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IL RAGAZZO DI ALEPPO CHE HA DIPINTO LA GUERRA di Sumia Sukkar

Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra

Domenica 13 Novembre in aula Fermi è stato presentato un libro estremamente interessante ed inedito: Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra. (editrice Il Sirente). Coinvolta nell’incontro l’autrice del libro, la giovanissima scrittrice britannica Sumia Sukkar e il moderatore Luca Murphy

di Ele­na Alei, “Radio Eco” (14 novem­bre 2017)

Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra : Sumia SukkarSumia Suk­kar, figlia di geni­to­ri siria­ni,  ha pub­bli­ca­to que­sto libro a soli 21 anni, appe­na il gior­no dopo aver con­se­gui­to la lau­rea in scrit­tu­ra crea­ti­va. “Il ragaz­zo di Alep­po che ha dipin­to la guer­ra” trat­ta del con­flit­to siria­no tra­mi­te il rac­con­to di un ragaz­zo affet­to dal­la sin­dro­me di Asper­ger, dun­que attra­ver­so un pun­to di vista del tut­to nuo­vo e puro, incon­ta­mi­na­to e oggettivo.

Pro­prio per que­sto moti­vo l’autrice ha pen­sa­to di adot­ta­re que­sto tipo di len­te, facen­do ruo­ta­re il tut­to attra­ver­so i pen­sie­ri di Adam, ragaz­zo la cui fami­glia sta cer­can­do di scap­pa­re da Alep­po, cen­tro del con­flit­to siriano, per arri­va­re a Dama­sco. Adam ha soli 14 anni e, affet­to dal­la sin­dro­me di Asper­ger( spet­tro dell’autismo), cer­ca di rap­pre­sen­ta­re le sue emo­zio­ni attra­ver­so la pit­tu­ra. La sua malat­tia lo por­ta a per­ce­pi­re il con­flit­to a suo modo e a voler dipin­ge­re le sue sen­sa­zio­ni, attri­buen­do a ogni cosa che vede un colore.

Ogni capi­to­lo ha il nome di un colo­re: Adam vede le per­so­ne avvol­te da un’aurea colo­ra­ta a secon­da dei loro sta­ti d’animo e dipin­ge il suo ter­ri­fi­can­te vis­su­to duran­te una guer­ra che non rie­sce a com­pren­de­re, vede solo un incom­pren­si­bi­le vio­len­za che ridu­ce la sua vita e la sua casa in mace­rie e divi­de la sua bel­la cit­tà in bar­ri­ca­te di guer­ra. Un libro in cui l’arte sem­bra diven­ta­re una for­ma di resi­sten­za in un momen­to vera­men­te buio.

Adam dà colo­re a ciò che è ormai una real­tà in sca­la di gri­gi: som­mer­sa dal­la pol­ve­re.  Obiet­ti­vo dell’autrice è ren­de­re il con­flit­to tra­mi­te un occhio per cui tut­to è bian­co e nero ed inno­cen­te, al net­to del­le rap­pre­sen­ta­zio­ni fal­sa­te che i media con­ti­nua­no a dar­ci del con­flit­to: sem­pre ine­vi­ta­bil­men­te stor­pia­te da nume­ro­sis­si­mi fattori.

Sumia per scri­ve­re la sto­ria ha avu­to testi­mo­nian­ze diret­te dal­la zia che vive in Siria: il libro è un intrec­cio di fin­zio­ne e real­tà. Le descri­zio­ni sono inno­cen­te­men­te bru­ta­li.Ciò che vole­va era capi­re l’essenza del­la sto­ria da rac­con­ta­re e toglie­re gli ecces­si. In que­sto i per­so­nag­gi l’hanno aiu­ta­ta mol­to  diven­tan­do  par­te di lei e mostran­do­le la sto­ria. Met­te­re a fuo­co l’essenza uma­na del con­flit­to, tra­smet­te­re il valo­re del­la bon­tà uma­na: ele­men­to a cui Sumia cre­de pro­fon­da­men­te. Pro­prio per que­sto moti­vo l’autrice non si vuo­le far por­ta­vo­ce di una fede par­ti­co­la­re o di un cre­do poli­ti­co, ma sem­pli­ce­men­te tra­smet­te­re un valo­re uni­ver­sa­le. Non a caso l’autrice è sta­ta cre­sciu­ta da due geni­to­ri figli di una socie­tà mul­ti­cul­tu­ra­le, i qua­li le  han­no fat­to leg­ge­re sia la  Bib­bia che il Cora­no, il cui sen­so intrin­se­co è per lei la bon­tà uma­na, il non fare del male al pros­si­mo. Adam è infat­ti un nome che uni­sce le tre reli­gio­ni che com­pon­go­no la Siria per com­pren­de­re nel­la nar­ra­zio­ne tut­te le reli­gio­ni siriane.
Sumia non sa tut­to­ra qua­le sia la sua fede ma cre­de nel­la bon­tà uma­na. Quan­do pen­sa a Dama­sco, ricor­da i tem­pi spen­sie­ra­ti in cui a nata­le da pic­ci­na anda­va a tro­var­vi la non­na e sen­ti­va l’odore di gel­so­mi­no nell’aria e  tut­to era colo­ra­to: un odo­re  che è sta­to sosti­tui­to da san­gue, un colo­re impol­ve­ra­to dal gri­gio che ucci­de tutto.

Il pro­ces­so che ha por­ta­to alla scrit­tu­ra del libro è sta­to lun­go coin­vol­gen­do edi­ting e scrit­tu­ra e por­tan­do l’autrice  a fre­quen­ta­re nume­ro­si cen­tri per l’autismo, dove ha potu­to capi­re in manie­ra pro­fon­da la natu­ra del­la sindrome.

Adam sem­bra sof­fri­re di sine­ste­sia: il met­ter­lo su car­ta è un pro­ces­so cer­ta­men­te difficile. Qui sta pro­prio la rari­tà di que­sto libro che offre imma­gi­ni cru­dis­si­me attra­ver­so una len­te inno­cen­te, lim­pi­da, sem­pli­ce. Le imma­gi­ni che ci sono pro­po­ste sono bru­ta­li, ma il mez­zo attra­ver­so cui ci sono tra­smes­se è sem­pli­ce: è il fat­to­re uma­no base. Que­sto per­ché, come affer­ma l’autrice,” non cer­chia­mo il modo più sem­pli­ce di scri­ve­re ma il modo più pas­sio­na­le. Quan­do non arri­va­no le paro­le pren­de il soprav­ven­to il colore: ho scel­to di rac­con­ta­re un ambien­te gri­gio dove però i colo­ri di Adam brillano.”

Non a caso que­sto libro  ha otte­nu­to il plau­so del­la cri­ti­ca ingle­se. La dram­ma­tiz­za­zio­ne radio­fo­ni­ca del libro è pas­sa­ta nel pre­sti­gio­so “Satur­day Dra­ma” del­la BBC, dopo la qua­le sono sta­ti acqui­sta­ti i dirit­ti per la rea­liz­za­zio­ne di un film trat­to dal libro.

The Natio­nal l’ha definito“Orribile e bel­lo allo stes­so tem­po”, noi vi invi­tia­mo ad acqui­star­lo e leggerlo.

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