Su “Medio Occidente” di Beppi Chiuppani (Il critico come palombaro), di Raffaello Palumbo Mosca

Riportiamo la prefazione di Raffaello Palumbo Mosca al romanzo “Medio Occidente” di Beppi Chiuppani (Editrice il Sirente, 2014). L’autore della prefazione, Raffaello Palumbo Mosca, è ricercatore in letterature comparate e teoria letteraria presso la University of Kent ed è autore di saggi e articoli. Collabora con le riviste L’Indice dei libri del mese e Comparative Studies in Modernism.

di Raf­fael­lo Palum­bo Mosca

Che ci sia, soprat­tut­to fra gli stu­dio­si del­la gene­ra­zio­ne degli anni Cinquanta/Sessanta, un atteg­gia­men­to di vela­ta con­di­scen­den­za, quan­do non di aper­to disprez­zo, ver­so i roman­zie­ri odier­ni non mi pare con­te­sta­bi­le; e baste­reb­be, del resto, leg­ge­re anche solo i tito­li dei libri licen­zia­ti da alcu­ni dei nostri cri­ti­ci più in vista, da Berar­di­nel­li con il suo Non inco­rag­gia­te il roman­zo, pas­san­do per La Por­ta (Meno let­te­ra­tu­ra per favo­re!) fino a Fer­ro­ni (Scrit­tu­re a per­de­re), per rile­va­re i ter­mi­ni del pro­ble­ma. Per­ché di pro­ble­ma – e cre­do non irri­le­van­te – si trat­ta.

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