Intervista alla scrittrice parigina Faïza Guène, autrice di “Un uomo non piange mai”

Una campagna elettorale all’insegna del sospetto

di Guido Caldiron, “Il Manifesto”, 7 aprile 2017

Un uomo non piange mai : Faïza GuèneQuando, nel 2004, a soli 19 anni esordì con “Kif kif domani”, diario semiserio di un’adolescente della banlieue parigina, Faïza Guène fu subito ribattezzata dalla stampa francese come la «Sagan des cités», in riferimento all’autrice di “Bonjour Tristesse”. Tredici anni più tardi, alcuni altri romanzi alle spalle che hanno contribuito a renderla una delle interpreti della nuova letteratura transalpina, nata sempre più spesso proprio tra i palazzoni di periferia, la scrittrice, cresciuta nella cité dei Courtillières, nella banlieue parigina di Pantin, pubblica il suo libro più maturo, “Un uomo non piange mai”, il Sirente (pp. 240, euro 15).

Una riflessione, in parte autobiografica, sul tema del confronto tra le generazioni e le culture osservata attraverso le vicende della famiglia di origine algerina degli Chennoun, che l’autrice presenta in questi giorni a Prato nell’ambito del Festival Mediterraneo Downtown.

Oggi la Francia va al voto, come ha vissuto questa campagna elettorale?
Sono molto confusa, nel senso che ho l’impressione che la campagna non sia stata affatto all’altezza delle sfide e dei problemi che dobbiamo affrontare. L’ho trovata cinica e pessima, pressoché priva di dignità, con un buon numero di candidati che si sono presentati malgrado avessero dei problemi seri con la giustizia.

Voterà lo stesso? E con quale spirito, specie di fronte alla minaccia rappresentata da Marine Le Pen?
Si, ed è chiaro che non voterò per Madame Le Pen. Appartengo alla generazione che ha vissuto il 2002 – quando Jean-Marie Le Pen arrivò al ballottaggio contro Chirac -, come uno shock e ricordo benissimo le manifestazioni e il sussulto democratico che scosse il paese. Oggi, invece, di fronte al fatto che l’estrema destra è arrivata di nuovo al secondo turno, la reazione di un tempo non si è più prodotta. Quasi le persone si fossero abituate o rassegnate a questa eventualità. La possibilità che il Fn possa guidare la Francia è diventata per certi versi normale, e perciò possibile.

Anche se ha sempre rifiutato di essere considerata un simbolo dei giovani delle banlieue, crede che la campagna per l’Eliseo abbia parlato anche agli abitanti dei quartieri popolari?
In effetti è sempre difficile pensare di parlare a nome degli altri, però posso dire che ho la sensazione che si considerino queste “minoranze” del paese solo per additarle come un problema, per presentarle come i responsabili maggiori delle difficoltà che attraversa la nostra società. E la campagna per le presidenziali ha confermato questa tendenza. Solo che questa volta è stato soprattutto l’Islam a finire nel mirino di molti politici. Anche se non si tratta di qualcosa di nuovo, negli ultimi mesi tutto ciò si è fatto sentire con ancora maggiore violenza. L’intera comunità musulmana è ormai guardata con sospetto.

Nel 2007, dopo la rivolta delle banlieue e l’ascesa di Sarkozy, ha contribuito al volume collettivo «Qui fait la France?» che intendeva reagire proprio al montante clima identitario. Quale il bilancio ad oggi?
Mi dispiace molto, perché mi piacerebbe dire che le cose sono migliorate, ma purtroppo non è andata così. E, guardando al clima che monta nel Paese, credo che non faranno che peggiorare ulteriormente. Dieci anni fa in quel libro ci interrogavamo proprio sulla possibilità che un maggiore accesso alla cultura e al sapere dei giovani cresciuti nelle banlieue e nelle famiglie popolari potesse produrre un cambiamento reale, riavvicinare le persone e rendere più giusta la società francese. Nutrivamo ancora grandi speranze. Oggi invece faccio davvero fatica a capire dove sono finite tutte quelle energie e quella voglia di rinnovamento. All’epoca era certo già percepibile una deriva demagogica e xenofoba, solo che poi quei discorsi si sono fatti via via più spudorati e un numero crescente di persone hanno cominciato a considerarli come qualcosa di «normale».

