Potere alla parola! Gli scrittori egiziani e la rivolta

WUZ | Mer­co­le­dì 9 feb­bra­io 2011 | Mat­teo Bal­di |

Le noti­zie che arri­va­no dal Cai­ro in que­sti gior­ni, vio­len­te e con­fu­se, par­la­no di un popo­lo che sta pro­van­do a cam­bia­re le cose, a dispet­to dell’acquiescenza del resto del mon­do. Ma che ruo­lo han­no gli intel­let­tua­li, in una situa­zio­ne come quel­la attua­le? E qua­le voce? Ci sono spa­zi per espri­me­re dis­sen­so, in un pae­se come l’Egitto? E i libri, rac­con­ta­no (o han­no pre­vi­sto) quel che sta acca­den­do? Andia­mo a vede­re.

Il mon­do inte­ro dovreb­be esse­re orgo­glio­so dell’inerzia con cui ha assi­sti­to alla libe­ra­zio­ne del popo­lo egi­zia­no. Il regi­me di Muba­rak era soli­to nomi­na­re mala­vi­to­si e adot­ta­re un regi­me di poli­zia sel­vag­gio per soste­ne­re i mem­bri del suo par­la­men­to e sop­pri­me­re la nostra ani­ma più auten­ti­ca, l’anima del­la liber­tà. Ma noi ci stia­mo impe­gnan­do”.
Ci scri­ve dal suo blac­k­ber­ry, con ama­ris­si­ma iro­nia,  Mag­dy El Sha­fee, fumet­ti­sta con­dan­na­to l’anno scor­so in segui­to al pro­ces­so per osce­ni­tà che gli era sta­to inten­ta­to dal­lo Sta­to egi­zia­no. La sua gra­phic novel “Metro”, infat­ti (pub­bli­ca­ta in Ita­lia dal­le edi­zio­ni Il Siren­te), all’interno di una vicen­da di spio­nag­gio, mostra un uomo e una don­na inten­ti in un rap­por­to sessuale.I dise­gni sono sta­ti con­si­de­ra­ti por­no­gra­fi­ci, e quin­di offen­si­vi. Tut­te le copie distri­bui­te al Cai­ro sono sta­te riti­ra­te e distrut­te, e Mag­dy ha dovu­to paga­re un’ammenda sala­ta. Ma sarà dav­ve­ro sola­men­te una que­stio­ne di dise­gni immo­ra­li?
Que­sto libro con­tie­ne imma­gi­ni immo­ra­li e per­so­nag­gi che somi­glia­no a uomi­ni poli­ti­ci real­men­te esi­sten­ti”, reci­ta la sen­ten­za emes­sa dal Trbu­na­le, e allo­ra si capi­sce for­se meglio cosa pos­sa aver dato tan­to fasti­dio alle auto­ri­tà, in un pae­se (e una cul­tu­ra) in cui il ses­so for­se non vie­ne osten­ta­to pub­bli­ca­men­te ma cer­to non è tabù nel­le con­ver­sa­zio­ni e non può esse­re l’unica ragio­ne per met­te­re all’indice un libro a fumet­ti.
El Sha­fee, però, non è l’unica vit­ti­ma di un regi­me che mostra un vol­to pre­sen­ta­bi­le sola­men­te al resto del mon­do, e cen­su­ra il dis­sen­so impo­nen­do un con­trol­lo rigi­do anche sul web.
Nei pri­mi gior­ni degli scon­tri, la rete in Egit­to ha subi­to un vero e pro­prio blac­kout, per impe­di­re che le noti­zie di quel che sta­va acca­den­do fil­tras­se­ro ver­so gli altri Pae­si, ma anche per far sen­ti­re più iso­la­ti i blog­ger e tut­ti que­gli egi­zia­ni che tro­va­no in inter­net una fine­stra sul mon­do.
Ala ‘Al Aswa­ni, cele­bra­to auto­re di Palaz­zo Yacou­bian (Fel­tri­nel­li edi­zio­ni), pro­muo­ve da anni un salot­to let­te­ra­rio al Cai­ro, cit­tà nel­la qua­le svol­ge la pro­fes­sio­ne di den­ti­sta ed è un intel­let­tua­le cono­sciu­to e rispet­ta­to. L’espressione “salot­to let­te­ra­rio”, però evo­ca imme­dia­ta­men­te imma­gi­ni di con­ci­lian­ti sedu­te che si svol­go­no fra ape­ri­ti­vi e mol­lez­ze – appun­to – salot­tie­re.
Nul­la di più lon­ta­no dal vero, però, nei pae­si in cui la liber­tà di stam­pa è limi­ta­ta, i dirit­ti del­le don­ne sono un argo­men­to pura­men­te acca­de­mi­co e tut­ti i gior­ni la cor­ru­zio­ne che per­mea l’apparato poli­ti­co e ammi­ni­stra­ti­vo del Pae­se vin­co­la ogni serio ten­ta­ti­vo di miglio­ra­re le con­di­zio­ni del­la socie­tà.
Ten­go anco­ra i miei semi­na­ri per discu­te­re di que­stio­ni cul­tu­ra­li. Li ten­go dal 1996.
L’ho fat­to anche nei caf­fè, pub­bli­ca­men­te. Nel 2004 il gover­no ha minac­cia­to il pro­prie­ta­rio del caf­fè all’interno del qua­le li tene­va­mo, e allo­ra ci sia­mo spo­sta­ti nel palaz­zo dove ha sede “Kifa­ya” (“Abba­stan­za”), movi­men­to poli­ti­co che rac­co­glie intel­let­tua­li di diver­sa estra­zio­ne”, spie­ga­va Al Aswa­ni in un’intervista rac­col­ta a mar­gi­ne del­la sua par­te­ci­pa­zio­ne alla scor­sa edi­zio­ne del Salo­ne Inter­na­zio­na­le del Libro di Tori­no, dove l’Egitto era il Pae­se ospi­te.

