Le istuzioni d’uso di una Vita futura.2′ di lettura

Vita: istruzioni per l’uso di Ahmed Nàgi

Dif­fi­ci­le defi­ni­re cosa sia Vita: istru­zio­ni per l’uso di Ahmed Nàgi, edi­to da Edi­tri­ce Il Siren­te nel­la col­la­na Altria­ra­bi dedi­ca­ta alle voci con­tem­po­ra­nee in lin­gua ara­ba. Il roman­zo, pub­bli­ca­to in tra­du­zio­ne con il Patro­ci­nio del­la Sezio­ne ita­lia­na di Amne­sty Inter­na­tio­nal e arric­chi­to dal­le impre­scin­di­bi­li illu­stra­zio­ni di Ayman Al Zor­ga­ni, ha cau­sa­to all’autore, nel 2016, la con­dan­na a due anni di car­ce­re per oltrag­gio al pudo­re; sic­ché è sicu­ra­men­te un roman­zo sco­mo­do, un testo che rac­con­ta una Cai­ro con­vul­sa, in pre­da alla vio­len­za e alla fol­lia, attra­ver­so una nar­ra­zio­ne for­te­men­te meta­fo­ri­ca e par­zial­men­te tra­sla­ta in un futu­ro fin trop­po ante­rio­re.
Pro­ta­go­ni­sta: una cit­tà com­ple­ta­men­te ripro­get­ta­ta, che arri­vi alla mes­sa al ban­do del disa­gio e del degra­do, sacri­fi­can­do chia­ra­men­te la par­te uma­na e socie­ta­ria che la dovreb­be abi­ta­re. A con­trap­por­si, un docu­men­ta­ri­sta che, per­si­no incon­sa­pe­vol­men­te, si avvi­ci­na a un per­so­nag­gio visio­na­rio e ribel­le e ne abbrac­ce­rà la por­ta­ta rivo­lu­zio­na­ria, in un cre­scen­do di emo­zio­ni al limi­te tra spy sto­ry e fan­ta­scien­za. L’esperimento let­te­ra­rio che ne deri­va è inte­res­san­te e intri­gan­te: una sor­ta di denun­cia del­la real­tà con­tem­po­ra­nea che, come pre­ce­den­ti illu­stri, vie­ne tes­su­ta attra­ver­so la costru­zio­ne di un mon­do arte­fat­to e col­lo­ca­bi­le altro­ve, soprat­tut­to nel tem­po, ma che – del mon­do di rife­ri­men­to – ne trat­tie­ne le carat­te­ri­sti­che salien­ti e defi­nen­ti, in un gio­co di spec­chi e riman­di dall’incisività inar­re­sta­bil­men­te iro­ni­ca e finan­che grot­te­sca.
Il lin­guag­gio è estre­ma­men­te cru­do e cruen­to, con espli­ci­ti rife­ri­men­ti a ses­so e dro­ga, che così tan­to han­no tur­ba­to la socie­tà egi­zia­na di nuo­vis­si­ma rico­sti­tu­zio­ne, in un pro­ces­so di liber­tà, segui­to alla pri­ma­ve­ra ara­ba, che si è arre­sta­to e finan­che ricon­ver­ti­to in un tra­di­men­to, come altri roman­zi con­tem­po­ra­nei di scrit­to­ri ara­bo­fo­ni stan­no met­ten­do siste­ma­ti­ca­men­te in luce. È una sor­ta di cru­do rea­li­smo, quel­lo crea­to da Ahmed Nàgi, che ser­ve a disin­ne­sca­re alla radi­ce le pra­ti­che disil­lu­so­rie e disin­gan­ne­vo­li attra­ver­so le qua­li, sub­do­la­men­te, vie­ne nuo­va­men­te seda­ta un’intera col­let­ti­vi­tà socia­le.
Il mes­sag­gio che Nàgi urla attra­ver­so que­ste pagi­ne è evi­den­te ed ecla­tan­te: è un gri­do di sve­glia, di ritor­no al pen­sie­ro, di pre­ci­sa con­sa­pe­vo­lez­za: non tor­na­re alle alle­tan­ti ma fal­se e amma­lia­tri­ci pro­mes­se ma con­ti­nua­re a pre­ten­de­re, con estre­ma luci­dez­za men­ta­le e mora­le, la costru­zio­ne di una real­tà che sia più sana, più con­cre­ta, più uma­na; che sia atten­te alle diver­si­tà, ai cam­bia­men­ti, che li asse­con­di e non li tema, che li faci­li­ti e non li osta­co­li. Per­ché, come in ogni altro ango­lo del mon­do, come in ogni altro tem­po che sia pas­sa­to o futu­ro, i cit­ta­di­ni for­ma­no la socie­tà, ed è loro com­pi­to prin­ci­pa­le e prio­ri­ta­rio quel­lo di non arren­der­si all’inevitabilità del­la scon­fit­ta e all’ignavia del­la resa.

Giu­lio Gaspe­ri­ni — Chro­ni­ca­Li­bri

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