagina spera sogna di avvicinarsi senza però che la voce o le dita arrivino al bersaglio. Un’indagine pallida attraverso l’eco di una guerra combattuta a mani nude e con addosso vestiti rubati a un cadavere, pestaggi e incendi e fughe dai nazisti prima e dai comunisti dopo, un dopoguerra grigio ed eterno, un dopo-dopoguerra terrificante e senza fine.
Bello il libro – bello come può esserlo una storia triste ma raccontata bene, con tutte le parole giuste – e impressionante il cd: lasciano dentro detriti di insoddisfazione, bucce di malinconia, amarezza a manciate per concimare il terriccio in cui far crescere la speranza, sperando in un po’ di pioggia ristoratrice e di sole tepido. Sì, perché si continua a sperare e a sognare la primavera nonostante la guerra, nonostante le distanze, nonostante l’odio, nonostante tutto. L’autore è Norman Nawrocki, il titolo del libro è “L’anarchico e il diavolo fanno cabaret” (ed. Il Sirente, 12.50 euro): trovate informazioni etc. su www.sirente.com, lì dovrebbero avere anche delle copie del cd “Letters from Poland” con la parte audio di ’sta storia. Il link al sito di Norman e Rhythm Activism è www.nothingness.org/music/rhythm.



di Allan Antliff (da Vue Weekly, novembre 2002)

Nawrocki sei un uragano

Il musicista attivista di Montréal presenta i suoi spettacoli in Europa e arriva a Edmonton

Nel suo divertente libro, l’artista di cabaret Norman Nawrocki mescola eventi reali, racconti incredibili e un po’ di storie inventate che sono vere quel giusto perché il racconto funzioni. E’ una pratica condotta con abilità e aplomb. L’anarchico e il diavolo fanno cabaret si apre con una coraggiosa descrizione della band di Narwocki di stanza a Montrèal, Rhythm Activism, che si prepara per un altro tour fai da te attraverso la scena musicale europea alternativa e underground. E di come si arrivi in uno squat olandese occupato da amici conosciuti in un tour precedente, per poi sistemarsi, mentre ai lettori viene fornito un quadro di come gli squat funzionino in Europa.
Sostanzialmente, gli edifici vengono occupati, sistemati, difesi e infine legittimati come “cooperative non profit abitative come modello alternativo alla relazioni feudali padrone-vassallo e al costoso mercato privato delle case”. Questi squat, così come centri comunitari gestiti in cooperazione, bar e caffetterie, sono il meglio dell’anarchismo europeo. Nawrocki alterna i particolari sul lavoro con descrizioni di festoni alcolici e di avventure passate con il potere.
Completati i preparativi, la band si imbarca nel tour su un furgone molto stipato. Il viaggio li porta dall’Olanda al Belgio, Francia, Svizzera, Austria, Germania, Ungheria, Repubblica Ceca, e poi indietro in Germania, Olanda e Francia, con un ritorno finale nella Repubblica Ceca. Tutto in 45 giorni.
Bene, con un ritmo come questo anarchico che si rispetti è obbligato ad avere allucinazioni. O almeno così sembra mentre la narrativa di viaggio di Nawrocki costantemente viene erosa in racconti aneddotici che affrontano i temi rappresentati dalle persone che vivono nei paesi in cui passa attraverso. Politica umanizzata è distribuita in storie che coprono l’intera gamma da oltraggiosamente divertente a profondamente commovente. Il risultato finale è un libro che trasgredisce l’effetto realtà della fiction, provando che non devi credere a ciò che è descritto per capire che anche le favole parlano della realtà.
Nel corso del tour Nawrocki è in cerca del suo zio polacco Harry Malewczek. Harry è un indigente veterano della seconda guerra mondiale che negli anni si è sporadicamente tenuto in contatto per posta con i suoi parenti canadesi. Attraverso una serie di lettere veniamo a conoscenza delle sue attività nella resistenza polacca e del suo successivo vagabondaggio in Europa. Rhythm Activism si fa strada da paese a paese e le storie su Harry irrompono periodicamente come bottiglie di birra che colpiscono un tavolo durante una conversazione di ubriachi. Harry combatte i tedeschi in Polonia e sopravvive ma impazzisce; è scambiato per un Rom (zingaro) nei paesi che attraversa; compra un diavolo marionetta e lo tiene in uno zaino. Ogni mattina siede in una piazza cittadina bevendo e parlando con il diavolo, a cui racconta le voci della popolazione locale. “Sei proprio una furba canaglia! Mi piaci! Fatti un altro sorso”.
Nel proseguimento della storia veniamo a sapere che l’anarchismo occidentale è sotto assedio, mentre dell’Est destabilizzato un rinnovato radicalismo deve ancora nascere. In Ungheria, Nawrocky si trattiene con prostitute in un night club bordello adiacente al locale dove la band deve suonare. Discutono del commercio del sesso post-comunista in mezzo a sedie dell’amore in pelle, mura a specchio, felci e fiori di plastica. Più tardi quella sera Rhythm Activism suona nel locale dall’altro lato della strada, che si rivela essere il luogo d’incontro per i mafiosi capitalisti della città. La notte successiva fanno il loro spettacolo per un muro di ubriachi da strada e, in un altro locale, cantano una canzone anti-nazista a una folla di studenti. In Ungheria e altrove, il razzismo contro i Rom, alimentato da stipendi in calo e disoccupazione di massa, è in crescita. Anche nella Repubblica Ceca, Nawrocky è veloce a esporre il degrado insito nella fragile prosperità: una conversazione tra disoccupati in un caffè alla fermata dell’autobus mette le cose a posto. Nel frattempo un senzatetto entra per un pasto, servito da una cameriera ucraina il cui amore per l’umanità illumina l’altrimenti tetro interno. Non si aspetta soldi ed è sopresa quando il senzatetto tira fuori molto di più di quanto sia dovuto per il pasto. Divide il guadagno con gli altri lavoratori e tutti sono felici.
Come a dire che in questo libro tutto è contingente. Non ci sono soluzioni scontate ai nostri problemi e la felicità è qualcosa per cui bisogna combattere. La buona notizia è che vale la pena di combattere e che, col diavolo al tuo fianco, chiunque può vincere.