Lo scorso anno, dopo che il suo compagno, in Francia da 9 anni ma privo di permesso di soggiorno, era stato fermato e recluso con la minaccia dell’espulsione, lei ha scritto un breve testo intitolato «Le bruit des avions» dedicato al modo in cui sono trattati i cosiddetti «clandestini».
Si, è stato un momento talmente difficile sul piano personale che faccio perfino fatica a ritornare sulla vicenda. Ci tengo però a dire che dietro la definizione tutt’altro che neutra di «clandestino» o di «sans-papiers» si nasconde il tentativo di negare l’umanità e la vita stessa di moltissime persone. Tutto rientra poi nella diffusa ipocrisia che fa sì che queste persone che si vuole mantenere nell’«invisibilità», contribuiscano però in realtà ogni anno per milioni di euro all’economia francese. Possono essere sfruttati dai datori di lavoro anche se non hanno i documenti in tasca, ma se poi chiedono i loro diritti, allora scoppia il problema. Una situazione disgustosa.

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Faïza Guène il 6 maggio a Mediterraneo Downtown

Faïza Guène autrice di “Un uomo non piange mai” il 6 Maggio sarà a Prato in occasione del Festival Mediterraneo Downtown

Scrittura Migrante‘ Le identità e le scritture meticce di due donne che parlano dell’Europa contemporanea Sabato 6 maggio – ore 16.30  Bibilioteca Lazzerini – Sala Conferenze – Primo Piano. Incontro con Faïza Guène, autrice di “Un uomo non piange mai” e Alketa Vako, modera l’incontro  Marina Lalovic (Radio Rai 3 Mondo).

Settanta ospiti internazionali, cento volontari, trentacinque ore di programmazione tra talk show, incontri, presentazioni di libri e spettacoli: è tutto pronto per la prima edizione di “Mediterraneo Downtown”, il primo festival interamente dedicato alla scena contemporanea dell’area mediterranea.
Un’occasione unica per vivere una città come Prato, la più multiculturale della nostra regione, e anche per avere uno sguardo nuovo, originale e non stereotipato su un’area geografica, culturale, storica ed economica a cui apparteniamo.
La manifestazione coinvolgerà i luoghi principali della città: Il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, il complesso della Ex Campolmi (Museo del Tessuto e Biblioteca Lazzerini), il teatro Cicognini all’interno del prestigioso e omonimo Liceo e piazza delle carceri.
I promotori del Festival 2017 sono: COSPE onlus, Comune di Prato, Regione Toscana, Libera, Amnesty International e Legambiente.

Faïza Guène nasce nel 1985 a Bobigny, in Francia, da genitori di origine algerina, e cresce a Pantin, nella banlieue “incendiaria” a nord-est di Parigi, dove conosce la realtà del sottobosco urbano che spinge poveri e immigrati all’auto-emarginazione. Grazie all’incoraggiamento del professore di Francese che la segue al liceo, Faïza pubblica il suo primo libro all’età di 19 anni (Kife Kife, demain, 2004). L’autrice diventa, così, la portavoce di un disagio tutto francese, quello dei “banlieusards”.

«Tradotta in 26 lingue, Faiza Guene si è imposta come una delle voci più originali della letteratura francese contemporanea.»

Il Libro Una cronaca sensibile e divertente, un sottile ritratto di un’epoca, in cui tutti i parametri di riferimento sono in frantumi.“Un uomo non piange mai” racconta con garbo e sensibilità la storia di una famiglia algerina emigrata in Francia. Nato a Nizza da genitori algerini, Mourad Chennoun vorrebbe costruirsi un destino. Il suo peggior incubo: diventare un vecchio ragazzo obeso con i capelli sale e pepe, nutrito da sua madre a base di olio di frittura. Per evitare questo, dovrà emanciparsi da una pesante storia familiare. Ma è veramente nella rottura che diventerà pienamente se stesso? Senza giudizio e senza durezza, Faïza Guène si interroga sulla tradizione familiare e sulla questione della libertà.

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Faïza Guène ospite al Festival Mediterraneo Downtown

Faïza Guène autrice di “Un uomo non piange mai” il 6 maggio a Mediterraneo Downtown (5-6-7 Maggio)

In concomitanza con l’uscita del libro “Un uomo non piange mai” l’autrice parteciperà ad un incontro di presentazione il 6 maggio all’interno del Festival Mediterraneo Downtown

Mediterraneo Downtown: dialoghi, culture e società si terrà il primo week end di maggio (5-6 e 7 maggio) e, questa volta, si tratterà di una pacifica e animata invasione del centro storico di Prato.

