Medio Occidente (Beppi Chiuppani)

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Sullo sfondo di Padova, Venezia e Damasco confuse in un unico grande Medio Occidente, si snoda un romanzo di formazione dalla forte densità teorica che offre una prospettiva originale sul tema dell’identità e sul declino della cultura europea.

Beppi Chiuppani

Un bel romanzo d’esordio, Giulio Mozzi, VibrisseLibri. 

Un’opera tutt’altro che banale e degna di una rinnovata considerazione,
Luca Menichetti, Lankelot.

Un libro raffinato, uno dei rari casi in cui la veste editoriale segue in modo molto coerente il significato e l’atmosfera del testo, Fulvio Cortese

Questa è la sfida che Chiuppani, in questa sua prima prova, accoglie e vince: riuscire a fare del plot una peculiare forma di conoscenza, Raffaello Palumbo Mosca

Ambientato nei mesi che precedono la guerra civile siriana, Medio Occidente racconta la storia di un doppio viaggio: di Faruq, discendente di una vecchia famiglia damascena ormai impoverita, e di Agata, figlia di un impresario edile veneto dalla carriera troppo facile. Dopo essersi incontrati nella capitale siriana, i due giovani si ritrovano in Italia, a Padova, e ciascuno, scoprendo l’altro, dovrà ripensare alla propria storia, alla natura delle proprie ambizioni e dei propri limiti. Di fronte all’energia di un giovane migrante pronto a vivere in un paese soi-disant moderno e democratico ma non a lasciare indietro ogni cosa, la ragazza della buona società padovana cercherà nel paesaggio ruro-industriale dell’Italia del Nord una metafora della propria vita. Nel dialogo tra due visioni del mondo distanti ma simili, in cui Padova, Venezia e Damasco finiscono per confondersi in un unico grande Medio Occidente, si snoda un romanzo di formazione dalla forte densità teorica, che offre una prospettiva originale sul tema dell’identità e sul declino della cultura europea. Con una narrazione serrata ma limpida, Chiuppani esprime un atto d’amore per una civiltà umanistica vagheggiata e perduta.

Autore / Author


Beppi Chiuppani

Beppi Chiuppani

Beppi Chiuppani cresciuto a Bassano del Grappa, si è dedicato alla cultura umanistica europea a Padova, Parigi e Lisbona, e ha indagato le tradizioni letterarie del Medio Oriente al Cairo (American University) e a Damasco (Institut Français d’Études Arabes). Ha quindi ottenuto il dottorato in Letteratura Comparata presso la University of Chicago, dove è stato per anni attento osservatore della società nordamericana. È narratore e saggista, e Medio Occidente è il suo primo romanzo.

 

Peso 0.11 kg
Dimensioni 12 x 19 x 0.6 cm
ISBN

978-88-87847-44-4

Lingua

Italiano

Foliazione

VI-298 pp., br.

Prima edizione

27 ottobre 2014

Rassegna stampa / Press


Recensioni

  1. A fronte di una letteratura recente che è spesso caratterizzata da frasi brevi, con abbondanza di dialoghi, un procedere “asciutto” ma sostanzialmente poco personale, quelli che potrebbero essere considerati difetti della prosa di Chiuppani – a volte forse frasi fin troppo lunghe e apparentemente più consone ad un testo di saggistica – rendono “Medio Occidente” opera tutt’altro che banale e degna di una rinnovata considerazione.

  2. “Medio Occidente” è senza dubbio uno di quei piccoli tesori che è possibile trovare tra le macerie; un romanzo insieme profondamente radicato regionalmente e insieme di respiro immediatamente internazionale. Chiuppani si muove con eguale naturalezza – e con una grazia davvero rara – tra i capannoni della provincia veneta e il suq al-Hamidiyyeh di Damasco; tra Venezia – «più orientale di un museo islamico» – e i «palazzi color ocra, anneriti dallo smog» prospicienti il monte Quassyum dell’esclusivo quartiere Abu Roumaneh.

  3. È un libro raffinato, ed è uno dei rari casi in cui la veste editoriale segue in modo molto coerente il significato e l’atmosfera del testo. La sagoma dell’immagine in quarta di copertina è già di per sé più che allusiva: è il profilo di una delle prospettive più suggestive dello skyline patavino, nella quale le cupole della Basilica del Santo si sovrappongono ai tanti campanili; è il teatro perfetto per il “Medio Occidente”, per una terra, cioè, che sta in Veneto come in Siria, che non ha più le virtù della sua grande tradizione, e che, al contempo, sembra assumere i vizi delle società orientali contemporanee.

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