AHMED NÀGIVITA: ISTRUZIONI PER L’USO3′ di lettura

A mag­gio 2016, duran­te il salo­ne del libro di Tori­no, sono pas­sa­to davan­ti allo stand del­le edi­zio­ni “Il siren­te”. Ho fat­to quat­tro chiac­chie­re con la per­so­na che in quel momen­to era allo stand (non farò nomi e cogno­mi ne tan­to­me­no dirò la sua man­sio­ne). Tra una paro­la e l’altra mi chie­de se mi pote­va inte­res­sa­re un pic­co­lo libri­ci­no. Era un estrat­to da un libro. L’estratto era impor­tan­te per­ché ripro­du­ce­va la par­te incri­mi­na­ta del libro, la par­te che ave­va por­ta­to alla con­dan­na dell’autore. Sono pas­sa­ti alcu­ni mesi, il libro è usci­to, io l’ho let­to e ho una cosa da dire: non leg­ge­te i libri per­ché gli auto­ri sono sta­ti impri­gio­na­ti, leg­ge­te­li per­ché vi potre­te ren­de­re con­to del­la pri­gio­ne che sta diven­tan­do il mon­do.

Il libro in que­stio­ne è “Vita: istru­zio­ni per l’uso” di Ahmed Nàgi. Nell’edizioni Il Siren­te ci sono del­le illu­stra­zio­ni di Ayman Al Zor­qa­ni che fan­no da com­ple­men­to al libro e spes­so si intrec­cia­no con la nar­ra­zio­ne.

Sia­mo in Egit­to, ver­reb­be qua­si da dire che stia­mo visi­tan­do una real­tà disto­pi­ca, se non fos­se che il nostro rap­por­to con l’Egitto tut­to pira­mi­di e sfin­gi è cam­bia­to irre­pa­ra­bil­men­te con la mor­te di Giu­lio Rege­ni. Non si trat­ta più di una meta turi­sti­ca per fami­glie anno­ia­te, si trat­ta di altro, di qual­co­sa che sale oscu­ro dal­la sab­bia. La male­di­zio­ne di Tutan­ka­men è rica­du­ta sugli abi­tan­ti stes­si.

Ahmed Nàgi ci rac­con­ta, con una scrit­tu­ra diret­ta che non si abban­do­na ai com­pro­mes­si, un Egit­to fram­men­ta­to, mala­to e cini­co. Rac­con­ta una cit­tà, Il Cai­ro, dove le pas­sio­ni sono mar­ci­te, l’amore è un pic­co­lo pun­ti­no lon­ta­no, il pote­re e la poli­ti­ca han­no sovra­sta­to tut­to come una cola­ta di cemen­to. All’interno di que­sta cor­ni­ce venia­mo ad incon­tra­re per­so­nag­gi che fati­chia­mo a rico­no­sce­re come rea­li, ma che sfor­tu­na­ta­men­te (il più del­le vol­te) lo sono. Bas­sàm Bah­gat pro­ta­go­ni­sta del roman­zo e regi­sta di docu­men­ta­ri che han­no lo sco­po di rac­con­ta­re la cit­tà e sono spon­so­riz­za­ti dal­la “Socie­tà degli Urba­ni­sti.” Ihàb Has­san, un intel­let­tua­le mem­bro di que­sta fan­to­ma­ti­ca socie­tà che per nutrir­si spre­me pol­li semi­nu­di. Mona Mei, il lato sen­ti­men­ta­le amo­ro­so ed ero­ti­co e altri per­so­nag­gi che fan­no da corol­la­rio al pro­ta­go­ni­sta.

Anche se, a dir­la tut­ta, la pro­ta­go­ni­sta prin­ci­pa­le è la cit­tà di Il Cai­ro. Una cit­tà distrut­ta da una cata­stro­fe. Una cit­tà moral­men­te in decli­no, dai costu­mi sco­stu­ma­ti che riflet­to­no l’abbandono del­le per­so­ne alla medio­cri­tà e al disprez­zo per il pros­si­mo.

Il libro di Ahmed Nàgi non va let­to per­ché l’autore è rin­chiu­so in un car­ce­re per­ché ad un cre­ti­no qual­sia­si con un po’ di pote­re è venu­to mez­zo infar­to leg­gen­do una sce­na di ses­so espli­ci­to, que­sto libro va let­to per ren­der­si con­to di dove ci può por­ta­re la stra­da che abbia­mo intra­pre­so. Una stra­da in cui nul­la sem­bra ave­re più dav­ve­ro impor­tan­za.

Note­vo­le la tra­du­zio­ne di Eli­sa­bet­ta Ros­si e Fer­nan­da Fischio­ne.

Un plau­so alla casa edi­tri­ce. Da quan­do ho cono­sciu­to “Il Siren­te” una lacu­na let­te­ra­ria si sta len­ta­men­te riem­pien­do. C’è anco­ra tan­ta stra­da da fare, ma un po’ alla vol­ta, seguen­do­li, con­to di riu­sci­re a col­mar­la del tut­to.

Ahmed Nàgi è uno scrit­to­re e gior­na­li­sta egi­zia­no, col­la­bo­ra con nume­ro­se testa­te nazio­na­li inter­na­zio­na­li. Auto­re d’avanguardia, usa la Rete per scuo­te­re il pano­ra­ma let­te­ra­rio con­ser­va­to­re. Arre­sta­to nel Mar­zo 2016 e con­dan­na­to a due anni di pri­gio­ne dal tri­bu­na­le di Bulaq (Egit­to) per “offe­sa alla pub­bli­ca mora­le” a cau­sa del suo ulti­mo libro “Isti­kh­dam al-Hayat” (“Vita: istru­zio­ni per l’uso”). Per le nostre edi­zio­ni ha pub­bli­ca­to “Rogers e la via del dra­go divo­ra­to dal sole” (il Sirente, 2010).

Sen­zau­dio, Gian­lui­gi Bodi 10/11/2016

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