La cruda realtà sull’Egitto emerge dalle opinioni dei taxi-drivers3′ di lettura

ISBN 9788887847147 © il Sirente 

di Liz Sly (Chi­ca­go Tri­bu­ne)

Il libro com­po­sto da con­ver­sa­zio­ni in taxi è diven­ta­to un best-sel­ler che attra­ver­sa il paese.

CAIRO, EGITTO — Kha­lid al-Kha­mis­si ha sco­per­to qual­co­sa su cui i cor­ri­spon­den­ti stra­nie­ri han­no scher­za­to per lun­go tem­po – i tas­si­sti pos­so­no esse­re tra le miglio­ri fon­ti di ana­li­si di un paese.

Non è solo che sono facil­men­te arri­va­bi­li. I Taxi dri­ver incon­tra­no una vasta gam­ma di per­so­ne ogni gior­no, ascol­ta­no le noti­zie alla radio; visi­ta­no ogni ango­lo del­la loro comu­ni­tà e per la mag­gior par­te del tem­po sono anno­ia­ti, feli­ci di chiac­chie­ra­re con chiun­que entri nel loro taxi.

Si comin­cia con le cose ordi­na­rie, ma dopo 10 minu­ti comin­cia­no a rac­con­tar­ti cose che riflet­to­no real­men­te l’anima del­la socie­tà”, spie­ga Kha­mis­si, uno scien­zia­to poli­ti­co che ha stu­dia­to pres­so l’Università del Cai­ro e alla Sor­bo­na di Parigi.

C’è anche il fat­to­re dell’anonimato, che entra in gio­co nel­le socie­tà con regi­me auto­ri­ta­rio come l’Egitto. I tas­si­sti dan­no voce alle loro men­ti, fidu­cio­si che non riin­con­tre­ran­no di nuo­vo la stes­sa per­so­na e che le loro paro­le non potran­no mai ritor­cer­si con­tro di loro.

E così Kha­mis­si si è occu­pa­to del­le intui­zio­ni dei tas­si­sti che ha incon­tra­to al Cai­ro per scri­ve­re un libro, chia­ma­to Taxi, sul­la base di col­lo­qui con i suoi taxi-dri­vers in un perio­do di cir­ca un anno.

Il risul­ta­to è sta­to un ina­spet­ta­to best-sel­ler, ora alla sesta ristam­pa e con più di 60000 copie ven­du­te, un nume­ro ele­va­to rispet­to agli stan­dard egi­zia­ni. E ‘sta­to tra­dot­to in ingle­se. Spe­ra che il pros­si­mo anno ver­rà pub­bli­ca­to nel Regno Uni­to e negli Sta­ti Uniti.

Non è tan­to un libro sui tas­si­sti quan­to un ritrat­to del­la socie­tà egi­zia­na, come l’era del 79enne pre­si­den­te Hosni Muba­rak che si avvi­ci­na alla fine.

E ‘un libro sul­la micro­cri­mi­na­li­tà, le fru­stra­zio­ni quo­ti­dia­ne dei pove­ri lavo­ra­to­ri egi­zia­ni che vivo­no nel­la qua­si impra­ti­ca­bi­le metro­po­li del Cai­ro. È un libro per far­ti sen­ti­re in col­pa se hai mai pro­va­to a con­trat­ta­re sul­la tarif­fa di un taxi in un qual­sia­si pae­se povero.

I tas­si­sti di Khamissi’s cado­no sot­to il cor­rot­to auto­ri­ta­ri­smo dit­ta­to­ria­le, ma sono trop­po occu­pa­ti a cer­ca­re di gua­da­gnar­si da vive­re che non fan­no nul­la. Paga­no maz­zet­te ai poli­ziot­ti piut­to­sto che per­de­re gior­ni di gua­da­gno, intrap­po­la­ti nel labi­rin­to del­la buro­cra­zia Egi­zia­na, per paga­re una mul­ta. Si addor­men­ta­no al volan­te dopo aver lavo­ra­to 72 ore non-stop per paga­re le rate del­le loro auto.

Un tas­si­sta pian­ge per­ché non può per­met­ter­si l’operazione neces­sa­ria a far ces­sa­re il suo mal di schie­na, cau­sa­to dal suo lavo­ro al volante.

Kha­mis­si attri­bui­sce il suc­ces­so di Taxi alla luce che fa risplen­de­re sugli ango­li bui del­la socie­tà egi­zia­na. Lavo­ro arti­gia­na­le di 57 con­ver­sa­zio­ni con i tas­si­sti, il libro si pro­po­ne di tra­smet­te­re la cru­da veri­tà dell’Egitto, di cui di soli­to si par­la in privato.

Ho cer­ca­to di annul­la­re l’autocensura che ogni scrit­to­re egi­zia­no fa. In Egit­to vivia­mo la nostra vita in una gigan­te­sca auto-cen­su­ra”, ha det­to in un’intervista all’ uffi­cio Cai­ro­ta dell’impresa di inve­sti­men­ti dove lavora.

Diver­si redat­to­ri sono sta­ti recen­te­men­te con­dan­na­ti al car­ce­re per espri­me­re alcu­ne del­le opi­nio­ni espres­se dagli ano­ni­mi tas­si­sti di Kha­mis­si, ma Kha­mis­si non ha avu­to alcun pro­ble­ma con le autorità.

Il suo tas­si­sta deri­de il gover­no, rac­con­ta cru­de bar­zel­let­te per scre­di­ta­re il siste­ma. Uno dice che vor­reb­be vede­re i fuo­ri­leg­ge fon­da­men­ta­li­sti isla­mi­ci Fra­tel­li musul­ma­ni al pote­re, anche se non pre­ga o non va alla moschea. “Per­ché abbia­mo pro­va­to di tut­to”, egli spiega.

(tra­du­zio­ne di Chia­ra­stel­la Cam­pa­nel­li)

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