Categorie
9788887847192 Articoli Press Musallam Recensioni

Libri: ‘La danza dello scorpione’ di Akram Musallam

| ANSAmed | Lunedì 10 ottobre 2011 |

“Eravamo adolescenti. E’ venuta da me in ‘sala da ballo’ verso sera. E’ arrivata all’improvviso e, dopo una presentazione piuttosto concisa, mi ha detto di essere venuta a mostrarmi uno scorpione che si era appena fatta tatuare proprio dove comincia la colonna vertebrale”. Inizia cosi’ il racconto del giovane scrittore palestinese, Akram Musallam, “La danza dello scorpione” (il Sirente, pp. 114, 15 euro), in questi giorni nelle librerie italiane. Con il narratore la ragazza, di origini francesi, trascorrerà la notte, per poi sparire e non tornare mai più. Sarà invece il piccolo scorpione color indaco a prendere vita e ad ossessionare i sogni del giovane ogni notte, nel tenace quanto fallimentare tentativo di arrampicarsi su uno specchio dal quale scivolerà, consumato da un’estenuante e vorticosa danza. Costruito proprio sulla metafora dello scorpione e ambientato a Ramallah, questo breve ma autoironico romanzo descrive con lucidità e amarezza la situazione mediorientale dopo gli Accordi di Oslo e il fallimento della seconda Intifada. Sullo sfondo, l’occupazione israeliana e il quotidiano rapporto dei palestinesi con la vita e la morte. “Ricordo – scrive il narratore – di avere lasciato Ramallah per qualche tempo, su consiglio medico, per riposarmi i nervi dalle complicazioni di un rapporto quotidiano con la morte o con notizie che la riguardavano”. L’impotenza dello scorpione narrata da Akram è anche quella del padre del narratore, che ha perso una gamba – e con essa la sua virilità – non a causa dell’occupazione, ma semplicemente per un chiodo arrugginito. Altre figure, dotate ciascuna di una forte carica simbolica, appaiono in tutta la storia per scomparire presto. Tra queste, quella rappresentata da un ex-detenuto, “somaro della rivoluzione” che è appena stato rilasciato dopo diciotto anni di carcere, e che è costretto a riprendere servizio presso coloro che lo hanno sempre considerato un vero e proprio somaro.

Premiato nel 2007 dalla prestigiosa fondazione Abdul Mohsen Al-Qattan, Akram è stato paragonato della critica a Emil Habibi, scrittore arabo israeliano autore del “Pessottimista”, scomparso nel 1996.

Categorie
9788887847192 Articoli Menu SX autori Press Musallam

Akram Musallam

| Midad|

Im Alleingang erobert der Erzähler des RomansAlexanders Gedanken seine Zuhörer: “Akram Musallam zeigt hier seine Meisterschaft, einen Monolog in den Ausmaßen eines ganzen Romans zu erfinden…. Nur an manchen Stellen entwickelt sich ein Frage- und Antwortspiel mit einem Unbekannten, das nicht über Bestätigung oder Verneinung der Fragen hinausgeht. Später erfahren wir den Namen des Unbekannten: Akram. Zweifelsohne pendelt Akram Musallam, der Autor, zwischen diesem Akram und dem Erzähler hin und her.“
Geboren wurde Musallam 1971 in Talfeet-Nablus. Sein Vater unterrichtete Englisch in der Grundschule des Dorfes. Er wuchs zusammen mit elf Geschwistern in einer Einzimmerwohnung auf und musste sich seinen Schlafplatz in einer der vier Ecken jeden Abend erkämpfen. Eine Treppe zwischen der Küche und dem einzigen Zimmer diente ihm als Schreibtisch – der Geruch der Öllampe steckt ihm noch in der Nase. Nach dem Gymnasium arbeitete Akram Musallam zwei Jahre lang auf einer Baustelle. Heute schreibt er als Redakteur für die lokale Tageszeitung „al-Ayyām“.
An der BirZeit Universität studierte Akram Musallam arabische Literatur, wo er sich vor allem mit dem Werk Nietzsches befasste. Dort machte er die Bekanntschaft mit dem Dichter und Philosophen Hussein Barghouthi, den er später in seinem Roman mit den Worten zitierte: „ Ich schreibe nicht das Schöne, ich schreibe das Unvergessene“.
In seinem Roman verzichtet der Autor auf komplexe Konstruktionen. Alexanders Gedanken besteht aus Erzählungen, die lose miteinander verknüpft werden. Unideologisch und lebendig berichtet der Autor von Alexander – nicht dem „Großen“, sondern dem „wirklichen“ Alexander aus den Augen eines Kindes.