Il matto di piazza della Libertà (H. Blasim)5 min read

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SCHEDA LIBRO | EBOOK | ANTEPRIMA
TRADUZIONE DALL’ARABO DI BARBARA TERESI

Immaginate un uomo rapito e costretto a dichiarare in video di aver commesso atroci crimini in nome della religione. Oppure un viaggio di clandestini diretti in Europa che si trasforma in una carneficina. Immaginate un soldato che, rimasto chiuso in una stanza per diversi giorni con la sua amata, per sopravvivere si nutre del suo corpo e del suo sangue.

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Hassan Blasim

Forse il miglior scrittore vivente di narrativa araba. […] Duro, intelligente, insistente in ogni parola. Vincitore nel 2014 dell’Independent Foreign Fiction Prize.

Immaginate un uomo rapito e costretto a dichiarare in video di aver commesso atroci crimini in nome della religione. Oppure un viaggio di clandestini diretti in Europa che si trasforma in una carneficina. Immaginate un soldato che, rimasto chiuso in una stanza per diversi giorni con la sua amata, per sopravvivere si nutre del suo corpo e del suo sangue. Cadaveri che parlano, lupi mannari, teste mozzate, corpi dilaniati o scuoiati, padri che avvelenano le figlie, figli che portano in valigia lo scheletro della madre, morti che scrivono romanzi, suicidi, esplosioni di autobombe, neonazisti che in Europa picchiano a sangue gli immigrati. E poi matti, matti dappertutto, e un confine labile tra il reale e l’irreale. Provate a immaginare tutto questo e altro ancora. Immagini raccapriccianti e scene da brivido, come nella migliore letteratura gotica. Ma questa non è semplicemente letteratura gotica. Questo è l’Iraq. O l’Europa deirifugiati iracheni. Talvolta, sembra dirci Hassan Blasim in questo suo splendido libro d’esordio, la realtà supera la finzione in orrore e crudeltà.

Autore / Author


Hassan Blasim

Hassan Blasim

Hassan Blasim è nato a Baghdad nel 1973. è poeta, regista, blogger e autore di racconti brevi. Ha studiato all’Accademia di Arte Cinematografica di Baghdad, dove due suoi film sono stati premiati. Nel 1998 ha lasciato Baghdad, per continuare a dedicarsi alla sua attività di regista (sotto lo pseudonimo di Ouazad Osman, per paura di ritorsioni contro i suoi famigliari rimasti nella capitale) a Sulaymaniya, nel Kurdistan iracheno. Nel 2004, in seguito a problemi scaturiti dalla realizzazione del film Wounded Camera, ha dovuto lasciare l’Iraq e si è rifugiato in Finlandia, dove vive tuttora. “Il Matto di piazza della Libertà” era nella longlist dell’Independent Foreign Fiction Prize nel 2010. Pesantemente censurato nell’edizione araba, nel 2012 è stato finalmente pubblicato e subito bandito in Giordania. Una selezione delle sue due raccolte di racconti “Il Matto di piazza della Libertà” e “Il Cristo Iracheno” sono state pubblicate nel 2014 dalla Penguin USA e sono entrate nella top ten del Publishers Weekly’s. The Digital Hats Game è la sua prima pièce teatrale presentata al Telakka Theatre di Helsinki nel marzo del 2016. Il suo sito personale: حسن بلاسم.

Hassan Blasim is an Iraqi writer currently based in Finland. Born in Baghdad in 1973, he studied at the city’s Academy of Cinematic Arts, where two of his films ‘Gardenia’ (screenplay & director) and ‘White Clay’ (screenplay) won the Academy’s Festival Award for Best Work in their respective years. In 1998 he left Baghdad for Sulaymaniya (Iraqi Kurdistan), where he continued to make films, including the feature-length drama Wounded Camera, under the pseudonym Ouazad Osman, fearing for his family back in Baghdad under the Hussein dictatorship. In 2004, after years of travelling as a refugee he settled in Finland. Hassan’s stories first appeared on the website iraqstory.com, which he co-edited, and then first in print, with the anthology Madinah (commissioned by Comma Press in 2008). His debut collection The Madman of Freedom Square was published by Comma a year later, 2009 (translated by Jonathan Wright) and was longlisted for the Independent Foreign Fiction Prize in 2010. His second collection, The Iraqi Christ (again translated by Jonathan Wright) was published by Comma in April 2013, and won the 2014 Independent Foreign Fiction Prize – the first Arabic title and the first short story collection ever to win the award. Hassan’s work has been translated (or is in the process of being translated) into over 20 languages. A heavily censored Arabic edition of Madman was finally published in 2012 and was immediately banned in Jordan, and an Arabic edition of The Iraqi Christ was published in 2015. A selection of stories from both of his two collections were published in the US in 2014, by Penguin USA, under the title ‘The Corpse Exhibition’, which was later picked as one of Publishers Weekly‘s Top Ten Books of 2014. March 2016 saw the launch of Blasim’s first play, The Digital Hats Game, at the Telakka Theatre in Helsinki. Hassan was recently described by The Guardian newspaper as “perhaps the greatest writer of Arabic fiction alive.”