(Traduzione di Enrico Monier)


di Costanza Alvaro (Panorama.it, 10/02/2008)

Norman Nawrocki non poteva scrivere un libro di facile etichettatura. Non è nel suo dna di canadese figlio di immigrati polacco-ucraini, che a 14 anni scrive un libro intitolato Perché sono un anarchico e oggi è musicista e poeta, attore e cabarettista, autore ed educatore sessuale.
Negli anni Novanta, con la band Rhythm activism viaggia per l’Europa in un rockambolesco tour che attraversa nove paesi in sette settimane. Dunque, L’anarchico e il diavolo fanno cabaret, uscito nel 2003 in Canada e proposto ora in versione italiana (editrice il Sirente, 12,50 euro), è, tra l’altro, un diario di viaggio rock.

Norman e gli altri, anarchici ma eclettici, si plasmano ogni volta sulla platea che hanno davanti, a seconda del club, o garage, o angolo di strada in cui si trovano a suonare. Non è una spersonalizzazione ma un modo per dialogare, per accogliere, quasi che l’anima collettiva della massa spettatrice possa salire gli scalini e arrivare sul palco, per essere ritrasmessa. E forse è proprio così che avviene. Grazie alla magia della fusione non solo gli spiriti si scatenano, ma si torna tutti a casa con la sensazione di aver preso parte a qualcosa, a uno scambio.
Questi pirati non passano a volo d’angelo sulle città dove suonano, non si arroccano nelle suite degli hotel (anche perché non potrebbero permettersele) ma vivono i marciapiedi, i pullman, le case occupate. Scrive Nawrocki: “la musica, il teatro, lo slancio ad esibirsi sono solo una parte di questa storia a volte triste, a volte esilarante, di uno speciale tour europeo visto attraverso i miei occhi iniettati di sangue”.