Altri scrit­to­ri sono Nawal Al Saa­da­wi, auto­re de L’amore ai tem­pi del petro­lio, Ahmed Nagy, auto­re di Rogers e Kha­led Al Kamis­si, auto­re di Taxi.
I tre libri, oltre al fat­to di esse­re pub­bli­ca­ti in Ita­lia dal­lo stes­so edi­to­re (Il siren­te), han­no in comu­ne la capa­ci­tà di descri­ve­re la socie­tà civi­le egi­zia­na coglien­do­ne al tem­po stes­so la vita­li­tà e le scle­ro­si. Nel caso di Al Kamis­si, ad esem­pio, il Cai­ro è un bru­li­chio inin­ter­rot­to di vita col­to dal fine­stri­no del taxi, e i taxi­sti stes­si sono un pre­ci­pi­ta­to d’Egitto, con il loro lamen­tar­si del­le isti­tu­zio­ni e del­la cor­ru­zio­ne che però non por­ta a nul­la.
Rogers”, inve­ce, è ope­ra di un blog­ger segui­tis­si­mo, un’opera ispi­ra­ta addi­rit­tu­ra a “The wall” di Roger Waters. Dal­la sche­da dedi­ca­ta a Ahmed Nagy sul sito de Il siren­te: “… in Egit­to è mol­to noto come blog­ger, ma soprat­tut­to per esse­re uno dei più gio­va­ni redat­to­ri di Akh­bàr el Adab, il pre­sti­gio­so set­ti­ma­na­le let­te­ra­rio diret­to da Gamàl al-Ghi­tà­ni. Auto­re d’avanguardia, usa la Rete per scuo­te­re il pano­ra­ma let­te­ra­rio con­ser­va­to­re. Il suo blog Wasa kha­ia­lak (Allar­ga la tua imma­gi­na­zio­ne), ini­zia­to nel 2005, par­la di socio­lo­gia, pop art, dirit­ti uma­ni e cul­tu­ra: “spe­ri­men­to un diver­so livel­lo di lin­guag­gi per avvi­ci­na­re la gen­te alla let­te­ra­tu­ra”.

