Dalla rivoluzione in piazza a quella in libreria

Egit­tia­mo | Vener­dì 18 mar­zo 2011 | marco63 |

Dopo la rivo­lu­zio­ne del­le piaz­ze quel­la nel­le libre­rie? Se lo stan­no chie­den­do auto­ri e osser­va­to­ri atten­ti del pano­ra­ma cul­tu­ra­le egi­zia­no, attra­ver­sa­to da una ven­ta­ta di rin­no­va­men­to e fer­men­to creativo. 
“Biso­gna che la let­te­ra­tu­ra e la socie­tà civi­le ritro­vi­no quel con­tat­to a lun­go dimen­ti­ca­to, impo­ve­ri­to da anni di pub­bli­ca­zio­ni sot­to­po­ste al rigi­do con­trol­lo del­la cen­su­ra. Ma è un pro­ces­so che si sta già veri­fi­can­do. Pen­so ai nume­ro­si edi­to­ria­li che Ala al Aswa­ny, un auto­re di gran­de suc­ces­so ma fino­ra tenu­to ai mar­gi­ni dal regi­me, scri­ve in que­sti gior­ni sul quo­ti­dia­no indi­pen­den­te ‘Al masry al youm” osser­va Fadi, ex-respon­sa­bi­le del­la casa edi­tri­ce ‘Al Sho­rouk’ e oggi “com­ple­ta­men­te dedi­ca­to alla cau­sa del­la rivo­lu­zio­ne” come pre­ci­sa alla MISNA.
“Pri­ma, in Egit­to, era dif­fi­ci­le tro­va­re i suoi libri, come anche quel­li di mol­ti altri auto­ri mes­si all’indice per­ché non pia­ce­va­no o era­no dichia­ra­ta­men­te con­tro il gover­no. Ades­so, come per magia, sugli scaf­fa­li del­le libre­rie si vedo­no spun­ta­re tito­li pri­ma intro­va­bi­li e le case edi­tri­ci han­no già dispo­sto la ristam­pa di vec­chi sag­gi e pub­bli­ca­zio­ni che pri­ma cir­co­la­va­no solo di con­trab­ban­do” affer­ma l’attivista, secon­do cui “la mas­sic­cia par­te­ci­pa­zio­ne di intel­let­tua­li e scrit­to­ri alla rivo­lu­zio­ne ha final­men­te segna­to il momen­to, dell’uscita usci­ta dal­le ‘tor­ri d’avorio’ del­la let­te­ra­tu­ra e del­la con­di­vi­sio­ne di valo­ri e idea­li con la gen­te del popolo.
Tor­ri d’avorio che non han­no impe­di­to a Nawal el Saa­da­wi, ottan­ten­ne scrit­tri­ce e atti­vi­sta per i dirit­ti uma­ni di accam­par­si nel­la piaz­za Tah­rir assie­me ai ‘gio­va­ni del­la rivo­lu­zio­ne o ad auto­ri come Mag­dy el Sha­fee o lo stes­so Al Aswa­ny di pub­bli­ca­re libri come ‘Metro’, la pri­ma gra­phic novel egi­zia­na (edi­ta in Ita­lia da ‘il Siren­te’) o ‘Il palaz­zo Yacou­bian’; entram­be ope­re in cui si descri­ve con rea­li­smo la dif­fi­ci­le con­di­zio­ne di vita nell’Egitto dell’era Mubarak.
“C’è tut­ta una nuo­va gene­ra­zio­ne di scrit­to­ri e arti­sti egi­zia­ni che non aspet­ta altro che di far cono­sce­re il suo pun­to di vista su quel­lo che sta acca­den­do. La rivo­lu­zio­ne ha por­ta­to una ven­ta­ta d’aria fre­sca nel­la real­tà fino­ra asfit­ti­ca del­la pro­du­zio­ne cul­tu­ra­le” osser­va anco­ra Fadi. È in que­sto cli­ma di otti­mi­smo e fer­men­to che nasce la pos­si­bi­li­tà di tene­re la pros­si­ma fie­ra del libro del Cai­ro pro­prio in piaz­za Tah­rir, alla fine di mar­zo. Un even­to, a cui par­te­ci­pa­no ogni anno miglia­ia di case edi­tri­ci e auto­ri con incon­tri e semi­na­ri, nel luo­go sim­bo­lo del ‘nuo­vo Egitto’.

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