Ristampa del libro “Ucraina terra di confine” (M. Di Pasquale)

Le pro­te­ste del Mai­dan ini­zia­te alla fine del novem­bre 2013 e l’occupazione rus­sa del­la Cri­mea del feb­bra­io scor­so han­no ripor­ta­to l’Ucraina al cen­tro dell’attenzione inter­na­zio­na­le in un cli­ma di Guer­ra Fred­da che cre­de­va­mo rele­ga­to al pas­sa­to, risve­glian­do anche in Ita­lia pro­fon­di con­tra­sti ideo­lo­gi­ci.
Ma cosa è l’Ucraina? Poco si sa di que­sto straor­di­na­rio Pae­se, ter­ra di con­fi­ne tra Est e Ove­st pres­so­ché sco­no­sciu­ta al let­to­re ita­lia­no, spes­so con­fu­sa con la Rus­sia o asso­cia­ta a una ste­reo­ti­pa­ta imma­gi­ne di gri­gio­re post-sovie­ti­co. Il più gran­de Pae­se d’Europa per esten­sio­ne geo­gra­fi­ca è tut­ta­via una nazio­ne ric­ca di sto­ria in cui si incon­tra­no e dia­lo­ga­no cul­tu­re com­po­si­te (ebrea, polac­ca, arme­na, tata­ra, asbur­gi­ca). Con­ti­nua a leg­ge­re →

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Comunità alternative

Comu­ni­tà alter­na­ti­ve” è un’innovativa sele­zio­ne di roman­zi di auto­ri con­tem­po­ra­nei di pri­mo pia­no cura­ta da Bep­pi Chiup­pa­ni, dot­to­re di ricer­ca in let­te­ra­tu­re com­pa­ra­te (Uni­ver­si­ty of Chi­ca­go), scrit­to­re e sag­gi­sta. Le ope­re di que­sta col­la­na met­to­no in evi­den­za for­me di rela­zio­na­men­to inter­per­so­na­le nate da approc­ci non con­ven­zio­na­li ver­so l’identità ses­sua­le, l’appartenenza etni­ca, la diver­si­tà cul­tu­ra­le e reli­gio­sa, offren­do nuo­vi modi di con­ce­pi­re la socia­li­tà e i rap­por­ti uma­ni. Al gran­de valo­re let­te­ra­rio que­sti testi non man­ca­no di uni­re il pia­ce­re di rac­con­ta­re una sto­ria. Con la loro poten­te cari­ca fabu­la­to­ria, le nar­ra­ti­ve scel­te gui­da­no il let­to­re ver­so incon­sue­ti oriz­zon­ti geo­gra­fi­ci e cul­tu­ra­li, pre­sen­tan­do gli aspet­ti fon­da­men­ta­li di pae­si che stan­no acqui­stan­do un rilie­vo sem­pre più gran­de nel pano­ra­ma geo­po­li­ti­co e cul­tu­ra­le con­tem­po­ra­neo.
Dal­le comu­ni­tà mul­ti­raz­zia­li del Sud Afri­ca con­tem­po­ra­neo, alla socia­li­tà del Bra­si­le meno noto di Curi­ti­baBra­sí­lia o San Pao­lo, alla vita del­le peri­fe­rie di Luan­da, le ope­re sino­ra pub­bli­ca­te offro­no al let­to­re ita­lia­no la pos­si­bi­li­tà di un incon­tro cul­tu­ra­le di qua­li­tà con una serie di Pae­si in via di svi­lup­po che pur appa­ren­do sem­pre più fre­quen­te­men­te nel­la stam­pa sono spes­so anco­ra assen­ti dal­le nostre libre­rie.
Gli auto­ri scel­ti sono noti nazio­nal­men­te e inter­na­zio­nal­men­te e tut­ta­via resta­no in Ita­lia anco­ra da sco­pri­re appie­no. Mol­ti di loro sono già sta­ti pre­mia­ti con alcu­ni dei mag­gio­ri rico­no­sci­men­ti dei rispet­ti­vi pae­si, come il Pré­mio São Pau­lo de Lite­ra­tu­ra, il Pré­mio Jabu­ti, il Grin­za­ne Afri­ca Award, Pre­mio Sara­ma­go, il pre­mio Casa de Las Ame­ri­cas, e altri anco­ra.
Cia­scun tito­lo del­la col­la­na è arric­chi­to da una pre­fa­zio­ne. Tra gli auto­ri in cata­lo­go pub­bli­ca­ti: il suda­fri­ca­no Pha­swa­ne Mpe (Ben­ve­nu­ti a Hill­brow), João Almi­no,(Le cin­que sta­gio­ni dell’amore) e Ond­ja­ki (Non­na­Di­cian­no­ve e il segre­to del sovie­ti­co).