Il quartier generale dell’evento sarà il complesso della Ex Campolmi, tra il Museo del Tessuto e la Biblioteca Lazzerini, ma saranno le strade, le piazze, i teatri, i cinema, i musei e le librerie di tutta la città ad essere protagonisti di una manifestazione che assumerà i connotati di un festival popolare, di una operazione culturale e divulgativa, con una offerta che spazierà tra incontri pubblici con testimonial autorevoli, arte contemporanea, concerti, libri, cinema, attività per bambini, incontri di giovani studenti, attività sportive.

Al centro dei dibattiti del talk show e delle presentazioni di libri, ci saranno come al solito i diritti, declinati sui “femminismi”, diritti delle donne ed Lgbti nel Mediterraneo, le economie e le relazioni economiche sostenibili, giovani e innovative, la libertà di espressione vista attraverso i fumetti e la graphic novel e, naturalmente, le migrazioni: affrontate questa volta da una prospettiva particolare ovvero, “quando la migrazioni bussano alla tua porta”.

Al Festival presso ex fabbrica Campolmi, di fronte al Museo del Tessuto troverete anche la libreria con tutti i titoli delle collane Altriarabi e Altriarabi Migrante dell’editrice il Sirente. 

Un uomo non piange mai : Faïza GuèneFaïza Guène pubblica il suo primo libro all’età di 19 anni (Kiffe Kiffe, demain, 2004). Accolto come il prototipo del nuovo romanzo “sociale” francese. L’autrice diventa, così, la portavoce di un disagio tutto francese, quello dei “banlieusards”. “Un uomo non piange mai” è il suo ultimo libro e quello a cui è più affezionata.

Racconta con garbo e sensibilità la storia di una famiglia algerina emigrata in Francia. Senza giudizio e senza durezza, Faïza Guène si interroga sulla tradizione familiare e sulla questione della libertà.

«Tradotta in 26 lingue, 400.000 copie vendute, Faïza Guène si è imposta come una delle voci più originali della letteratura francese contemporanea.»

 

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A breve “Un uomo non piange mai” di Faïza Guène

“Un uomo non piange mai” a maggio in Libreria

Questo bellissimo romanzo ci dice molto di più sulla vita di tutti i trattati di sociologia e discorsi politiciL’Express.

Una cronaca sensibile e divertente, un sottile ritratto di un’epoca, in cui tutti i parametri di riferimento sono in frantumi. “Un uomo non piange mai” racconta con garbo e sensibilità la storia di una famiglia algerina emigrata in Francia. Nato a Nizza da genitori algerini, Mourad Chennoun vorrebbe costruirsi un destino. Il suo peggior incubo: diventare un vecchio ragazzo obeso con i capelli sale e pepe, nutrito da sua madre a base di olio di frittura. Per evitare questo, dovrà emanciparsi da una pesante storia familiare. Ma è veramente nella rottura che diventerà pienamente se stesso? Senza giudizio e senza durezza, Faïza Guène si interroga sulla tradizione familiare e sulla questione della libertà.

«Tradotta in 26 lingue, Faïza Guène si è imposta come una delle voci più originali della letteratura francese contemporanea.»

Faïza Guène, née en 1985 à Bobigny, romancière, scénariste et réalisatrice française.

Faïza Guène nasce nel 1985 a Bobigny, in Francia, da genitori di origine algerina, e cresce a Pantin, nella banlieue “incendiaria” a nord-est di Parigi, dove conosce la realtà del sottobosco urbano che spinge poveri e immigrati all’auto-emarginazione. Grazie all’incoraggiamento del professore di Francese che la segue al liceo, Faïza pubblica il suo primo libro all’età di 19 anni (Kife Kife, demain, 2004). L’autrice diventa, così, la portavoce di un disagio tutto francese, quello dei “banlieusards”.

Un uomo non piange mai” di Faïza Guène è il V titolo della collana Altriarabi Migrante, che raccoglie le opere di giovani autori europei di origine araba, sostenuta dall’U.E. Tradotto dal francese da Federica Pistono, illustrazione di copertina di Paola Equizi. Nella stessa collana: “L’autistico e il piccione viaggiatore“, “I miracoli“, “il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra“, “La Mecca-Phuket“.

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