Katia Debora Melis, “Oubliette Magazine”, 10 aprile 20173′ di lettura

IL RAGAZZO DI ALEPPO CHE HA DIPINTO LA GUERRA di Sumia Sukkar

Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra” di Sumia Sukkar: ma la guerra che colore ha?

di Katia Debo­ra Melis, “Oubliet­te Maga­zi­ne”, 10 apri­le 2017

Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra : Sumia SukkarTer­zo libro del­la col­la­na Altria­ra­bi Migran­te, usci­to nel 2016 con tra­du­zio­ne dall’inglese di Bar­ba­ra Beni­ni, è il bel­lis­si­mo dol­cea­ma­ro e eru­dis­si­mo, ma comun­que splen­di­do testo d’esordio di Sumia Suk­kar, autri­ce ingle­se di ori­gi­ni siro-alge­ri­ne, nata a Lon­dra nel 1992.

Fre­quen­ta­to il cor­so di lau­rea in Scrit­tu­ra crea­ti­va pres­so la King­ston Uni­ver­si­ty lon­di­ne­se, vie­ne inco­rag­gia­ta da Todd Swift, scrit­to­re ed edi­to­re, a pub­bli­ca­re con la sua casa edi­tri­ce, la Eyewear, il pri­mo roman­zo, “The boy from Alep­po who paint the war” nel 2013.

Alep­po. Siria. Una fami­glia for­ma­ta da baba, il padre, che lavo­ra tut­to il gior­no dura­men­te per sosten­ta­re i suoi cin­que figli. Mama, mam­ma, la moglie, è mor­ta anni pri­ma.Il figlio più pic­co­lo e voce nar­ran­te di qua­si tut­ta la sto­ria, è Adam, quat­tor­di­cen­ne che vive a caval­lo tra real­tà e imma­gi­na­zio­ne, in un mon­do spe­cia­le e abba­stan­za pro­tet­to dal nucleo fami­lia­re, a cau­sa del­la sua sin­dro­me di Asperger.

Tre fra­tel­li gemel­li stu­dia­no all’università, men­tre Yasmi­na, l’unica don­na di casa, infer­mie­ra in un cen­tro este­ti­co, è il moto­re e il vero soste­gno di tut­ta la fami­glia, in pri­mis di Adam, di cui cono­sce per­fet­ta­men­te le spe­cia­li esi­gen­ze, le manie, abi­tu­di­ni, pau­re, fobie e le perio­di­che cri­si dovu­te alla sua patologia.

In fon­do, una fami­glia nor­ma­le, che ha tro­va­to un suo equi­li­brio e ha crea­to la “nor­ma­li­tà” attor­no a Adam. Lui ha sem­pre ama­to dipin­ge­re e i colo­ri sono il fil­tro per la sua per­ce­zio­ne e com­pren­sio­ne del mon­do, di cose, per­so­ne, situa­zio­ni e sta­ti d’animo. I colo­ri sono le cate­go­rie attra­ver­so cui può ten­ta­re di capi­re e di non per­de­re di vista un oriz­zon­te sicu­ro e tran­quil­liz­zan­te. Improv­vi­sa­men­te, però, le cose stan­no cam­bian­do. Entra­no nel­la sua vita paro­le incom­pren­si­bi­li nel loro per­ché: mani­fe­sta­zio­ni, rivol­te, guer­ra. Guer­ra civi­le, impos­si­bi­le: come si può com­bat­te­re se stessi?

È pre­sen­te nei suoi qua­dri la guer­ra, fil­tra­ta attra­ver­so i libri, la scuo­la, la tele­vi­sio­ne, nei film, pri­ma, e nei noti­zia­ri d’ora in avan­ti. Cre­sce la sua con­fu­sio­ne, cre­sco­no le sue doman­de, cre­sce il suo disa­gio. Tra man­can­za d’acqua, di ener­gia elet­tri­ca, di cibo, e orro­ri sem­pre cre­scen­ti e che via via toc­che­ran­no sem­pre più da vici­no la fami­glia di Adam, cam­bia­no i colo­ri intor­no, pri­ma nel­le per­so­ne, che non sono più le stes­se, poi anche Alep­po, tut­ta, che non sarà mai più come prima.

Per la pri­ma vol­ta dopo la scom­par­sa del­la madre, la mor­te entra pre­po­ten­te­men­te nel­la vita, negli occhi di Adam, gli strap­pa via il fra­tel­lo Isa, e anco­ra mace­rie e pol­ve­re, bom­be e san­gue, vio­len­ze ovun­que, in un’escalation sen­za fine.

Gli occhi di Adam ci rac­con­ta­no per qua­si tut­to il tem­po le vicen­de, sal­vo i pochi, dolo­ro­sis­si­mi capi­to­li in cui a rac­con­ta­re in pri­ma per­so­na gli orro­ri, le sevi­zie e tur­pi­tu­di­ni del con­flit­to, subi­te in pri­ma per­so­na, sarà Yasmine.

I tan­ti per­ché di Adam non sem­pre tro­ve­ran­no rispo­sta, non la tro­va­no nem­me­no per noi che sia­mo spes­so lon­ta­ni e incre­du­li spet­ta­to­ri di con­flit­ti, come quel­lo siria­no, che non paio­no tro­va­re soluzione.

Il ragaz­zo di Alep­po che ha dipin­to la guer­ra” è un roman­zo tra sto­ria, cro­na­ca e denun­cia, che sa met­te­re in luce i risvol­ti sen­ti­men­ta­li, affet­ti­vi, cul­tu­ra­li, reli­gio­si e uma­ni di un popo­lo che da trop­po tem­po sof­fre ogni gene­re d’atrocità.

Tra fan­ta­sia e inge­nui­tà, amo­ri pro­fon­di, cita­zio­ni let­te­ra­rie e imma­gi­ni poe­ti­che, con pro­fon­da pas­sio­ne per la cul­tu­ra, tra imma­gi­ni cruen­te, di inau­di­ta bru­ta­li­tà, sino a qua­dri maca­bri e osses­si­vi, come den­tro un gran­de incu­bo, non si rie­sce a stac­ca­re lo sguar­do dal­la pagi­na sino all’ultima riga, pro­fon­da­men­te e inten­sa­men­te coin­vol­ti dal­le vicen­de dei protagonisti.

Il let­to­re, così, li accom­pa­gna nel loro lun­go e dolo­ro­so viag­gio di fuga ver­so Dama­sco, ver­so la sal­vez­za, ver­so una nuo­va vita. Non tut­ti arri­ve­ran­no alla meta. Ma là in fon­do, chis­sà dove, c’è anco­ra qual­co­sa e qual­cu­no, ci sono anco­ra colo­ri che aspet­ta­no di esse­re usa­ti per dipin­ge­re un qua­dro diverso.

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