L’altra parte della storia sono piccoli ritratti di minoranze invisibili, artisti di strada, emigranti, vecchi senza soldi che sognano di rovesciare la realtà e intanto si accontentano di raccontare qui la propria, aprendo nell’animo di chi legge uno spiraglio di luce, fastidiosa ad occhi non abituati.

E poi c’è lo zio Harry e le sue lettere, che sono un libro nel libro. Non è andato in Canada con il fratello Franek, ma è rimasto in Polonia a combattere i nazisti prima, la fame poi. Harry che vaga per l’Europa e non si fa trovare è uno di quegli invisibili. “Benché non possa rivedere queste persone, potrebbero essere i miei vicini o i vostri, la donna licenziata la scorsa settimana o il tipo che invecchia sulla panchina alla fermata dell’autobus”. O perfino un consanguineo, Norman.



di Enrico Malatesta

Storia di un tour europeo, diario personale, raccolta di novelle e critica dell'industria musicale, il libro ci porta nel sotterraneo della musica indipendente e, contemporaneamente, ci espone al viso sfregiato dell'Europa, dando voce agli esclusi e agli emarginati, i non abbienti del mondo moderno. A cavallo tra realtà e finzione, Norman Nawrocki ci dà al tempo stesso una pittura cruda e fantasiosa, il ritratto di una scena vivace e ribelle, e le angosce e le speranze di un'Europa nel dolore della vita. L'autore e il suo gruppo di "rock and roll anarchico" ci dimostra che al di là delle considerazioni puramente materiali, alcuni credono ancora che la musica può essere un motore di cambiamento.



di Giampiero Cordisco

L'Anarchico e il Diavolo fanno cabaret di Norman Nawrocki è il primo romanzo in traduzione pubblicato per la nuova collana del Sirente, una collana che già dal nome (il Sirente FUORI) vuole affermare la propria adesione a un'idea di letteratura marginale e periferica, dove MARGINI e PERIFERIE non sono da intendersi solo in senso strettamente spaziale e geografico, ma soprattutto nei termini di una discussione (umana, letteraria, politico-sociale) ALTRA, lontana dalle opinioni dominanti e dall'omologazione imperante.

In effetti, L'Anarchico e il Diavolo fanno cabaret racchiude entrambe le interpretazioni dell'essere FUORI: se l'autore canadese di origini polacco-ucraine è un esempio unico di decentramento e mescolanza (sia artistica che umana in senso stretto), il libro in sé è una summa di generi e di modalità narrative. Troviamo al suo interno il diario di viaggio (che è un viaggio dentro l'idea stessa di underground musicale nell'epoca di MTV) la short story, il romanzo epistolare, il romanzo di ascendenza gotica e virato in chiave urbana e contemporanea. Un libro che ne vale quattro, sintesi perfetta fra generi e stili diversi, un amalgama di mondi possibili, popolati dagli invisibili di oggi: mendicanti, prostitute, disoccupati, artisti senza fama, gente di strada, precari dell'esistenza sono loro i protagonisti e gli ispiratori di queste "nuove fiabe", sono loro la base di un richiamo imprescindibile verso l'ANARCHIA, che è adesione romantica e partecipata alla vita, progetto e slancio umano, dissoluzione delle barriere politiche, volontà di espressione e di giustizia sociale, rispetto per la natura e amore incondizionato verso un'idea di vita senza schemi né regole imposte come gabbie. Una storia rock'n'roll, anarchica, benedetta dal demone della creazione, alla ricerca dello zio Harry che ha fatto perdere le proprie tracce perché è meglio vivere in mezzo agli orsi che essere ombre di questa alienazione contemporanea. "Lunga vita alla gente delle caverne!"

L'Anarchico e il Diavolo fanno cabaret è stato presentato in varie sedi italiane agli inizi di dicembre. L'autore si è esibito in diversi reading performativi, accompagnato dal proprio violino. A detta di quanti vi hanno partecipato, il "Devil tour" è stato un modo splendido per condividere i temi del libro, per far conoscere Norman al pubblico italiano, all'insegna della buona ospitalità, della fratellanza internazionale, nella ricerca di un contatto umano che nessun comunicato stampa o flyer o quarta-di-copertina saranno mai in grado di dare.