Traduttore / Translator


Barbara Teresi è laureata in Lingue e Letterature Straniere (Arabo e Tedesco). Tra il 2005 e il 2011 ha vissuto in Egitto, al Cairo, dove ha seguito diversi corsi di lingua e letteratura araba e lavorato come mediatore linguistico e traduttore presso il Consolato d’Italia al Cairo (dal 2006 al 2008) e come docente di lingua italiana per stranieri presso l’Istituto Italiano di Cultura (dal 2008 al 2011). Dal 2009 collabora con diverse case editrici italiane come traduttrice letteraria freelance. È un’appassionata di letteratura irachena contemporanea.

Barbara Teresi is a freelance literary translator. She has a master degree in Modern Languages (Arabic and German). She spent six years in Cairo, Egypt, where she attended several courses of Arabic language and literature and worked as a cultural and linguistic mediator and translator at the Italian Consulate in Cairo (2006-2008) and as a teacher of Italian as foreign language at the Italian Cultural Institute (2008-2011). In 2009 she started her activity as a freelance translator for several Italian Publishing Houses. She loves contemporary Iraqi literature.

Barbara Teresi ist eine freie literarische Übersetzerin. Sie studierte Arabistik und Germanistik. Von 2005 bis 2011 sie lebte in Kairo, Ägypten. Dort besuchte sie verschiedene Kurse in Arabischer Sprache und Literatur und arbeitet als Sprach- und Kulturmittlerin und Übersetzerin in der Italienischen Konsulat in Kairo (von 2006 bis 2008) und als Lehrerin für Italienisch als Fremdsprache in dem Italienischen Kulturinstitut in Kairo (von 2008 bis 2011). Seit 2009 ist sie als freie Übersetzerin von literarischen Texten tätig. Sie liebe die zeitgenössische irakische Literatur.

 

 

Peso 0.22 kg
Dimensioni 15 x 21 x 1 cm
ISBN

978-88-87847-36-9

Lingua

Italiano

Lingua originale

arabo

Titolo originale

Amalgam

Traduzione

Barbara Teresi

Foliazione

VIII-152 pp., br.

Prima edizione

21 gennaio 2012

Collana

Altriarabi (n. 8)

Rassegna stampa / Press


  • kom-pa.net (2012-05)
  • A.L.M.A.Blog (2012-04)
  • Nena News (2012-04)
  • Adab Araby (2012-02)
  • minima & moralia (2012-02)
  • Osservatorio Iraq (2012-02)
  • 100 news (2012-02)
  • Da sapere (2012-02)
  • The Quarterly Conversation (2010-06)
  • Tomas Whitehouse (2010-04)
  • Review of Contemporary… (2010-04)
  • More Intelligent life (2010-04)
  • Qunfuz (2010-04)
  • The Independent (2009-10)
  • Metro (2009-10)
  • City Life (2009-09)
  • The Short Review (2009-09)
  • The m john harrison blog (2009-08)
  • Senzaudio (Gianluigi Bodi) 01/11/2015
  • 10 libri sulla guerra in Iraq, Altri Animali, Simone Friani, 28/03/2017
  • Video

    Recensioni

    1. La macchina delle notizie ha spostato la sua attenzione verso l’Afghanistan, e gli iracheni sono lasciati a sé stessi. I racconti di Blasim ci ricordano che tutto può ancora accadere lì. La storia dell’Iraq deve ancora essere raccontata, e abbiamo bisogno di voci come la sua per raccontarla.

    2. Forse il miglior scrittore vivente di narrativa araba. […] Duro, intelligente, insistente in ogni parola.

    3. Frizzante e scioccante… Troppo febbrile e macabro per essere un reportage, questo crudele, divertente e inquietante esordio ha colpi di scena che atterriranno ogni mente.

    4. Blasim declina l’orrore quotidiano in qualcosa di quasi gotico… il suo gusto per il surreale potrebbe essere quello di Gogol.

    5. Blasim si muove abilmente tra surreale, intimi stati d’animo e i commenti ironici all’estremismo islamico e l’invasione americana… eccellente.

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