1. Pha­swa­ne Mpe, Ben­ve­nu­ti a Hill­brow (Suda­fri­ca, 2011)
Un viag­gio oni­ri­co per le stra­de di Hill­brow, quar­tie­re di Johan­ne­sburg dove si con­cen­tra­no il fasci­no e le con­trad­di­zio­ni dell’anima suda­fri­ca­na post-apar­theid. Inclu­so in Twen­ty in 20: The Best Short Sto­ries of South Africa’s 20 Years of Demo­cra­cy, Ben­ve­nu­ti a Hill­brow è una per­la del­la nar­ra­ti­va con­tem­po­ra­nea non solo afri­ca­na che anti­ci­pa di pochi anni il desti­no tra­gi­co dell’autore.

2. João Almi­no, Le cin­que sta­gio­ni dell’amore (Bra­si­le, 2012)
Un roman­zo di for­ma­zio­ne che nar­ra la tran­si­zio­ne nel­la vita di Ana, pro­fes­so­res­sa in pen­sio­ne che si inter­ro­ga sul sen­so del­la pro­pria vita e dal­la sua ordi­na­rie­tà. La rete di rela­zio­ni socia­li e per­so­na­li mul­ti­for­mi che si con­strui­sco­no attor­no a lei la con­du­co­no ver­so una pos­si­bi­le rispo­sta. Ori­gi­na­le esplo­ra­zio­ne del­la rela­zio­na­li­tà uma­na e del­la varie­tà che può acqui­si­re, Le cin­que sta­gio­ni dell’amore è anche un roman­zo sul­la cit­tà di Bra­si­lia, sor­ta come ten­ta­ti­vo di dare for­ma archi­tet­to­ni­ca a un sogno socio-poli­ti­co di impron­ta tipi­ca­men­te moder­ni­sta. Vin­ci­to­re del Pre­mio Casa de las Amé­ri­cas nel 2003.

3. Ond­ja­ki, Non­na­Di­cian­no­ve e il segre­to del sovie­ti­co (Ango­la, 2015)
Sul­lo sfon­do di un Pae­se segna­to dai con­flit­ti suc­ces­si­vi all’indipendenza e sot­to l’influenza sovie­ti­ca e cuba­na, lo sguar­do di un bam­bi­no fil­tra le trac­ce del disor­di­ne. Ond­ja­ki, inven­tan­do una lin­gua impos­si­bi­le, infan­ti­le e col­ta allo stes­so tem­po, rifor­mu­la la real­tà sto­ri­ca di un quar­tie­re del­la capi­ta­le ango­la­na in una vera e pro­pria “comu­ni­tà alter­na­ti­va” in cui si svi­lup­pa­no rela­zio­ni socia­li tra ango­la­ni, cuba­ni e sovie­ti­ci carat­te­riz­za­te da crea­ti­vi­tà, avven­tu­ra, com­pas­sio­ne – e infi­ne riscat­to. Vin­ci­to­re nel 2010 del pre­sti­gio­so pre­mio let­te­ra­rio Jabu­ti, Non­na­Di­cian­no­ve e il segre­to del sovie­ti­co san­ci­sce la matu­ri­tà arti­sti­ca di uno dei più signi­fi­ca­ti­vi scrit­to­ri in lin­gua por­to­ghe­se, vin­ci­to­re nel 2013 del Pre­mio Sara­ma­go.

4. Il pros­si­mo roman­zo del­la col­la­na usci­rà nel giu­gno 2016. Tito­lo e auto­re ver­ran­no annun­cia­ti tra rul­lo di tam­bu­ri e rumor di gran­cas­sa alla fine di quest’anno. Tene­te­vi pron­ti…

 

Paro­le chia­ve: Comu­ni­tà alter­na­ti­ve — Let­te­ra­tu­ra post­co­lo­nia­le — Suda­fri­ca — Bra­si­le — Ango­la

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Inchieste — Collana di reportage dall’est del mondo