(Verba Volant, 22/12/2007)

Verba Volant, 22/12/2007



di Monja Ianni (La Cronaca d'Abruzzo, 01/12/2007)

Ha scelto L’Aquila il poliedrico scrittore canadese Norman Nawrocki per presentare il suo libro “L’Anarchico e il Diavolo fanno cabaret”. Figlio di immigrati polacco-ucraini, l’autore è nato a Vancouver e si autodefinisce ‘sex educator, cabaret artist, musician, author, actor, producer and composer’. Scrive il suo primo libro a soli 14 anni, successivamen fonda il gruppo musicale dei Rhythm Activism, dove suona come violino e voce; inoltre è titolare della casa editrice e discografica indipendente Les Pages Noires. “L’Anarchico e il Diavolo fanno cabaret” è stato pubblicato per la prima volta in Canada e negli Stati Uniti nel 2003. L’opera è stata scritta “tra un soundcheck e l’altro” del rocambolesco tour europeo dei Rhythm Activism: il racconto delle quotidiane disavventure, alle prese con un pubblico eterogeneo ora in locali occupati, ora in centri artistici e culturali ben organizzati, ma anche in turbolente taverne di pirati, o storie di rom, lavoratori immigrati, rifugiati, artisti di strada, poveri che lavorano, emarginati giovani e anziani. Il tour al tempo stesso è la cornice in cui si svolge l’azione ma anche solo un pretesto per descrivere la realtà dei precari, che come veri e propri protagonisti di queste “fiabe urbane sulla sottoclasse multietnica europea” sono gli esclusi dal “benessere” del neocapitalismo e della globalizzazione, vittime dell’intolleranza e del razzismo. Accompagnato dal suo violino, che utilizza ora come accompagnamento ora come base per loop ed elaborazioni ma anche come strumento a percussione, Nawrocki ha accompagnato il numeroso pubblico accorso a Palazzo Carli ad ascoltarlo in un viaggio attraverso l’Europa dell’Est alla ricerca, come promesso al padre, dello zio Harry, seguendo il filo della sua e di altre infinite vicende umane che si intrecciano in Europa durante la Resistenza per mezzo delle lettere che lo stesso Harry scriveva al fratello. Realtà ed immaginazione si confondono in un’opera al tempo stesso poetica ed impegnata, che decostruisce e mescola, come d’altronde fa sulla scena il gruppo musicale, avanguardia e danze popolari dell’Europa orientale, satira, farsa e rock squinternato; folk, punk e jazz, poesie, monologhi, leggende, citazioni di film e dalla cultura pop.



(SIPARIO ed. L'Aquila - n. 355, 30/11/2007)

SIPARIO ed. L'Aquila - n. 355, 30/11/2007

'The Brecht/Weil combo for the 21st century.' - Brave New Waves, CBC Radio

'Delicious...astonishing....audacious.'
- Le Devoir, Montreal

'Highly recommended for the politically astute.'
- Broken Pencil, Toronto

'A one-man tour de force.' -
Sunday Morning, CBC Radio

'A stunning mix of violin, grating guitars & humour.' -
New Internationalist, London

' Caustic wit & cunning musical talent.' -
HOUR, Montreal

'Maddeningly eclectic & exhilaratingly challenging.' -
Eye, Toronto

'Mordantly funny, wickedly smart & musically fascinating.'
- The Winnipeg Sun

'Humanist, incisive & committed.' -
La Presse, Montreal

'This book is fabulous.'
- CTV News, Montreal

'Never a doubt about the clarity of Nawrocki's voice....it kicks the heads of authoritarian society.'
- Montreal Mirror

