Le Parole Chiave:
«Il Cremlino ha scoperto che nel 21° secolo è più facile marciare attraverso l’Europa facendo business piuttosto che marciare con l’Armata rossa.» Steve LeVine, Panorama Leggi
«Un resoconto avvicente di una regione affascinante e poco consociuta. LeVine porta alla luce i magnati, gli investitori, i politici e i criminali del Caspio. Il risultato e un resoconto vivido, convincente e meravigliosamente scritto di un’area cruciale del mondo.» Joseph E. Stigliz, Premio Nobel
«Per anni, Steve LeVine ha scritto inflessibili, solidi reportage sull’area meridionale dell’ex Unione Sovietica. Qui, fa qualcosa di più che metterli tutti assieme. Costruisce il racconto al livello storico, dandoci come risultato una grande lettura sul boom petrolifero nel Caspio.» Robert D. Kaplan, Autore di Balkan Ghosts
«Nessuno conosce meglio di Steve LeVine il torbido mondo della politica americana e della corruzione internazionale delle società petrolifere. Questa è una storia indimenticabile su truffatori e governi da dimenticare.» Seymour M. Hersh, vincitore Premio Pulitzer winning, giornalista e scrittore
«Uno dei maggiori esperti della nuova geopolitica dell’energia, autore del recente best-seller Il petrolio e la gloria» Pino Buongiorno, Panorama Leggi
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Remoto, ostile, instabile, il Mar Caspio ha a
lungo tentato il mondo con le sue grandi riserve petrolifere. Ma gli stranieri, bloccati dal sistema chiuso dell’Unione Sovietica, non vi poterono arrivare. Poi l’Unione Sovietica crollò, e nella regione iniziò una corsa frenetica su vasta scala. Insieme ai petrolieri, si accalcarono nel Caspio i rappresentanti dei principali Paesi del mondo in cerca di una quota dei trenta miliardi di barili di riserve petrolifere certe che erano in gioco, e iniziò una tesa battaglia geopolitica. I principali competitori erano Mosca e Washington la prima cercando di mantenere il controllo sui suoi Stati satellite, la seconda intenta a far sloggiare la Russia a beneficio dell’Occidente.
Il petrolio e la gloria è l’avvincente racconto di quest’ultima fase della lotta epocale per il controllo dell’“oro nero” del pianeta. Steve LeVine, inviato nella regione per il Wall Street Journal, il New York Times e Newsweek, intesse una sorprendente narrazione su capacità di gioco politico ad alti livelli, cupidigia e scandalo in uno dei più opachi angoli del mondo. Nel racconto di LeVine, i giganti energetici mondiali fanno manovre per avere una parte nei ricchi giacimenti kazaki e azeri, mentre le superpotenze cercano di ottenere un punto di appoggio strategico nella regione e di ostacolarsi a vicenda. Al cuore della storia c’è la gara per costruire e gestire oleodotti che escano dall’isolata regione, la chiave per controllare il Caspio e il suo petrolio. L’oleodotto per il petrolio che fu costruito, il più lungo al mondo, è stato tra i più grandi trionfi in politica estera di Washington in almeno quindici anni.
Nel racconto, LeVine introduce competitori come James Giffen, un affarista americano che è stato anche il “faccendiere” a livello politico per le compagnie petrolifere ansiose di fare affari nel Caspio e l’intermediario per il presidente e i ministri del Kazakistan; John Deuss, l’ostentato commerciante olandese di petrolio che vinse molto ma perse ancor di più; Heydar Aliyev, lo spesso frainteso presidente azero che trascese il suo passato di membro del Politburo sovietico e fu la mente direttiva di un progetto per allentare il controllo russo sulle sue ex colonie nella regione del Caspio; e tutti i tipi di canaglie, avventurieri, e altri guidati dall’irresistibile richiamo di ricchezze incalcolabili e dalla possibile “ultima frontiera” dell’era dei combustibili fossili. La storia più ampia è intorno agli interrogativi geopolitici della fonte di ricchezza petrolifera del Caspio, se la Russia possa essere un alleato affidabile e un partner commerciale dell’Occidente, e cosa significhi l’ingresso di Washington in questa regione caotica ma importante per la sua stabilità a lungo termine.
Narrazione intensa e piena di suspense, Il petrolio e la gloria è la cronaca decisiva di eventi che sono compresi da pochi, ma il cui impatto politico ed economico sarà profondo e duraturo.
Steve LeVine è stato corrispondente dall’estero occupandosi del Caucaso e dell’Asia centrale dal 1992 al 2003. Dagli uffici di Almata, Baku, Tashkent e Tbilisi, ha seguito le vicende dell’area per Newsweek, Financial Times, Washington Post, New York Times, e infine per il Wall Street Journal. In precedenza è stato corrispondente dal Pakistan e dall’Afghanistan per il Newsweek dal 1988 al 1991, e dal 1985 al 1988 ha scritto per il Newsday dalle Filippine. Ha conseguito un master in giornalismo alla Columbia University.
Nell’ottobre 2007 ha pubblicato negli Stati Uniti il suo primo libro The Oil and the Glory, e a giugno 2008 il suo secondo libro Putin’s Labyrinth, che racconta la Russia attraverso la morte di sei russi. È autore del blog oilandglory.com
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