Nawal Al Saa­da­wi, infi­ne, è una pio­nie­ra del fem­mi­ni­smo nel mon­do ara­bo. Scrit­tri­ce e psi­chia­tra, ha sor­ti­to gran­de influen­za sul­le gene­ra­zio­ni più gio­va­ni, pro­prio gra­zie ai suoi libri. Can­di­da­ta­si alle ele­zio­ni pre­si­den­zia­li nel 2004, ha anche pas­sa­to un perio­do in gale­ra duran­te la pre­si­den­za di Sadat, ed è sta­ta iscrit­ta nel­la lista degli obiet­ti­vi di un grup­po fon­da­men­ta­li­sta. L’amore ai tem­pi del petro­lio, sot­to le spo­glie di un roman­zo gial­lo, com­pie un’indagine sul­la con­di­zio­ne del­le don­ne nei pae­si arabi, muovendo i suoi let­to­ri a una pre­sa di coscien­za.
Altra scrit­tri­ce egi­zia­na è Gha­da Abdel Aal, autri­ce di un libro e un blog mol­to segui­to inti­to­la­ti Che il velo sia da spo­sa (pub­bli­ca­to in Ita­lia da Epo­ché). In Egit­to il libro ha cono­sciu­to tale e tan­ta noto­rie­tà che la tele­vi­sio­ne ne ha trat­to uno sce­neg­gia­to, inter­pre­ta­to nel ruo­lo del­la pro­ta­go­ni­sta da una del­le attri­ci più cele­bri del mon­do ara­bo. Ma la sto­ria di Bri­de, gio­va­ne don­na in cer­ca di un mari­to da spo­sa­re per amo­re, è anche la gal­le­ria di una serie di “tipi” che rias­su­mo­no mol­to bene carat­te­ri­sti­che e difet­ti degli uomi­ni cui una don­na “in età da mari­to” può ambi­re in Egit­to, e que­sta è la ragion per cui Gha­da, con il suo alter ego roman­ze­sco, si è gua­da­gna­ta il sopran­no­me di “Brid­get Jones” ara­ba (sopran­no­me che — va det­to — all’autrice non pia­ce per nul­la)… noi abbia­mo inter­vi­sta­to Gha­da Abdel Aal nei dif­fi­ci­li gior­ni del­le pro­te­ste e del­le mani­fe­sta­zio­ni per cac­cia­re il Pre­si­den­te Muba­rak.

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Egitto, la rivolta prevista in un fumetto

Il 25 gen­na­io 2011 la socie­tà civi­le egi­zia­na mani­fe­sta per le stra­de dell’Egitto come mai si era visto negli ulti­mi 30 anni. In con­tem­po­ra­nea con le mani­fe­sta­zio­ni che stan­no scon­vol­gen­do il mon­do ara­bo, la casa edi­tri­ce “il Siren­te” pub­bli­ca il pri­mo gra­phic novel del mon­do ara­bo Metro” di Mag­dy El Sha­fee, che cata­pul­ta il let­to­re negli scon­tri tra poli­zia e mani­fe­stan­ti nel­le piaz­ze del Cai­ro e denun­cia le ingiu­sti­zie, la cor­ru­zio­ne, l’oppressione che il popo­lo egi­zia­no subi­sce ogni gior­no.

Roman­zo a fumet­ti, ambien­ta­to al Cai­ro, nel bel mez­zo dell’insicurezza che inve­ste la sfe­ra finan­zia­ria, ma non rispar­mia nean­che quel­la socia­le. Il pro­ta­go­ni­sta è il signor Shi­hab, un soft­ware desi­gner che, non riu­scen­do a paga­re il debi­to con­trat­to con uno stroz­zi­no, orga­niz­za una rapi­na in ban­ca per risol­ve­re defi­ni­ti­va­men­te i pro­ble­mi finan­zia­ri. Per rea­liz­za­re l’impresa si avvar­rà del­la com­pli­ci­tà dell’amico Musta­fà il qua­le lo lasce­rà a boc­ca asciut­ta e fug­gi­rà con la refur­ti­va.
“Metro” è un thril­ler, una sto­ria d’amore e un roman­zo poli­ti­co metro­po­li­ta­no che si ani­ma die­tro le quin­te e nei sot­te­ra­nei dell’affascinante e deca­den­te Cai­ro.

