Le canne non si spengono per decreto2′ di lettura

Pierre Clémenti : ISBN 9788887847123 © il Sirente

di Mas­si­mo De Feo (da ALIAS N. 6 — il mani­fe­sto, 11/02/2006)

Con­tro ogni evi­den­za scien­ti­fi­ca, e con­tro il buon sen­so, il gover­no anco­ra in cari­ca ripro­po­ne una leg­ge con­tro le «dro­ghe» che garan­ti­sce all’Italia un bal­zo indie­tro di mez­zo seco­lo, quan­do per qual­che spi­nel­lo si pote­va fini­re in gale­ra per anni, come testi­mo­nia il pic­co­lo, ma solo per dimen­sio­ni, libro scrit­to dall’attore Pier­re Clé­men­ti, rin­chiu­so agli ini­zi degli anni Set­tan­ta per 18 mesi nei car­ce­ri roma­ni di Regi­na Coe­li e Rebib­bia. Ormai intro­va­bi­le nell’edizione ita­lia­na, Quel­ques mes­sa­ges per­son­nels è sta­to ristam­pa­to in Fran­cia pochi mesi fa, e ora è alla ricer­ca di un edi­to­re ita­lia­no che lo rimet­ta in cir­co­lo. Vuo­le proi­bi­re, repri­me­re, puni­re, incar­ce­ra­re i «dro­ga­ti», non ci sono solo bas­si cal­co­li elet­to­ra­li, quan­to il ricor­do e la pau­ra di quel­la «rivo­lu­zio­ne psi­che­de­li­ca» che per qual­che tem­po mise all’angolo ogni prin­ci­pio di auto­ri­tà basa­to sul­la for­za e sul­la pre­po­ten­za, affer­man­do inve­ce tol­le­ran­za, amo­re, rispet­to per la natu­ra, fidu­cia negli esse­ri uma­ni, soli­da­rie­tà, demo­cra­zia comu­ni­ta­ria, spi­ri­tua­li­tà non fon­da­men­ta­li­sta, paci­fi­smo… Sono que­ste «uto­pie», que­ste «allu­ci­na­zio­ni» a tur­ba­re i son­ni e a ren­de­re pau­ro­si i tun­nel nei qua­li si sono rin­chiu­si i rea­zio­na­ri di ogni colo­re. Ogni anno in Ita­lia il con­su­mo di alcool cau­sa la mor­te di cir­ca 40.000 per­so­ne, men­tre altre 80.000 ne fa fuo­ri il tabac­co. Tut­te le altre dro­ghe mes­se insie­me sono respon­sa­bi­li for­se di mil­le deces­si. Dov’è l’«emergenza dro­ga»? Non c’è nes­su­na emer­gen­za. C’è un pro­ble­ma, ma que­sto non può esse­re affron­ta­to con ideo­lo­gie d’accatto e bugie all’ingrosso. Dire che tra dro­ghe pesan­ti e leg­ge­re non c’è dif­fe­ren­za, pri­ma che fal­so è cri­mi­na­le. Dire che la mari­jua­na fa male alla salu­te è una bal­la in mala­fe­de, come testi­mo­nia­no tut­ti gli stu­di pro­mos­si a più ripre­se dal gover­no degli Sta­ti Uni­ti, come del­la Gran Bre­ta­gna e di altri pae­si. Pro­cla­ma­re solen­ni che «dro­gar­si non è un dirit­to!» fa ride­re: sono mil­len­ni che l’umanità ricor­re al mon­do vege­ta­le per alte­ra­re la pro­pria coscien­za, vede­re più in là, spe­ri­men­ta­re, sogna­re, cre­sce­re, gua­ri­re, pro­gre­di­re, evol­ve­re… Un tem­po que­ste sostan­ze veni­va­no chia­ma­te sacra­men­ti, non dro­ghe, e come tali veni­va­no trat­ta­ti, con rispet­to e timo­re. Non è solo que­stio­ne di «ridu­zio­ne del dan­no». Si trat­ta di risco­pri­re que­sta loro fun­zio­ne, edu­ca­re al loro cor­ret­to uso, sot­trar­le al nar­co­traf­fi­co. Alte­ra­re la pro­pria coscien­za è un dirit­to ina­lie­na­bi­le di ogni esse­re uma­no. E non ci sono tan­tis­si­me inqui­si­zio­ni o emen­da­men­ti appe­si a leg­gi per i Gio­chi olim­pi­ci inver­na­li appro­va­ti con la fidu­cia in gra­do di impedirlo.

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