Leggere “Un uomo non piange mai” a lume di candela3 min read

Leggere “Un uomo non piange mai” di Faïza Guène a lume di candela

Niz­za. Una fami­glia di immi­gra­ti alge­ri­ni. Padre, madre, due figlie e un figlio. E’ lui, Mou­rad, la voce nar­ran­te del roman­zo del­la gio­va­ne Faï­za Guè­ne. Bam­bi­no all’inizio del libro, neo-pro­fes­so­re di fran­ce­se alla fine- nien­te male come risul­ta­to per un pied-noir. Nien­te male come pun­to di arri­vo per un ragaz­zo coc­co­la­to dal­la madre per­ché uni­co maschio, con un padre anal­fa­be­ta che fa il cal­zo­la­io di mestie­re. Anche se Mou­rad non è il pri­mo ad andar­se­ne di casa- anni pri­ma di lui la sorel­la mag­gio­re Dou­nia è usci­ta di casa in manie­ra pla­tea­le salen­do sull’automobile di un uomo con occhia­li scu­ri e un visto­so oro­lo­gio al pol­so. Di lei non si pote­va più par­la­re, Dou­nia non face­va più par­te del­la loro fami­glia. Per­ché una bra­va ragaz­za alge­ri­na si com­por­ta­va in manie­ra diver­sa, impa­ra­va a cuci­na­re, si spo­sa­va con un uomo scel­to dai geni­to­ri, met­te­va al mon­do dei bam­bi­ni. Sem­pre rispet­to­sa dei geni­to­ri. Come avreb­be fat­to l’altra sorel­la di Mou­rad, ren­den­do feli­ce la madre. Non impor­ta­va se Dou­nia era diven­ta­ta avvo­ca­to, se era entra­ta in poli­ti­ca, se era alla gui­da di un movi­men­to fem­mi­ni­sta. Nes­su­na di que­ste cose, nes­sun suo suc­ces­so le avreb­be por­ta­to il per­do­no dei geni­to­ri, e tan­to­me­no lei era dispo­sta a per­do­na­re loro per aver­la taglia­ta fuo­ri.

Con un lin­guag­gio viva­ce e moder­no, con una colo­ri­ta spruz­za­ta di paro­le ara­be, Mou­rad ci rac­con­ta dei pro­ble­mi del distac­co gene­ra­zio­na­le a cui si aggiun­go­no le dif­fi­col­tà di inte­gra­zio­ne: non c’è pro­prio nul­la in comu­ne tra la cul­tu­ra che i suoi geni­to­ri si sono por­ta­ti die­tro dall’Algeria e quel­la in cui loro, i figli, cre­sco­no, in Fran­cia. E’ una stra­da irta di osta­co­li che devo­no per­cor­re­re, per non esse­re diver­si dai com­pa­gni e, dall’altra par­te, per non incor­re­re nel­le ire del­la madre- un per­so­nag­gio sim­pa­ti­co e a vol­te irri­tan­te, con le sue esa­ge­ra­zio­ni e i suoi ricat­ti affet­ti­vi, l’importanza che dà al cibo come dimo­stra­zio­ne d’amore e, di con­se­guen­za, alla flo­ri­dez­za fisi­ca come pro­va del benes­se­re. E’ una madre mol­to umo­ra­le, medi­ter­ra­nea, pos­ses­si­va, intran­si­gen­te. Per Mou­rad è una for­tu­na il dover­si allon­ta­na­re da Niz­za per anda­re a inse­gna­re a Pari­gi- altre dif­fi­col­tà, altri pro­ble­mi per il confronto/scontro con gli alun­ni e il ritrat­to di un cugi­no che ha tro­va­to la sua solu­zio­ne for­tu­na­ta: vive con una don­na mol­to più anzia­na che si bea in quel­lo che lei cre­de sia amo­re.

Ogni per­so­nag­gio tro­va la sua col­lo­ca­zio­ne nel roman­zo di Faï­za Guè­ne, ogni let­to­re può sim­pa­tiz­za­re con l’uno o con l’altro, con Dou­nia che non vuo­le asso­mi­glia­re alla madre ma che fini­sce per esse­re simi­le a lei nel­la sua intran­si­gen­za, con la sorel­la più mite che, for­se per dif­fe­ren­ziar­si da Dou­nia, ha fat­to una scel­ta oppo­sta alla sua e si tro­va bene nel model­lo tra­di­zio­na­le di don­na alge­ri­na, con Mou­rad, il più fra­gi­le dei figli, con il peso del­le paro­le del padre che gli risuo­na­no negli orec­chi, ‘un uomo non pian­ge mai’, con il padre, infi­ne, il più com­pren­si­vo e tol­le­ran­te, che con­fes­sa solo a Mou­rad il desi­de­rio di rive­de­re la figlia pri­ma di mori­re e che si met­te a pian­ge­re- pro­prio lui- quan­do la incon­tra dopo anni.

Blog Leg­ge­re a lume di can­de­la di Maria Emi­lia Pic­co­ne

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