Oltre a “Metro” la casa edi­tri­ce il Siren­te ha pro­po­sto un affre­sco dell’Egitto con­tem­po­ra­neo attra­ver­so la sua let­te­ra­tu­ra più inno­va­ti­va: dal best-sel­ler Taxi” dell’autore Kha­led Al Kha­mis­si dove si rac­con­ta­no gli ulti­mi 30 anni di sto­ria egi­zia­na attra­ver­so le voci saga­ci dei tas­si­sti cai­ro­ti, ai sogni fan­ta­sti­ci dei gio­va­ni egi­zia­ni rac­con­ta­ti dal blog­ger Ahmed Nàgi nel suo “Rogers, pas­san­do per l’oppressione descrit­ta dal­la dis­si­den­te Nawal al-Sa’dawi nel suo ulti­mo lavo­ro “L’amore ai tem­pi del petro­lio.

Non ci basta­no i cam­bia­men­ti deci­si da Muba­rak – affer­ma Mag­dy El Sha­fee in un’intervista da piaz­za Tah­rir al Cai­ro, dove par­te­ci­pa alle mani­fe­sta­zio­ni – non ci basta la nomi­na di Omar Sulei­man come suo vice. Entram­be fan­no par­te del­lo stes­so gover­no di cor­rot­ti. Noi voglia­mo un cam­bia­men­to vero”. Il Cai­ro, 29 gen. — (Adnkronos/Aki)

L’anziano rai’s Hosni Muba­rak, con il suo siste­ma, ”ha ucci­so i sogni dei gio­va­ni egi­zia­ni: per il futu­ro voglia­mo piu’ sogni e meno cor­ru­zio­ne”, affer­ma Kha­led Al Kha­mis­si. Il Cai­ro, 29 gen. — (Adnkronos/Aki)

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Nawal Al Saadawi a Roma il 15 maggio 2009

TITOLO EVENTO: L’amore ai tem­pi del petro­lio — Rea­ding dell’ultimo roman­zo dell’intellettuale lai­ca più influen­te del mon­do ara­bo: Nawal al-Sa’dawi (Edi­tri­ce il Siren­te)
QUANDO: Vener­dì 15 mag­gio 2009
DOVE: Apol­lo 11 / Via Con­te Ver­de, 51 / 00185 Roma
ORE: 20:30
INGRESSO: Libe­ro
CONTATTI: Apol­lo 11 / 06–7003901
MAGGIORI INFORMAZIONI: www.sirente.it

Un pon­te per…Apol­lo 11 in col­la­bo­ra­zio­ne con l’edi­tri­ce il Siren­te vi invi­ta­no vener­dì 15 mag­gio alle 20,30 al rea­ding dell’ultimo roman­zo dell’intellettuale lai­ca più influen­te del mon­do ara­bo: L’amore ai tem­pi del petro­lio di Nawal al-Sa’dawi. Segui­rà dibat­ti­to con Rena­ta Pepi­cel­li (Uni­ver­si­tà di Bolo­gna). Ingres­so libe­ro.

Let­tu­re, musi­ca, dol­cet­ti ara­bi e can­ta­sto­rie.
Video-inter­vi­sta in diret­ta dal­la fie­ra del libro di Tori­no con Nawal Al Sa’dawi.

Alla voce Ales­san­dro Casu­la, al con­tra­bas­so Ric­car­do Gola, alla chi­tar­ra Mar­co Boni­ni.

