Il ragazzo di Aleppo che ha dipinto la guerra (Maria Tortora, “Lankenauta”, 2 novembre 2016)

Ho ter­mi­na­to la let­tu­ra de “Il ragaz­zo di Alep­po che ha dipin­to la guer­ra” qual­che gior­no fa. Nel frat­tem­po ho let­to un altro libro: “Il cer­vel­lo auti­sti­co” di Tem­ple Gran­din con Richard Panek (Adel­phi). Due let­tu­re appa­ren­te­men­te distan­ti ma che, in real­tà, si inter­se­ca­no per­fet­ta­men­te con­si­de­ran­do che Adam, il ragaz­zi­no quat­tor­di­cen­ne pro­ta­go­ni­sta oltre che voce nar­ran­te del libro del­la Suk­kar, è affet­to dal­la sin­dro­me di Asper­ger che, per chi non lo sapes­se, vie­ne spes­so assi­mi­la­ta all’autismo. Tem­ple Gran­din, una don­na auti­sti­ca sta­tu­ni­ten­se, bio­lo­ga e scrit­tri­ce, ne “Il cer­vel­lo auti­sti­co” si sof­fer­ma spes­so, ed ine­vi­ta­bil­men­te, sul­le pro­ble­ma­ti­che lega­te ai mala­ti di Asper­ger. Adam mi è venu­to in men­te ripe­tu­ta­men­te duran­te la let­tu­ra del libro del­la Gran­din. Adam che pone le stes­se doman­de, Adam che con­ta i pas­si che ser­vo­no per rag­giun­ge­re la sua stan­za, Adam che ha pau­ra dei posti che non cono­sce, Adam che deve com­pie­re sem­pre gli stes­si movi­men­ti, Adam che ripe­te nume­ri per ras­si­cu­rar­si, Adam che sen­te tut­ti i colo­ri del mon­do, Adam che osser­va la guer­ra in Siria e deve met­ter­la den­tro ai suoi qua­dri.

L’idea di Sumia Suk­kar è con­vin­cen­te e diver­sa: rac­con­ta­re la guer­ra siria­na attra­ver­so gli occhi inge­nui, disin­can­ta­ti ed incon­sue­ti di un ragaz­zi­no affet­to dal­la sin­dro­me di Asper­ger. Per­ché maga­ri a pochi vie­ne in men­te che anche in Siria esi­sto­no bam­bi­ni con pro­ble­ma­ti­che di tal gene­re. Bam­bi­ni che, come Adam, vedo­no il loro pic­co­lo ras­si­cu­ran­te mon­do fami­lia­re e dome­sti­co anda­re in fran­tu­mi per col­pa di un con­flit­to che non rie­sco­no a com­pren­de­re, per col­pa di mili­zie del Gover­no che inve­ce di pro­teg­ge­re il popo­lo siria­no lo mas­sa­cra­no. Den­tro le infi­ni­te doman­de di Adam c’è scon­cer­to e inca­pa­ci­tà di capi­re. Come spie­ga­re quel che acca­de ad un bam­bi­no come Adam? A lui pia­ce anda­re a scuo­la, pia­ce man­gia­re i dol­ci, pia­ce gio­ca­re, pia­ce dise­gna­re e riem­pi­re i fogli di colo­ri ed imma­gi­ni. Cose sem­pli­ci e sem­pre ugua­li. Le bom­be, i mor­ti, il san­gue, le muti­la­zio­ni, le esplo­sio­ni, i pro­iet­ti­li. Tut­to è trop­po diver­so e trop­po dif­fi­ci­le per lui. Per for­tu­na Adam tro­va in sua sorel­la Yasmi­ne un rifu­gio, lei è il suo appog­gio e la sua sal­vez­za.

La madre di Adam è mor­ta da qual­che tem­po. Era mala­ta ma lui è riu­sci­to alme­no a salu­tar­la e a capi­re che sareb­be anda­ta via. La guer­ra, inve­ce, por­ta via le per­so­ne sen­za che Adam rie­sca nep­pu­re a dire loro un sem­pli­ce “ciao”. La guer­ra fa crol­la­re le case e riem­pie gli occhi e la boc­ca di pol­ve­re. La guer­ra ha tol­to l’acqua e la cor­ren­te. Non ci si può lava­re e non si può guar­da­re la TV. Yasmi­ne non può com­pra­re nul­la e il fri­go è sem­pre vuo­to. Gli altri fra­tel­li di Adam esco­no qua­si ogni gior­no per par­te­ci­pa­re a cor­tei di pro­te­sta ma anche quel­lo divie­ne peri­co­lo­so per­ché c’è chi spa­ra e chi muo­re. Adam vede san­gue, vomi­ta e svie­ne. Non sop­por­ta l’odore del san­gue, non reg­ge il con­tat­to con quel liqui­do vischio­so ma è comun­que costret­to a guar­da­re tan­to san­gue nel­la sua Alep­po. Chiun­que, attor­no a lui, per­de il pro­prio colo­re. Anche il ros­so rubi­no di Yasmi­ne si sco­lo­ra: la guer­ra tra­sfor­ma tut­to in gri­gio o vio­la, il colo­re del dolo­re.