'Should be mandatory listening for members of Congress.'
- Puncture, Portland

'One of the most refreshing souls you'll ever encounter.'-
The Montreal Gazette

'Engaging, empowering.'
- Exclaim!, Toronto

'Your Black Flag piece blew me away.'
- Lawrence Ferlinghetti, San Francisco

'Brilliant mixture of sound and words.'
- Magnet, Philadelphia

'Subversively powerful, smart, welcome stuff.'
- The Globe & Mail

Des rockers en bordée

L’Anarchiste et le diable – voyages, cabarets et autres récits nous jette sur les routes d’Europe avec Normand Nawrocki, l’auteur, Luc Bonin (devenu Urbain Desbois) et quatre autres comparses de la formation Rythm Activism, des vétérans d’un « orchestre d’information rebelle» au style cabaret punk.

Le livre nous communique le style échevelé d’un groupe qui allie des mélodies ukrainiennes réarrangées, des textes militants, un rock dévastateur et surtout un regard attentif aux exclus de l’underground que forment leurs auditoires et les squatters qui les accueillent dans les neuf pays visités en 45 jours.

Le texte est assemblé comme une partition musicale entrelacée de souvenirs de la vie on the road, de répétitions jusqu’à l’épuisement sous l’oeil bienveillant des « dieux de la création », de légendes urbaines au souffle puissant et de lettres personnelles. Ces lettres datent des temps du véritable underground, ceux de la lutte antifasciste de la fin des années 1930 que menait l’oncle de Nawrocki, Harry, en Pologne occupée. L’auteur essaie de retrouver cet homme dans les villes où débarque la camionnette surchargée du groupe, entre deux balances de son, sans jamais plus de quatre heures de sommeil par nuit.

J’ai particulièrement aimé la relation des rapports humains souvent difficiles entre les musiciens, des péripéties de coulisses qui ont rendu possible l’exploit de monter sans aide le spectacle dans des conditions d’épuisement croissant, de l’enthousiasme des auditoires qui a forcé les rockers à se surpasser, ainsi que de la passion bien rendue pour les racines musicales de Rythm Activism.

L’Anarchiste et le diable, publié chez Lux, donne également à voir un autre visage de la ville européenne, ainsi qu’une autre perspective, que ce soit celle des squatters qui accueillent l’équipe ou celle des travailleurs immigrés que marginalise l’Europe néo-libérale. La figure du mendiant intraitable y est omniprésente. Voilà une belle métaphore des conditions de poète, de militant et de travailleur, ainsi que des forces vives qui leur permettent de continuer, en marge de la société policée.

Avec une cinquantaine d’enregistrements musicaux, un spectacle de théâtre anti-sexiste et cinq livres de poésie et de fiction, Norman Nawrocki et Rythm Activism font honneur à la tradition du cabaret politique que pratiquait Bertolt Brecht au début du siècle dernier.

Martin DufresneL’InfoBourg, Juillet 2006
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L'Anarchiste et le diable
À la fois le récit d’une tournée européenne, journal personnel, recueil de nouvelles et regard critique sur l’industrie de la musique, Norman Nawrocki nous entraîne dans les dessous de la musique indépendante et parallèlement nous expose au visage balafré de l’Europe en donnant la parole aux exclus et marginaux, les laissés-pour-compte du monde moderne. Chevauchant entre réalité et fiction, Nawrocki nous sert à la fois une peinture sociale crue et imagée, le portrait d’une scène rebelle et vivante qui refuse d’être étouffée et les angoisses et espoirs d’une Europe en mal de vivre. À travers ce récit, Nawrocki et son groupe de « rock and roll anarchiste » nous montre qu’au-delà des considérations purement matérielles, certains sont encore attachés à l’idée de partager leur art avec passion et que la musique peut être une force de changement.
David MurrayLe Libraire, 28 août 2006
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Anarchiste et endiablé

Norman Nawrocki a été au coeur de la guérilla du groupe Rhythm Activism, qu’il co-fonda et anima avec emphase de ses textes rebelles, de sa voix de trublion et de son violon inspiré de 1985–1998. Montréal connu ainsi un groupe d’agit-prop de facture métisse alliant le caractère iconoclaste du cabaret, l’enracinement populaire du libre folklore d’Europe de l’Est et l’irrévérence tonique du punk.