Par­tì alla ricer­ca del suo orgo­glio per­du­to. Ave­va l’orgoglio di un ani­ma­le che si impun­ta con le zam­pe e non vuo­le più cam­mi­na­re. Lei non era una don­na né per la cuci­na né per il let­to, non cono­sce­va a memo­ria le can­zo­ni che le don­ne can­ta­no quan­do stan­no in bagno. Non capi­va nem­me­no la pas­sio­ne che pote­va susci­ta­re nel cuo­re del mari­to l’osservarla men­tre cuci­na­va il cavo­lo ripie­no. Inol­tre, non sbat­te­va le ciglia quan­do il dato­re di lavo­ro, o Sua Mae­stà, la guar­da­va­no”

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Fiera Libro: Egitto, ospite d’onore, spegne polemiche

ANSA­med | Vener­dì 1 mag­gio 2009 | Cri­stia­na Mis­so­ri |

ROMA – ”Invi­ta­re l’Egitto come ospi­te d’onore del­la XXII edi­zio­ne del­la Fie­ra inter­na­zio­na­le del Libro di Tori­no rap­pre­sen­ta una impor­tan­te occa­sio­ne per mostra­re i pro­gres­si com­piu­ti dal nostro Pae­se nel cam­po cul­tu­ra­le e non sol­tan­to. La nostra pre­sen­za nel capo­luo­go pie­mon­te­se e’ un chia­ro rifles­so degli inten­si rap­por­ti cul­tu­ra­li, poli­ti­ci e eco­no­mi­ci che da decen­ni inter­cor­ro­no tra l’Italia e l’Egitto”.
È entu­sia­sta l’ambasciatore egi­zia­no a Roma, Ash­raf Rashed, dell’opportunità che è sta­ta data al suo Pae­se e, sia pure inci­den­tal­men­te, repli­ca a chi ha cri­ti­ca­to la scel­ta del­la pre­sti­gio­sa mani­fe­sta­zio­ne di Tori­no. ”Oggi come ieri, insom­ma, l’Egitto rap­pre­sen­ta il faro che gui­da la cul­tu­ra del mon­do ara­bo”, rimar­ca Rashed. E a chi, come l’International Soli­da­ri­ty Move­ment (Ism) Ita­lia o il Forum Pale­sti­na, accu­sa l’Egitto di ‘strin­ge­re l’assedio intor­no alla Stri­scia di Gaza, pro­prio come fa Israe­le’, e pro­po­ne di boi­cot­tar­ne la pre­sen­za al salo­ne, l’ambasciatore repli­ca: ”Gli egi­zia­ni han­no fat­to mol­tis­si­mo per soste­ne­re la cau­sa pale­sti­ne­se. Sia­mo entra­ti piu’ vol­te in guer­ra per loro e oggi ci bat­tia­mo affin­che’ il pro­ces­so di pace in Medio Orien­te pos­sa ave­re esi­ti posi­ti­vi. Tori­no costi­tui­sce una gran­de oppor­tu­ni­ta’ non sol­tan­to per la cul­tu­ra egi­zia­na, ma anche per quel­la pale­sti­ne­se e di tut­to il mon­do ara­bo. Il boi­cot­tag­gio e’ fuo­ri da ogni logi­ca”.
