Ve la do io la vera Ucraina

| Il Mes­sag­ge­ro | Lune­dì 13 gen­na­io 2013 | Eli­sa­bet­ta Marsigli |

Il fasci­no per una ter­ra lon­ta­na può rima­ne­re un sogno, ma per Mas­si­mi­lia­no Di Pasqua­le si è tra­sfor­ma­to in real­tà. Foto­gior­na­li­sta e scrit­to­re free­lan­ce, Di Pasqua­le ha fat­to dell’Ucraina una vera pas­sio­ne e, dopo aver scrit­to di poli­ti­ca inter­na­zio­na­le e cul­tu­ra su diver­si quo­ti­dia­ni nazio­na­li, nel 2007, gra­zie all’intervista con l’allora Pre­si­den­te ucrai­no Vik­tor Yush­chen­ko, ini­zia un appro­fon­di­men­to cul­tu­ra­le e socia­le del pae­se dei cosacchi.
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Più libri più liberi, affluenza record

IL MESSAGGERO — 8/12/2008
di Mat­teo Chiavarone

Per il set­ti­mo anno con­se­cu­ti­vo si è svol­ta a roma “Più libri più libe­ri”, la fie­ra del­la pic­co­la e media edi­to­ria e, nono­stan­te la cri­si, anco­ra una vol­ta i risul­ta­ti sono in cre­sci­ta. Segno che la qua­li­tà paga.