Que reste-t-il de ce groupe clef qui, pour citer Nawrocki, n’avait autre utilité que de «fournir de la musique de danse pour vos barricades, avant, pendant et après l’événement principal» sans oublier que les arts doivent être «une partie intégrante, quotidienne et émancipatrice du travail de transformation révolutionnaire, et non un élément ajouté comme décoration»? Bien entendu Nawrocki n’a de cesse, en anarchiste vivace, de multiplier les expériences avec de nouveaux groupes (DaZoque!, Bakunin’s Bum, The Montréal/Manhattan Project, etc.) et de se produire en «spoken word» avec une prédilection pour la vie, l’amour et… le sexe! Également parolier et écrivain, Nawrocki nous a offert Chasseur de tornades (EDAM/Les Pages Noires 1998) qui présentait des textes du groupe traduits en français. En 2003, l’activiste publiait The Anarchist and the Devil Do Cabaret (Black Rose Book) qui se voit maintenant offert dans une impeccable traduction sous le titre L’Anarchiste et le diable. Véritable jonglerie, ce livre récapitule les aléas et questionnements politiques d’une tournée européenne de Rhythm Activism, des rencontres avec des gens de la rue (clochards, prostituées, squatters, punks, etc.) et des lettres d’un original oncle polonais dont le père de Nawrocki l’a chargé d’en retrouver la trace. Cette part du livre ne manque pas de faire revivre en direct l’envahissement nazi et le déchirement de familles séparées; voire décimées.

Du même coup, Nawrocki publie Letters from Poland/Lettres de Pologne (Les Pages Noires, 2006) un DC solo (violon, alto, tsymbaly, piano, accordéon) complémentaire au livre nouveau ajoute autant de dimensions et une résonance exceptionnelle à ces lettres troublantes. Lettres qui ont, indéniablement, un caractère universel à illustrer la bêtise humaine tout en induisant l’importance de, soi-même, participer à la résistance. Cela commence ici et maintenant puisque notre pays prétend guerroyer en notre nom…

Ramon VitesseLe Couac, Juin 2006
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Europa, Punk city

La première rencontre directe que j’ai eu avec le groupe Rhythm Activism a eu lieu en 1994 dans un défunt bar nommé le Woodstock, situé sur St-Laurent. Ce soir-là, le duo était en première partie du trio néerlandais Dog Faced Hermans. Norman Nawrocki et Sylvain Côté présentaient un show rock politique tiré de l’album Blood and Mud, un hommage à la révolte zapatiste.

L’Anarchiste et le diable a comme trame de fond la dernière tournée européenne du combo, une virée de quarante spectacles à travers neuf pays au printemps 1998. Au fil des aventures et concerts des cinq musiciens-comédiens, Norman Nawrocki insère de vieilles lettres de son oncle Harry, vieux bohème et ex-résistant antinazi, lettres adressées à son frère Franek, qui lui a immigré au Canada avant la deuxième grande guerre. Pour Norman Nawrocki, violoniste d’origine polonaise et ukrainienne, cette traversée de l’Europe fait partie de la quête de ses origines, incarnées cette fois-ci par la rencontre improbable de l’oncle dont la famille est sans nouvelles depuis des années.

Norman Nawrocki est un artiste touche-à-tout, un compositeur, un auteur, mais aussi un militant qui nous livre ses réflexions sur la vie, particulièrement sur l’art et la politique. Ce récit-fleuve nous livre, en plus, quelques fables populaires plantées dans le décor très urbain de certaines villes européennes.

L’intérêt de ce journal de tournée tient à plusieurs éléments. La plume de l’auteur est vivante et sa prose moqueuse et crue. Les trois niveaux de récit (les lettres, les fables et le journal rock’n roll en tant que tel) s’imbriquent les uns dans les autres de manière fluide et naturelle. Parce que, malgré la forme différente, l’époque différente, le niveau de langage différent, le fond reste le même : un décor populaire, des gens bien ordinaires posant des gestes en apparence anodins, mais qui chacun et chacune à sa manière contribue à la résistance du quotidien contre l’oppresseur sous toutes ses formes (de l’occupant nazi à la pieuvre qu’est l’industrie de la musique).

