La Corte penale internazionale (CPI) ha emanato cinque mandati di arresto, per crimini contro l’umanità e crimini di guerra, contro leaders dei ribelli ugandesi. Un ulteriore mandato è stato emanato contro un membro di una forza armata coinvolta nel conflitto dell’Ituri (R.D.C.), per arruolamento militare di bambini al di sotto dei quindici anni.
Il Consiglio di sicurezza ha rinviato alla Corte la situazione dei crimini contro l’umanità e crimini di guerra che vengono commessi nel conflitto in corso in Sudan.
Finalmente, lo Statuto della CPI non solo rappresenta ormai un astratto codice dei crimini contro l’umanità e crimini di guerra ma, dopo sette anni dalla sua adozione, esso è divenuto concretamente applicabile. Ed è la prima volta che un tribunale penale internazionale persegue un sospettato di arruolamento di bambini in un esercito.
Le migrazioni caratterizzano con connotati peculiari l’attuale fase storica di internazionalizzazione delle relazioni umane. I flussi migratori si pongono con pressione tale da superare le politiche di regolamentazione e contrasto degli Stati di destinazione; ne segue, accanto alla migrazione legale, il manifestarsi del fenomeno sempre più vistoso della migrazione irregolare. Quest’ultima pone problemi di indubbia gravità, anche per il legame che presenta con fenomeni criminali come il contrabbando e il traffico di persone e tali da far sì che nel descrivere la situazione si ricorra alla espressione “emergenze”: emergenze di ordine pubblico, umanitarie e sociali sono senza dubbio legate alle migrazioni irregolari.