Rashed non tra­la­scia di sot­to­li­nea­re l’ambizioso pro­gram­ma che dal 14 al 18 mag­gio vedra’ il suo Pae­se pro­ta­go­ni­sta del­la piu’ impor­tan­te fie­ra libra­ria del­la Peni­so­la. ”Obiet­ti­vo pri­ma­rio — spie­ga il diplo­ma­ti­co — e’ fare cono­sce­re al pub­bli­co e agli edi­to­ri ita­lia­ni il fol­to elen­co di scrit­to­ri egi­zia­ni”, sol­tan­to in par­te gia’ sco­per­ti dai let­to­ri del­la spon­da Nord del Medi­ter­ra­neo: da Ala Al Aswa­ni (Palaz­zo Yacou­bian, Fel­tri­nel­li, 2006) a Ibra­him Abd al-Magid, auto­re per Jou­ven­ce del­la Casa del Gel­so­mi­no (2007); da Kha­led Al Kha­mis­si (Taxi. Le stra­de del Cai­ro si rac­con­ta­no, il Siren­te, 2008), all’emergente Ahmed Alai­dj, clas­se 1974, auto­re di Being Abbas El Abd, acca­par­ra­to e tra­dot­to in ingle­se dal­la Ame­ri­can Uni­ver­si­ty in Cai­ro Press. ”Un viva­io da cui — sot­to­li­nea l’ambasciatore — non esclu­do pos­sa veni­re fuo­ri il pros­si­mo Naguib Mah­fouz”, pre­mio Nobel per la let­te­ra­tu­ra nel 1988, cui la Fie­ra dedi­che­ra’ un rea­ding del­le pagi­ne piu’ bel­le, insie­me a una retro­spet­ti­va riser­va­ta ai mae­stri del Nove­cen­to qua­li Taha Hus­sein, il dram­ma­tur­go Taw­fik el-Hakim e il poe­ta Salah Abdel Sabour.
E se il filo con­dut­to­re del­la ker­mes­se sara’ il tema dell’Io e la rela­zio­ne con l’altro, il diver­so, inte­so come nemi­co poten­zia­le, Egit­to e Ita­lia pre­sen­ta­no un pro­get­to dedi­ca­to ai piu’ pic­co­li. ”Da cir­ca un anno — anti­ci­pa Rashed — edi­to­ri ita­lia­ni e egi­zia­ni lavo­ra­no insie­me alla tra­du­zio­ne di alcu­ni volu­mi affin­che’ bam­bi­ni egi­zia­ni pos­sa­no leg­ge­re alcu­ni dei libri let­ti dai loro coe­ta­nei ita­lia­ni e vice­ver­sa”. E’ un modo, pro­se­gue il diplo­ma­ti­co, per dimo­stra­re che i gio­va­ni leg­go­no cose simi­li, se non addi­rit­tu­ra ugua­li, ”e per sman­tel­la­re que­sta teo­ria assur­da del­la diver­si­ta’ che alcu­ni cer­ca­no con­ti­nua­men­te di ali­men­ta­re”.
Con ”L’Egitto al fem­mi­ni­le”, inve­ce, il salo­ne di Tori­no cele­bra intel­let­tua­li di fama inter­na­zio­na­le, come Rad­wa Ashour, scrit­tri­ce e illu­stra­tri­ce tra­dot­ta in tre­di­ci Pae­si tra cui l’Italia (Fab­bri, Giun­ti, Mon­da­do­ri, Fata­trac); Sal­wa Bakr, cri­ti­ca tea­tra­le e cine­ma­to­gra­fi­ca e Ahdaf Soueif, autri­ce de Il pro­fu­mo del­le not­ti sul Nilo (Piem­me, 2001); o anco­ra la dis­si­den­te Nawal Al Saa­da­wi, invi­ta­ta dagli orga­niz­za­to­ri del­la Fie­ra, ma non dal gover­no egi­zia­no.
Tan­ti, poi, gli even­ti pre­vi­sti in giro per la cit­ta’ e dedi­ca­ti all’archeologia — con la gran­de mostra dei Teso­ri som­mer­si in cor­so alla Reg­gia del­la Vena­ria Rea­le, o gli incon­tri cui inter­ver­ran­no gli stu­dio­si Zahi Hawass, Edda Bre­scia­ni e Fran­ce­sco Tira­drit­ti (cura­to­re del­la mostra su Akhe­na­ton alle­sti­ta a palaz­zo Bri­che­ra­sio) — ma anche alla musi­ca, alla dan­za tra­di­zio­na­le e fol­clo­ri­sti­ca egi­zia­ne.

