Taxi: A pieni fari sull’Egitto di oggi2′ di lettura

ISBN 9788887847147 © il Sirente 

di Dora Abdel­ra­zik (da L’équipe d’Alif, 25/02/2007)

Taxi, l’ultimo libro di Kha­led Al Kha­mis­si, vi accom­pa­gna nell’Egitto di oggi. Attac­ca­te le cinture. 

Lascia­te­vi tra­spor­ta­re a bor­do del taxi di Kha­led el Kha­mis­si. 58 viag­gi attra­ver­so i qua­li il nar­ra­to­re, e il con­du­cen­te del taxi (un tas­si­sta diver­so per ogni viag­gio), vi rac­con­te­ran­no l’Egitto di oggi.
All’orogine di que­sto lavo­ro sul­le con­ver­sa­zio­ni tra l’autore e i tas­si­sti dall’aprile 2005 al mar­zo 2006, ci sono degli aned­do­ti che testi­mo­nia­no e riflet­to­no la socie­tà egi­zia­na. Appe­na un mese dopo la sua pub­bli­ca­zio­ne, è diven­ta­to un Best Sel­ler e il libro è già alla sua ter­za edi­zio­ne. L’autore si augu­ra che Taxi sia pre­sto tra­dot­to in ingle­se e maga­ri più avan­ti in francese.

Dedi­ca­to alla “vita” come le pagi­ne, i viag­gi si sus­se­guo­no e sono tut­ti diver­si. Essi sono pie­ni di dol­cez­za, di dolo­re, di sogni e del­le pau­re del popo­lo egi­zia­no. Man mano che que­sto mez­zo di loco­mo­zio­ne, così inti­mo e così pub­bli­co, avan­za si sve­la­no i segre­ti. Que­sto libro dedi­ca­to “Alla vita che abi­ta nel­le paro­le del­la pove­ra gen­te” è innan­zi­tut­to un’opera let­te­ra­ria che vuo­le esse­re umana.
L’essere uma­no è la base di que­sto libro, con paro­le sem­pli­ci, chia­re, “l’uomo del­la stra­da” espri­me i suoi timo­ri, dub­bi, pare­ri e cri­ti­che sul pia­no poli­ti­co, eco­no­mi­co e socia­le, dell’Egitto, ma anche del mon­do arabo.
L’autore Kha­led Al Kha­mis­si, un uomo dai diver­si talen­ti, gior­na­li­sta, regi­sta, pro­dut­to­re e scrit­to­re, dall’infanzia appas­sio­na­to del mon­do del­le parole.

Figlio del famo­so scrit­to­re Abdel Rah­man Al Kha­mis­si, ha volu­to espri­me­re attra­ver­so il ‘popo­lo’ le cose più sem­pli­ci. Natu­ral­men­te e spon­ta­nea­men­te, attra­ver­so que­ste per­so­ne che, come voi e me, pen­sa­no, riflet­to­no, ma che in fon­do al loro cuo­re  chie­do­no solo un orec­chio atten­to che li ascolti.

Per l’amante di una pro­sti­tu­ta que­sto orec­chio è quel­lo di Kha­led al qua­le il tas­si­sta si con­fi­da e si con­fes­sa facil­men­te per­ché, alla fine, non rive­drà mai più il suo  clien­te, e può quin­di lasciar­si anda­re libe­ra­men­te. Da un auti­sta aman­te di una pro­sti­tu­ta, a quel­lo che cri­ti­ca le ele­zio­ni pre­si­den­zia­li, come dice l’autore, “le loro paro­le sono lumi­no­se” por­ta­no con sé la bon­tà dell’uomo egiziano.
Scrit­ti con faci­li­tà, que­sti rac­con­ti ci por­ta­no alla con­fes­sio­ne di una socie­tà che sta viven­do una vera e pro­pria cri­si di iden­ti­tà e si sen­te violentata.
Di fron­te a que­sto suc­ces­so, ci si chie­de per­ché ha impie­ga­to così tan­to tem­po a donar­ci que­ste sto­rie? A que­sta doman­da rispon­de con one­stà e sem­pli­ci­tà  “per il timo­re di non esse­re all’altezza dei miei pari”.
Oggi, sen­za tabù o cen­su­ra si  risco­pre il vero vol­to del­la ter­ra dei farao­ni attra­ver­so un viag­gio sem­pli­ce­men­te “uma­no”.

(tra­du­zio­ne di Chia­ra­stel­la Cam­pa­nel­li)

 

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