Magdi el Shafee, “Metro”

Inter­na­zio­na­le | Vener­dì 25 mar­zo 2011 | Fran­ce­sco Boil­le |

El Sha­fee vive in Egit­to ma è men­tal­men­te cosmo­po­li­ta, infat­ti subi­sce le influen­ze più varie: Hugo Pratt (di cui è inna­mo­ra­to), i supe­re­roi sta­tu­ni­ten­si o i man­ga, di cui que­sto libro pro­po­ne, oltre a un’influenza sti­li­sti­ca, la strut­tu­ra edi­to­ria­le e la let­tu­ra da sini­stra ver­so destra per le sin­go­le tavo­le. Auto­re ed edi­to­re loca­le sono sta­ti per­se­gui­ta­ti e cen­su­ra­ti in patria, con­dan­na­ti a paga­re una mul­ta sala­ta e a distrug­ge­re tut­te le copie del libro per pre­sun­te sce­ne di ses­so e rife­ri­men­ti a poli­ti­ci. Non è stra­no. La sfi­da-mes­sag­gio dell’autore è di libe­rar­si dal­la cor­ru­zio­ne, mate­ria­le e spi­ri­tua­le, che è in tut­ti noi (e che riguar­da anche l’Italia), libe­rar­si da que­sta pri­gio­ne men­ta­le e appro­priar­si con avi­di­tà di tut­te le oppor­tu­ni­tà che offre la demo­cra­zia. Mag­di deve lavo­ra­re anco­ra per tro­va­re un equi­li­brio tra imme­dia­tez­za (che lo ren­de peri­co­lo­so per il pote­re) e pro­fon­di­tà, nel­la chia­rez­za del­la costru­zio­ne del­le tavo­le e nell’amalgama del­le influen­ze (tal­vol­ta sor­pren­den­ti) e degli sti­li (dal rea­li­smo all’umorismo: in quest’ultimo il dise­gno eccel­le, El Sha­fee è infat­ti un vignet­ti­sta umo­ri­sti­co). Ma il let­to­re avrà una radio­gra­fia del­la situa­zio­ne in Egit­to incre­di­bil­men­te pre­ci­sa, nar­ra­ta in modo rap­so­di­co.

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