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Dicono di lui...
«Il primo romanzo di uno dei maggiori scrittori canadesi,
pubblicato per la prima volta in Italia.» «Hubert Aquin, soprattutto, è uno scrittore nato. Il
suo modo di esprimersi è la scrittura.»Jean Ethier
Blais, Le Devoir
Dicono i lettori...
«Il romanzo si sviluppa nell'arco di tre ore in una stanza d'albero. Adatto ai claustrofobici!» Allegra Funerea
“Le può sembrare insensato, René, ma io non
ho mai mentito. E stasera, davanti a mio marito,
mentirò per la prima volta. Già rimpiango di essere
venuta qui…”
Il romanzo
Tra disperazione e follia, il giornalista René Lallemant ripercorre le tappe della sua relazione con Madeleine Vallin e parallelamente rappresenta il processo spietato della sua grande difficoltà esistenziale. Gelosia, adulterio, delirio e suicidio, temi ricorrenti nell’opera di Aquin, vanno a comporre un romanzo che si legge come un diario personale nel quale tutte le maschere cadono, e, per prima, quella della finzione letteraria. L’invenzione della morte porta dentro di sé le tracce di una scrittura folgorante che segnerà la letteratura del Québec e scuote il lettore con le sue provocazioni e la forza unica della sua scrittura. Un romanzo in cui è in gestazione la futura opera dell’autore, nonché il suo destino.
Primo romanzo di Aquin, scritto nel 1959, quando l’autore ha trent’anni, rifiutato dall’editore per il timore dello scandalo che avrebbe provocato, L’invenzione della morte è rimasto inedito fino al 1991.
L'autore
Hubert Aquin è nato a
Montréal nel 1929 ed è il maggiore rappresentante della letteratura
e della cultura francofona
del Canada. Scrittore, sceneggiatore,
giornalista, intellettuale nel
senso pieno del termine, ha diretto
la rivista Liberté dal 1961
al 1971 ed è stato direttore editoriale
delle Éditions La Presse nel
corso degli anni ’70. Vincitore
di numerosi premi letterari, nel
1969 rifiuta per motivi politici il
prestigioso Governor General’s
Literary Award. Hubert Aquin
ha segnato profondamente la
coscienza letteraria del Québec attraverso la problematica politica,
estetica e filosofica, a cui la
sua opera ha dato impulso. Hubert
Aquin ha messo fine ai suoi
giorni il 15 marzo 1977.
Il traduttore
Maria Antonietta Fontana è nata a Roma, dove ha studiato pianoforte con il M° Luciano Pelosi e Nicoletta Cimpanelli perfezionandosi con Marisa Candeloro, e laureandosi con lode e proposta di pubblicazione in Scienze Politiche alla Sapienza, specializzandosi nelle problematiche del diritto internazionale privato e in particolare della contrattualistica e dell’arbitrato con la Russia e i Paesi dell’Est europeo.
Ex funzionario dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro a Ginevra, New York e al BIT di Torino, ha poi svolto attività concertistica in formazioni di musica da camera; per dodici anni ha diretto una rivista internazionale di malacologia, per altri sei ha lavorato in diversi contesti in Università a distanza.
Collabora assiduamente con il quotidiano L’Opinione delle Libertà, per cui scrive editoriali e recensioni discografiche, teatrali e letterarie. Collabora anche alla diffusione del carisma del Santuario di Notre-Dame de Montligeon, per cui cura la produzione dei testi in lingua italiana.
Da anni lavora nel campo delle traduzioni tecniche (giuridiche ed economiche) e letterarie dal francese, inglese e russo. Nel suo futuro, la partecipazione (breve) ad un film, la collaborazione con una nuova casa cinematografica nel campo della produzione, e, forse, l’edizione dei suoi versi inediti.
Ha due figli ed un nipote: la sua carriera (precoce) di nonna è incominciata da pochissimo, ma già con discreto successo…