Pron­ti via, pas­sa il pri­mo gior­no e già si era ini­zia­to a par­la­re di record. E così è sta­to. Anche quest’anno Più libri Più libe­ri, fie­ra del­la pic­co­la e media edi­to­ria, ha otte­nu­to risul­ta­ti dav­ve­ro incre­di­bi­li. E pen­sa­re che alla vigi­lia la for­te cri­si eco­no­mi­ca che si è abbat­tu­ta sul nostro pae­se ave­va pre­oc­cu­pa­to e non poco orga­niz­za­to­ri e addet­ti al lavo­ro. Più 20% d’affluenza alla gior­na­ta di pre­sen­ta­zio­ne, anche se potreb­be aver influi­to il cam­bia­men­to di gior­no (da gio­ve­dì a vener­dì), e sicu­ra­men­te, nel tota­le e aspet­tan­do i risul­ta­ti fina­li, ha supe­ra­to i cin­quan­ta­mi­la visi­ta­to­ri dell’edizione pre­ce­den­te e il nume­ro di vendite.
Han­no inau­gu­ra­to la ras­se­gna il Sot­to­se­gre­ta­rio ai Beni e alle Atti­vi­tà Cul­tu­ra­li Fran­ce­sco Maria Giro e gli asses­so­ri alla cul­tu­ra di Comu­ne, Regio­ne e Pro­vin­cia, Umber­to Crop­pi, Giu­lia Roda­no e Ceci­lia D’Elia. A fare gli ono­ri di casa il pre­si­den­te del Comi­ta­to pic­co­li edi­to­ri dell’AIE Enri­co Iaco­met­ti, il diret­to­re del­la Fie­ra Fabio del Giu­di­ce e gli amba­scia­to­ri di Nica­ra­gua, Colom­bia e Sal­va­dor (una del­le novi­tà del­la set­ti­ma edi­zio­ne è la vetri­na di let­te­ra­tu­ra lati­noa­me­ri­ca­na Ame­ri­ca Lati­na. Tier­ra de Libros). Nei quat­tro gior­ni sono sta­ti mol­tis­si­mi gli incon­tri con per­so­nag­gi del­la cul­tu­ra, del­lo spet­ta­co­lo e del­la scien­za. Si è anda­ti da una Rita Levi Mon­tal­ci­ni applau­di­tis­si­ma ad un Andrea Camil­le­ri in gran­de spol­ve­ro che insie­me ad un bra­vo Ser­gio Rubi­ni han­no inter­pre­ta­to la “inter­vi­sta impos­si­bi­le” a Vener­dì di Robin­son Crusoe.
In gene­ra­le tut­ti gli appun­ta­men­ti del Caf­fè let­te­ra­rio sono sta­ti affol­la­tis­si­mi: Mas­si­mo Car­lot­to, Lee Strin­ger, Ser­gio Came­rie­re, Cate­ri­na Guz­zan­ti. Così come affol­la­tis­si­mo, ma sta­vol­ta di una onda­ta di bam­bi­ni e gio­va­nis­si­mi, è sta­to l’incontro con Pao­lo Bono­lis (tor­na­to indie­tro negli anni, ai tem­pi di Bim Bum Bam), Pen­ni­no Fin­ne­gan e la fab­bri­ca di baci di Nico­la Bru­nial­ti. Sale pie­ne anche per Pupi Ava­ti, Gian­ri­co Caro­fi­glio, Car­lo Luca­rel­li, Umber­to Crop­pi, Enri­co Mon­te­sa­no, Roc­co Papa­leo, San­dro Por­tel­li, Nada, Kha­led Al Kha­mis­si, Nico­las Far­gues, segno che tut­ti gli even­ti sono sta­ti orga­niz­za­ti al meglio, cer­can­do di con­di­re il più pos­si­bi­le una fie­ra che sta diven­tan­do, anno dopo anno, sem­pre più viva­ce, una scom­mes­sa vin­ta da tut­ti quel­li che ci han­no cre­du­to, sin da quel lon­ta­nis­si­mo 2002, anno del­la pri­ma edizione.
Il gior­no del­la chiu­su­ra, lune­dì 8 dicem­bre, for­tu­na­ta­men­te festi­vo, ha offer­to una stan­ding ova­tion a Ste­fa­no Ben­ni che ha salu­ta­to i let­to­ri del suo Miss Galas­sia, splen­di­do volu­me illu­stra­to edi­to da Orec­chio Acer­bo e scrit­to a quat­tro mani con Luci Gutier­rez, autri­ce dei dise­gni. Nel pome­rig­gio un Umber­to Eco som­mer­so di applau­si ha par­te­ci­pa­to all’incontro sul­la “Tra­du­zio­ne d’autore”, incan­tan­do come sem­pre la pla­tea con il suo sti­le a metà stra­da tra l’accademico e l’ironico (un’ironia come sem­pre col­ta e sot­ti­le). L’autore de Il nome del­la Rosa ha par­te­ci­pa­to anche, come ospi­te, alla diret­ta quo­ti­dia­na di Radio 3 Fah­ren­heit, con un Mari­no Sini­bal­di, che alla fine di tre ore mol­to pia­ce­vo­li, ha nomi­na­to il vin­ci­to­re de Il libro dell’anno.
Ad aggiu­di­car­si il pre­mio è sta­to Boris Pahor, che con il suo Necro­po­lis (Fazi 2008), libro dav­ve­ro mol­to inten­so e scon­vol­gen­te, scrit­to con un lin­guag­gio cru­do che non cede all’autocommiserazione, ha ribal­ta­to i pro­no­sti­ci che vede­va­no in Gior­da­no (La soli­tu­di­ne dei nume­ri pri­mi) il favo­ri­to asso­lu­to. E se Boris Pahor ci rac­con­ta la sua espe­rien­za del mon­do dei cam­pi di con­cen­tra­men­to nazi­sti nel­la spe­ran­za che la memo­ria non si per­da e la sto­ria non sia pas­sa­ta inva­no, tut­ti gli altri auto­ri sele­zio­na­ti ci per­met­to­no di osser­va­re la real­tà (o l’irrealtà) attra­ver­so sguar­di sem­pre atten­ti, vivi, emo­zio­na­li. Tra i libri in liz­za mol­to bel­li quel­li di Cavi­na (I frut­ti dimen­ti­ca­ti), di Wal­ter Siti (Il con­ta­gio), di Fran­ce­sco Pic­co­lo (La sepa­ra­zio­ne del maschio).

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