Dall’album The Wall dei Pink Floyd, Nàgi ha creato un’opera che si colloca nel reale metropolitano contemporaneo, pur mantenendo legami con elementi leggendari e fiabeschi. Storie, desideri visioni causate dal consumo di hashish e alcol catapultano il lettore in luoghi irreali e in situazioni fantastiche. Il muro, “the wall”, rappresenta l’incomunicabilità, l’alienazione, la follia. Un’allegoria della società sviluppata attorno all’ipotetica costruzione di un muro oppressivo e invalicabile che circonda l’individuo. Un libro per chi è pronto a scoprire le fantasie, le utopie, gli idealismi, ma anche le frustrazioni di un ventenne egiziano.
E come nei sogni, il mio passo era pesante, quanto leggero, invece, quel che trasportavo. Il mio cuore andò in estasi dalla mera gioia di starle vicino, mentre catturato dal suo fascino, temevo solo di risvegliarmi prima del momento cruciale. E quando spinse la porta con gentilezza, il mio sguardo cadde sul suo corpo simile a un fuscello, ella si fermò sulla soglia e girandosi, con un sorriso, mi disse: “Entra!”
Ahmed Nàgi è uno scrittore e giornalista egiziano. In Egitto è molto noto come blogger, ma soprattutto per essere uno dei più giovani redattori di Akhbàr el Adab, il prestigioso settimanale letterario diretto da Gamàl al-Ghitàni. Autore d’avanguardia, usa la Rete per scuotere il panorama Wasa khaialak (Allarga la tua immaginazione), iniziato nel 2005, parla di sociologia, pop art, diritti umani e cultura: "sperimento un diverso livello di linguaggi oer avvicinare la gente alla letteratura".