Ogni capi­to­lo del libro rap­pre­sen­ta un colo­re diver­so e, di con­se­guen­za, una per­ce­zio­ne diver­sa. Ci sono l’arancione, il bian­co, il blu, il gra­na­ta, il nero, il ver­de, il magen­ta e altri anco­ra. Ci sono però tre capi­to­li che inter­rom­po­no la nar­ra­zio­ne colo­ra­ta di Adam. In que­sti capi­to­li la paro­la pas­sa a Yasmi­ne, pre­sa e segre­ga­ta chis­sà dove da uomi­ni che non si era­no mai visti. Yasmi­ne rapi­ta davan­ti ad un nego­zio e por­ta­ta altro­ve men­tre era con Adam. Vie­ne tor­tu­ra­ta, insul­ta­ta e stu­pra­ta pro­prio come avvie­ne a mol­te altre don­ne in un Pae­se in guer­ra. E così la Suk­kar rie­sce ad inne­sta­re nel rac­con­to di Adam la vicen­da tut­ta fem­mi­ni­le e mol­to dolo­ro­sa del­la gio­va­ne don­na. Il riflet­to­re, quin­di, vie­ne spo­sta­to, su quel­lo che una don­na rischia quo­ti­dia­na­men­te in Siria.

Entra­re nel cuo­re di un con­flit­to come quel­lo che da diver­si anni sta deva­stan­do la Siria non è affat­to sem­pli­ce. Sumia Suk­kar, però, è riu­sci­ta in tale inten­to gra­zie all’invenzione di un per­so­nag­gio auten­ti­co, puro e sen­si­bi­le come Adam. La guer­ra rima­ne la mostruo­si­tà che è ma la voce e lo sguar­do di Adam, coi suoi imman­ca­bi­li colo­ri e la sua lumi­no­sa inno­cen­za, han­no il pote­re di muta­re le pro­spet­ti­ve e di rical­co­la­re la real­tà per­ché rie­sco­no a tra­smet­te­re sfu­ma­tu­re e det­ta­gli che ai “nor­ma­li” soli­ta­men­te sfug­go­no. Sovrap­por­re un con­flit­to mor­ta­le alla can­di­da deli­ca­tez­za e al talen­to pre­zio­so di un ragaz­zi­no affet­to dal­la sin­dro­me di Asper­ger è sicu­ra­men­te un’idea intel­li­gen­te svi­lup­pa­ta, in que­sto roman­zo, attra­ver­so una nar­ra­zio­ne empa­ti­ca, atten­ta ed inten­sa. “Il ragaz­zo di Alep­po che ha dipin­to la guer­ra” è usci­to per la pri­ma vol­ta, nel Regno Uni­to, nel 2013 quan­do l’esordiente Sumia Suk­kar ave­va appe­na 22 anni. Un’opera pri­ma che lascia ben spe­ra­re.

EDIZIONE ESAMINATA E BREVI NOTE

Sumia Suk­kar è nata a Lon­dra nel 1992, figlia di padre siria­no e madre alge­ri­na. Ha sem­pre ama­to scri­ve­re e, pro­prio per que­sto, ha fre­quen­ta­to il cor­so di lau­rea in Scrit­tu­ra Crea­ti­va alla King­ston Uni­ver­si­ty di Lon­dra. Qui ha cono­sciu­to Todd Swift, poe­ta bri­tan­ni­co-cana­de­se oltre che diret­to­re del­la Casa Edi­tri­ce Eyewear. Il pro­fes­so­re, col­pi­to dal talen­to del­la Suk­kar, le ha offer­to un con­trat­to di pub­bli­ca­zio­ne. Il pri­mo roman­zo di Sumia Suk­kar, “The boy from Alep­po who pain­ted the war”, è usci­to nel 2013. Un anno più tar­di, nel 1014, a BBC ne ha trat­to un ria­dat­ta­men­to radio­fo­ni­co nel cor­so del pro­gram­ma “Satur­day Dra­ma”. Il roman­zo “The boy from Alep­po who pain­ted the war” è sta­to tra­dot­to in ita­lia­no e pub­bli­ca­to dall’Editrice il Siren­te nel 2016.

Sumia Suk­kar, “Il ragaz­zo di Alep­po che ha dipin­to la guer­ra“, Edi­tri­ce il Siren­te, Fagna­no Alto, 2016. Tra­du­zio­ne dall’inglese di Bar­ba­ra Beni­ni. Tito­lo ori­gi­na­le: “The boy from Alep­po who pain­ted the war“, 2013.

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 Lan­ke­nau­ta, Maria Tor­to­ra, 2 Novem­bre 2016
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