Norman Nawrocki est un vieux loup de la scène indépendante, il sait depuis longtemps pourquoi il n’a jamais voulu faire de musique pour les radios FM et des concerts formatés pour les promoteurs rapaces. À travers ses rencontres avec d’autres musiciens et musiciennes et aussi avec des trippeux de musique alternative, il nous redit avec force que l’art, tout comme l’ensemble de l’activité et de la création humaines, n’est pas un produit. Anarchiste articulé et fier de le proclamer sur toutes les tribunes, Nawrocki nous rappelle que la musique, et particulièrement les concerts, peut constituer un puissant relais dans la diffusion d’une vision libertaire pointée vers des changements radicaux.

Ce journal plaira certes aux musiciens (entre autres en raison des anecdotes et des clichés de tournée) autant qu’au militant ou au néophyte curieux. Cette tournée de Rhythm Activism coïncidait avec la sortie du dernier effort du groupe qui s’appelle Jesus was gay ; il n’y a pas eu de concert de la fanfare punk-rock depuis quelques années… Ce livre est-il devenu, malgré lui, la note finale ?

Norman Nawrocki seul le sait, mais le diable s’en doute…

Mathieu FrancoeurÀ Bâbord !, Juin 2006
読者の感想

L’autore ha presentato l’opera alla Fiera nazionale della piccola e media editoria “Più libri Più liberi” dal 6 al 9 dicembre a Roma.

Il tour in Italia (29/11-10/12/2007)... Norman Naworocki è partito da Roma alla volta di Montrèal Canada con la moglie Sebastian, il suo violino e i suoi effetti. In occasione della presentazione del volume, l'autore si è esibito in un reading musicale meraviglioso. Siamo certi che questa performance è stata quanto di meglio vi sia mai capitato... siamo tornati da otto date che hanno attraversato l'italia e siamo molto entusiasti dell'attenzione e dall'ospitalità che ci hanno accolto. La galleria fotografica dello show è stata aggiornata. Per l'ultimo show di Napoli Norman Nawrocki ha suonato con Obsolescenza Programmata e presto avremo i contributi audio video di tutto il tour. NASDAROVIA! Durante il tour ci ha accompagnato il Taburni Domus, il vino che tiene unite tutte le compagnie.





Giovedì 29 novembre, ore 18.30
Coordinamento Anarchico, L'Aquila
Palazzo Carli, Aula 2, Facoltà di Lettere e Filosofia

Venerdì 30 novembre, ore 20.30
Centro Studi Libertari “Camillo Di Sciullo”, Chieti
Via Porta Pescara, 27

Domenica 2 dicembre, ore 21.00
Centro Culturale Libreria Bibli, Roma Trastevere
Via dei Fienaroli, 28

Lunedì 3 dicembre, ore 19.30
Dopolavoro, Modena
Via Sant'Agata, 16

Martedì 4 dicembre, ore 21.30
MODO Info Shop, Bologna
Via Mascarella 24/b

Giovedì 6 dicembre, ore 15.00
Fiera del libro "Più Libri Più Liberi", Roma Eur
Sala Ametista, Palazzo dei Congressi

Giovedì 6 dicembre, ore 18.30
Rinascita, Roma Centocelle
Viale Agosta, 36

Domenica 9 dicembre, ore 18.00
Perditempo, Napoli
Via S. Pietro a Maiella, 8

Norman Nawrocki legge l'ultima lettera prima di lasciare Napoli ovvero l'Italia

Napoli

live @ Perditempo
Norman Nawrocki introduce L'Anarchico e il Diavolo

Roma

live @ Bibli
Norman Nawrocki strikes L'Aquila

L'Aquila

live @ Palazzo Camponeschi


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