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Nawal Al Saadawi a Roma il 16 aprile 2009

ROMA — Il 16 Apri­le a Palaz­zo Valen­ti­ni (Roma) l’Edi­tri­ce il Siren­te pre­sen­ta L’amore ai tem­pi del petro­lio di Nawal al-Sa’dawi. Par­te­ci­pe­ran­no all’incontro l’on. Lui­sa Mor­gan­ti­ni (vice pre­si­den­te del Par­la­men­to Euro­peo), l’on. Gem­ma Azu­ni (Con­si­glie­re Comu­ne di Roma), Lau­ra Pisa­no (ordi­na­rio di Sto­ria del gior­na­li­smo pres­so l’Università di Caglia­ri) ed Ema­nue­le M. Ciam­pi­ni (ricer­ca­to­re di Egit­to­lo­gia pres­so la “Cà Fosca­ri” di Vene­zia).

*** INVITO [JPG] [PDF] ***

Par­tì alla ricer­ca del suo orgo­glio per­du­to. Ave­va l’orgoglio di un ani­ma­le che si impun­ta con le zam­pe e non vuo­le più cam­mi­na­re. Lei non era una don­na né per la cuci­na né per il let­to, non cono­sce­va a memo­ria le can­zo­ni che le don­ne can­ta­no quan­do stan­no in bagno. Non capi­va nem­me­no la pas­sio­ne che pote­va susci­ta­re nel cuo­re del mari­to l’osservarla men­tre cuci­na­va il cavo­lo ripie­no. Inol­tre, non sbat­te­va le ciglia quan­do il dato­re di lavo­ro, o Sua Mae­stà, la guar­da­va­no”

L’incontro si ter­rà alle ore 16,00 nel­la Sala Pla­ci­do Mar­ti­ni (situa­ta al pia­no ter­ra di Palaz­zo Valen­ti­ni, via IV Novem­bre n. 119/A). Nel cor­so del­la pre­sen­ta­zio­ne ver­ran­no pro­iet­ta­ti due bre­vi video espli­ca­ti­vi dell’attività di Nawal al-Sa’dawi, l’intellettuale lai­ca più influen­te del mon­do ara­bo con­tem­po­ra­neo. INGRESSO LIBERO.

« Più di ogni altra don­na, Nawal El Saa­da­wi incar­na le sof­fe­ren­ze del fem­mi­ni­smo ara­bo. » San Fran­ci­sco Chro­ni­cle

Un testo visionario. Un racconto spettacolare, inaspettatamente avvincente, ricco di tensione e curiosità per il destino della  protagonista.

In un oscu­ro regno del petro­lio un’archeologa scom­pa­re sen­za lascia­re trac­cia. La poli­zia che inda­ga si chie­de se fos­se una ribel­le o una don­na dal­la dub­bia mora­le, in un pae­se nel qua­le  nes­su­na don­na ha mai osa­to abban­do­na­re casa e mari­to, disob­be­den­do alle rego­le. Quan­do final­men­te riap­pa­re lascia il mari­to per sta­re con un altro uomo… Una sto­ria d’amore intri­gan­te e inso­spet­ta­bi­le, den­sa di miste­ro. Un’educazione sen­ti­men­ta­le e un viag­gio di auto­co­scien­za di una don­na ara­ba in un pae­se auto­ri­ta­rio.
Un uomo può usci­re e non tor­na­re per set­te anni e solo dopo quel­la data la don­na può chie­de­re la sepa­ra­zio­ne. Men­tre per una don­na una sola not­te è suf­fi­cien­te per lan­cia­re l’allarme e gri­da­re allo scan­da­lo.
Pub­bli­ca­to in varie anto­lo­gie e tra­dot­to in più di 20 lin­gue, in que­sto rac­con­to Nawal al-Sa’dawi si inter­ro­ga sul ruo­lo del­la don­na in un ordi­ne repres­si­vo e patriar­ca­le.
L’amore ai tem­pi del petro­lio insie­me a diver­si altri roman­zi del­la Saa­da­wi sono sta­ti cen­su­ra­ti dal­la mas­si­ma isti­tu­zio­ne reli­gio­sa egi­zia­na Al Azhar, che dopo pochi mesi dal­la pub­bli­ca­zio­ne ne ha ordi­na­to il riti­ro da tut­te le libre­rie egi­zia­ne.

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