Nawrocki sei un uragano4′ di lettura

L’Anarchico e il Diavolo fanno cabaret : Norman Nawrocki : ISBN 9788887847116 © il Sirente 

di Allan Antliff (da Vue Wee­kly,  novem­bre 2002)

Il musicista attivista di Montréal presenta i suoi spettacoli in Europa e arriva a Edmonton

Nel suo diver­ten­te libro, l’artista di caba­ret Nor­man Naw­roc­ki mesco­la even­ti rea­li, rac­con­ti incre­di­bi­li e un po’ di sto­rie inven­ta­te che sono vere quel giu­sto per­ché il rac­con­to fun­zio­ni. E’ una pra­ti­ca con­dot­ta con abi­li­tà e aplomb. L’anarchico e il dia­vo­lo fan­no caba­ret si apre con una corag­gio­sa descri­zio­ne del­la band di Nar­woc­ki di stan­za a Mon­trèal, Rhy­thm Acti­vi­sm, che si pre­pa­ra per un altro tour fai da te attra­ver­so la sce­na musi­ca­le euro­pea alter­na­ti­va e under­ground. E di come si arri­vi in uno squat olan­de­se occu­pa­to da ami­ci cono­sciu­ti in un tour pre­ce­den­te, per poi siste­mar­si, men­tre ai let­to­ri vie­ne for­ni­to un qua­dro di come gli squat fun­zio­ni­no in Europa.
Sostan­zial­men­te, gli edi­fi­ci ven­go­no occu­pa­ti, siste­ma­ti, dife­si e infi­ne legit­ti­ma­ti come “coo­pe­ra­ti­ve non pro­fit abi­ta­ti­ve come model­lo alter­na­ti­vo alla rela­zio­ni feu­da­li padro­ne-vas­sal­lo e al costo­so mer­ca­to pri­va­to del­le case”. Que­sti squat, così come cen­tri comu­ni­ta­ri gesti­ti in coo­pe­ra­zio­ne, bar e caf­fet­te­rie, sono il meglio dell’anarchismo euro­peo. Naw­roc­ki alter­na i par­ti­co­la­ri sul lavo­ro con descri­zio­ni di festo­ni alco­li­ci e di avven­tu­re pas­sa­te con il potere.
Com­ple­ta­ti i pre­pa­ra­ti­vi, la band si imbar­ca nel tour su un fur­go­ne mol­to sti­pa­to. Il viag­gio li por­ta dall’Olanda al Bel­gio, Fran­cia, Sviz­ze­ra, Austria, Ger­ma­nia, Unghe­ria, Repub­bli­ca Ceca, e poi indie­tro in Ger­ma­nia, Olan­da e Fran­cia, con un ritor­no fina­le nel­la Repub­bli­ca Ceca. Tut­to in 45 giorni.
Bene, con un rit­mo come que­sto anar­chi­co che si rispet­ti è obbli­ga­to ad ave­re allu­ci­na­zio­ni. O alme­no così sem­bra men­tre la nar­ra­ti­va di viag­gio di Naw­roc­ki costan­te­men­te vie­ne ero­sa in rac­con­ti aned­do­ti­ci che affron­ta­no i temi rap­pre­sen­ta­ti dal­le per­so­ne che vivo­no nei pae­si in cui pas­sa attra­ver­so. Poli­ti­ca uma­niz­za­ta è distri­bui­ta in sto­rie che copro­no l’intera gam­ma da oltrag­gio­sa­men­te diver­ten­te a pro­fon­da­men­te com­mo­ven­te. Il risul­ta­to fina­le è un libro che tra­sgre­di­sce l’effetto real­tà del­la fic­tion, pro­van­do che non devi cre­de­re a ciò che è descrit­to per capi­re che anche le favo­le par­la­no del­la realtà.
