Presentazione del libro di Norman Nawrocki2′ di lettura

L’Anarchico e il Diavolo fanno cabaret : Norman Nawrocki : ISBN 9788887847116 © il Sirente 

di Mon­ja Ian­ni (da La Cro­na­ca d’Abruzzo, 01/12/2007)

Ha scel­to L’Aquila il polie­dri­co scrit­to­re cana­de­se Nor­man Naw­roc­ki per pre­sen­ta­re il suo libro “L’Anarchico e il Dia­vo­lo fan­no caba­ret”. Figlio di immi­gra­ti polac­co-ucrai­ni, l’autore è nato a Van­cou­ver e si auto­de­fi­ni­sce ‘sex edu­ca­tor, caba­ret arti­st, musi­cian, author, actor, pro­du­cer and com­po­ser’. Scri­ve il suo pri­mo libro a soli 14 anni, suc­ces­si­va­men fon­da il grup­po musi­ca­le dei Rhy­thm Acti­vi­sm, dove suo­na come vio­li­no e voce; inol­tre è tito­la­re del­la casa edi­tri­ce e disco­gra­fi­ca indi­pen­den­te Les Pages Noi­res. “L’Anarchico e il Dia­vo­lo fan­no caba­ret” è sta­to pub­bli­ca­to per la pri­ma vol­ta in Cana­da e negli Sta­ti Uni­ti nel 2003. L’opera è sta­ta scrit­ta “tra un soun­d­check e l’altro” del rocam­bo­le­sco tour euro­peo dei Rhy­thm Acti­vi­sm: il rac­con­to del­le quo­ti­dia­ne disav­ven­tu­re, alle pre­se con un pub­bli­co ete­ro­ge­neo ora in loca­li occu­pa­ti, ora in cen­tri arti­sti­ci e cul­tu­ra­li ben orga­niz­za­ti, ma anche in tur­bo­len­te taver­ne di pira­ti, o sto­rie di rom, lavo­ra­to­ri immi­gra­ti, rifu­gia­ti, arti­sti di stra­da, pove­ri che lavo­ra­no, emar­gi­na­ti gio­va­ni e anzia­ni. Il tour al tem­po stes­so è la cor­ni­ce in cui si svol­ge l’azione ma anche solo un pre­te­sto per descri­ve­re la real­tà dei pre­ca­ri, che come veri e pro­pri pro­ta­go­ni­sti di que­ste “fia­be urba­ne sul­la sot­to­clas­se mul­tiet­ni­ca euro­pea” sono gli esclu­si dal “benes­se­re” del neo­ca­pi­ta­li­smo e del­la glo­ba­liz­za­zio­ne, vit­ti­me dell’intolleranza e del raz­zi­smo. Accom­pa­gna­to dal suo vio­li­no, che uti­liz­za ora come accom­pa­gna­men­to ora come base per loop ed ela­bo­ra­zio­ni ma anche come stru­men­to a per­cus­sio­ne, Naw­roc­ki ha accom­pa­gna­to il nume­ro­so pub­bli­co accor­so a Palaz­zo Car­li ad ascol­tar­lo in un viag­gio attra­ver­so l’Europa dell’Est alla ricer­ca, come pro­mes­so al padre, del­lo zio Har­ry, seguen­do il filo del­la sua e di altre infi­ni­te vicen­de uma­ne che si intrec­cia­no in Euro­pa duran­te la Resi­sten­za per mez­zo del­le let­te­re che lo stes­so Har­ry scri­ve­va al fra­tel­lo. Real­tà ed imma­gi­na­zio­ne si con­fon­do­no in un’opera al tem­po stes­so poe­ti­ca ed impe­gna­ta, che deco­strui­sce e mesco­la, come d’altronde fa sul­la sce­na il grup­po musi­ca­le, avan­guar­dia e dan­ze popo­la­ri dell’Europa orien­ta­le, sati­ra, far­sa e rock squin­ter­na­to; folk, punk e jazz, poe­sie, mono­lo­ghi, leg­gen­de, cita­zio­ni di film e dal­la cul­tu­ra pop.

0
  ARTICOLI RECENTI

Aggiungi un commento