Un esperimento ben riuscito3′ di lettura

Vita: istruzioni per l’uso” di Ahmed Nàgi e Ayman al Zorqani

/SPAZIO AI LETTORI

14468503_949408731837457_4502732547258521044_oL’ultimo roman­zo di Ahmed Nàgi arri­va final­men­te in Ita­lia, fra pro­ces­si allo stes­so auto­re per pre­sun­ta vio­la­zio­ne al deco­ro e tan­ti inter­ro­ga­ti­vi per ara­bi­sti alle pri­me armi come il sot­to­scrit­to: che tipo di libro sarà? Fan­ta­scien­ti­fi­co o più affi­ne al “rea­li­smo magi­co” visto in Frank­en­stein a Bagh­dad di Ahmed Saa­da­wi? Sarà dav­ve­ro così espli­ci­to da far­lo incar­ce­ra­re? E mol­ti altri, fra cui pos­sia­mo inclu­de­re anche il dub­bio riguar­dan­te la scel­ta di crea­re un’opera ibri­da fra testo scrit­to e gra­phic novel attra­ver­so le illu­stra­zio­ni di Ayman Al Zor­qa­ni. Nel roman­zo ini­zial­men­te ci vie­ne pre­sen­ta­ta una Cai­ro total­men­te tra­sfor­ma­ta in segui­to a del­le vio­len­te tem­pe­ste di sab­bia che han­no costret­to i super­sti­ti a tra­sfe­rir­si in una nuo­va cit­tà poco distan­te dal­la pri­ma. Subi­to dopo vie­ne intro­dot­to il pro­ta­go­ni­sta supre­mo del libro ossia Bas­sam Baghat, un docu­men­ta­ri­sta alle pri­me armi, che per caso vie­ne a cono­scen­za dell’esistenza del­la “socie­tà degli urba­ni­sti”, miste­rio­sa orga­niz­za­zio­ne che pro­get­ta di miglio­ra­re il mon­do par­ten­do da una nuo­va pia­ni­fi­ca­zio­ne metro­po­li­ta­na. A capo del­la sezio­ne cai­ro­ta vi sono Ilhab Has­san e Papri­ka che nutro­no idee oppo­ste riguar­do alla dire­zio­ne da pren­de­re riguar­do al futu­ro del­la socie­tà e che a cau­sa di ciò entra­no in con­flit­to, coin­vol­gen­do Bas­sam e la sua com­pa­gnia. Para­dos­sal­men­te il pun­to debo­le di que­sto roman­zo risul­ta esse­re la tra­ma stes­sa, trop­po con­fu­sa e a trat­ti ingiu­sti­fi­ca­ta­men­te com­ples­sa; l’obbiettivo di Nagi non è però quel­lo di por­tar­ci una sto­ria “clas­si­ca” quan­to piut­to­sto quel­lo di far­ci immer­ge­re appie­no nel­la men­te di Bas­sam, con­ti­nua­men­te immer­sa nei fumi dell’alcool e dell’hashish e con­nes­si anche con un males­se­re inte­rio­re. Per chi ha pro­va­to tali sen­sa­zio­ni saran­no allo­ra chia­re le scel­te dell’autore da un pun­to di vista nar­ra­ti­vo, le illu­stra­zio­ni di Al Zor­qa­ni, ad esem­pio, sti­li­sti­ca­men­te per­fet­te con i toni del roman­zo, avran­no il com­pi­to di diso­rien­tar­ci e diver­tir­ci, com­pa­ren­do spes­so in pun­ti ina­spet­ta­ti del roman­zo e por­tan­do avan­ti nel let­to­re il sen­so di smar­ri­men­to. Altra doman­da che que­sto lavo­ro di Nagi si por­ta­va die­tro era la pre­sun­ta “ecces­si­va cru­dez­za” nel­le descri­zio­ni di dro­ghe e dei rap­por­ti ses­sua­li che i vari per­so­nag­gi intrat­ten­go­no: a parer mio, pur essen­do mol­to espli­ci­to nel rap­pre­sen­ta­re tali sce­ne, lo scrit­to­re non por­ta nul­la tan­to scon­vol­gen­te da giu­sti­fi­ca­re, anche in un pae­se come l’Egitto, tali rea­zio­ni nel pub­bli­co. Ciò fa aumen­ta­re il sospet­to, pre­sen­te fin dall’inizio, che la con­dan­na sia sta­ta un pre­te­sto per incar­ce­ra­re chi indub­bia­men­te pote­va esse­re sco­mo­do per il regi­me, sep­pur in manie­ra lie­ve. Que­sto libro si col­lo­ca sen­za dub­bio fra i più corag­gio­si espe­ri­men­ti let­te­ra­ri del roman­zo ara­bo, spe­ri­men­tan­do solu­zio­ni nar­ra­ti­ve corag­gio­se ed inno­va­ti­ve per la real­tà medio-orien­ta­le. Pur­trop­po la sua tra­ma, com­pli­ca­ta per ammis­sio­ne stes­sa dell’autore (il qua­le ci scher­za anche su), lo fan­no un roman­zo non adat­to a tut­ti e che potreb­be esse­re arduo da com­pren­de­re a chi tali sen­sa­zio­ni non le ha mai spe­ri­men­ta­te; dovreb­be in com­pen­so col­pi­re, al con­tra­rio, chi in tali situa­zio­ni si è tro­va­to ed in gene­ra­le i più appas­sio­na­ti di let­te­ra­tu­ra ara­ba e spe­ri­men­ta­le, ren­den­do­lo un libro fon­da­men­ta­le per la pro­pria raccolta.

dal­la pen­na di un nostro lettore/ Tom­ma­so Khâ­lid Valisi

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