Nel cor­so del tour Naw­roc­ki è in cer­ca del suo zio polac­co Har­ry Malewc­zek. Har­ry è un indi­gen­te vete­ra­no del­la secon­da guer­ra mon­dia­le che negli anni si è spo­ra­di­ca­men­te tenu­to in con­tat­to per posta con i suoi paren­ti cana­de­si. Attra­ver­so una serie di let­te­re venia­mo a cono­scen­za del­le sue atti­vi­tà nel­la resi­sten­za polac­ca e del suo suc­ces­si­vo vaga­bon­dag­gio in Euro­pa. Rhy­thm Acti­vi­sm si fa stra­da da pae­se a pae­se e le sto­rie su Har­ry irrom­po­no perio­di­ca­men­te come bot­ti­glie di bir­ra che col­pi­sco­no un tavo­lo duran­te una con­ver­sa­zio­ne di ubria­chi. Har­ry com­bat­te i tede­schi in Polo­nia e soprav­vi­ve ma impaz­zi­sce; è scam­bia­to per un Rom (zin­ga­ro) nei pae­si che attra­ver­sa; com­pra un dia­vo­lo mario­net­ta e lo tie­ne in uno zai­no. Ogni mat­ti­na sie­de in una piaz­za cit­ta­di­na beven­do e par­lan­do con il dia­vo­lo, a cui rac­con­ta le voci del­la popo­la­zio­ne loca­le. “Sei pro­prio una fur­ba cana­glia! Mi pia­ci! Fat­ti un altro sorso”.
Nel pro­se­gui­men­to del­la sto­ria venia­mo a sape­re che l’anarchismo occi­den­ta­le è sot­to asse­dio, men­tre dell’Est desta­bi­liz­za­to un rin­no­va­to radi­ca­li­smo deve anco­ra nasce­re. In Unghe­ria, Naw­roc­ky si trat­tie­ne con pro­sti­tu­te in un night club bor­del­lo adia­cen­te al loca­le dove la band deve suo­na­re. Discu­to­no del com­mer­cio del ses­so post-comu­ni­sta in mez­zo a sedie dell’amore in pel­le, mura a spec­chio, fel­ci e fio­ri di pla­sti­ca. Più tar­di quel­la sera Rhy­thm Acti­vi­sm suo­na nel loca­le dall’altro lato del­la stra­da, che si rive­la esse­re il luo­go d’incontro per i mafio­si capi­ta­li­sti del­la cit­tà. La not­te suc­ces­si­va fan­no il loro spet­ta­co­lo per un muro di ubria­chi da stra­da e, in un altro loca­le, can­ta­no una can­zo­ne anti-nazi­sta a una fol­la di stu­den­ti. In Unghe­ria e altro­ve, il raz­zi­smo con­tro i Rom, ali­men­ta­to da sti­pen­di in calo e disoc­cu­pa­zio­ne di mas­sa, è in cre­sci­ta. Anche nel­la Repub­bli­ca Ceca, Naw­roc­ki è velo­ce a espor­re il degra­do insi­to nel­la fra­gi­le pro­spe­ri­tà: una con­ver­sa­zio­ne tra disoc­cu­pa­ti in un caf­fè alla fer­ma­ta dell’autobus met­te le cose a posto. Nel frat­tem­po un sen­za­tet­to entra per un pasto, ser­vi­to da una came­rie­ra ucrai­na il cui amo­re per l’umanità illu­mi­na l’altrimenti tetro inter­no. Non si aspet­ta sol­di ed è sopre­sa quan­do il sen­za­tet­to tira fuo­ri mol­to di più di quan­to sia dovu­to per il pasto. Divi­de il gua­da­gno con gli altri lavo­ra­to­ri e tut­ti sono felici.
Come a dire che in que­sto libro tut­to è con­tin­gen­te. Non ci sono solu­zio­ni scon­ta­te ai nostri pro­ble­mi e la feli­ci­tà è qual­co­sa per cui biso­gna com­bat­te­re. La buo­na noti­zia è che vale la pena di com­bat­te­re e che, col dia­vo­lo al tuo fian­co, chiun­que può vincere.

(Tra­du­zio­ne di Enri­co Monier)

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