Inchie­ste è una col­la­na dedi­ca­ta a repor­ta­ge gior­na­li­sti­ci che guar­da all’est d’Europa e del mon­do. La col­la­na si com­po­ne attual­men­te di tre tito­li. Il petro­lio e la glo­ria di Ste­ve Levi­ne — gior­na­li­sta del Washing­ton Post esper­to di Pae­si dell’area ex-sovie­ti­ca — è il frut­to di anni di ricer­che e riper­cor­re con estre­ma accu­ra­tez­za la cor­sa all’oro nero nell’area del Mar Caspio, dal­la fine dell’Ottocento sino ai gior­ni nostri. Sem­pre di Ste­ve LeVi­ne, Il labi­rin­to di Putin è un sag­gio-thril­ler poli­ti­co che ini­zia e fini­sce con l’omicidio del dis­si­den­te rus­so Ale­xan­der Lit­vi­nen­ko: pri­ma e dopo que­sto even­to cen­tra­le, una serie di biz­zar­re mor­ti di gior­na­li­sti, dis­si­den­ti e amba­scia­to­ri si sus­se­guo­no ine­so­ra­bi­li. Stra­ne mor­ti che diven­ta­no una len­te attra­ver­so la qua­le pren­de for­ma la nuo­va Rus­sia che oggi cono­scia­mo. Infi­ne, Ucrai­na ter­ra di con­fi­ne di Mas­si­mi­lia­no Di Pasqua­le, alla sua quar­ta ristam­pa, ci con­du­ce attra­ver­so l’Ucraina dai Car­pa­zi alla Cri­mea. Incon­tran­do ex dis­si­den­ti, scrit­to­ri e gen­te comu­ne, por­tan­do­ci nei caf­fè asbur­gi­ci di Leo­po­li, nei luo­ghi let­te­ra­ri di Che­khov o nel­le minie­re del Don­bas, l’autore ci fa sco­pri­re la com­ples­si­tà di un Pae­se ormai al cen­tro del­le cro­na­che inter­na­zio­na­li.

A novem­bre sarà in libre­ria il secon­do libro di Mas­si­mi­lia­no Di Pasqua­le, Riga Magi­ca. Cro­na­che dal Bal­ti­co.

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Colazione con Massimiliano Di Pasquale, fotogiornalista esperto di Ucraina

Alibion­li­ne | Gio­ve­dì 12 dicem­bre 2013 |  |

Ukraï­na tse Ukraï­na!” L’Ucraina è Ucrai­na! Ricor­da­te il sim­pa­ti­co spot che a metà degli anni Novan­ta recla­miz­za­va il nuo­vo atlan­te geo­gra­fi­co ven­du­to a fasci­co­li set­ti­ma­na­li con Il Cor­rie­re del­la Sera? Al cosmo­nau­ta atter­ra­to in mez­zo al suo pol­la­io, la con­ta­di­na ucrai­na tene­va una rapi­da lezio­ne di geo­gra­fia per aggior­nar­lo degli epo­ca­li cam­bia­men­ti avve­nu­ti duran­te la sua mis­sio­ne nel­lo spa­zio. “Ne sono suc­ces­se di cose negli ulti­mi anni” dice­va lo spea­ker. E non han­no smes­so di suc­ce­de­re, vien da dire osser­van­do (da lon­ta­no) quan­to sta acca­den­do in que­ste set­ti­ma­ne a Kiev, capi­ta­le dell’Ucraina. Con­ti­nua a leg­ge­re →

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L’autunno siriano secondo Golan Haji

Fron­tie­re News | Mer­co­le­dì 11 dicem­bre 2013 | Moni­ca Ranie­ri |

Incon­tro Golan Haji, poe­ta cur­do siria­no, a Baridove è sta­to invi­ta­to per pre­sen­ta­re la sua rac­col­ta di poe­sie “L’autunno qui, è magi­co e immen­so”, edi­ta da “Il Siren­te”. Ho il libro tra le mani e lo sguar­do con­ti­nua a sof­fer­mar­si su alcu­ni ver­si che ave­vo sot­to­li­nea­to leg­gen­do­lo. “La mia ombra, appe­na calpestata/ si ripa­ra sot­to di me/ e le mie parole/che sono il mio deser­to e mi fan male/si accam­pa­no intor­no a me”. L’espressione degli occhi di Haji men­tre mi rac­con­ta del­la Siria, dei dirit­ti del popo­lo cur­do, e del suo muo­ver­si lun­go ed oltre i con­fi­ni del­le scrit­tu­re e del­le lin­gue, e il tono vibran­te del­la sua voce, mi han­no con­dot­to ami­che­vol­men­te lun­go i sen­tie­ri che le paro­le accam­pa­te trac­cia­no attra­ver­sa­no il deser­to.  Con­ti­nua a leg­ge­re →

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Leggere” la Siria da un altro punto di vista. A Bari il reading del poeta curdo siriano Golan Haji

| Edi­to­ria­ra­ba | Lune­dì 2 dicem­bre 2013 | Sil­via More­si |

Lo scor­so vener­dì a Bari si è svol­to l’evento “Nar­ra­zio­ni libe­re. Dal­la Siria all’Italia il futu­ro è com­mons”. Un’occasione per la cit­tà puglie­se di ascol­ta­re le paro­le del poe­ta cur­do siria­no Golan Haji e riflet­te­re su una Siria “altra”, rispet­to a quel­la pro­po­sta dai media main­stream recen­te­men­te. Sil­via More­si ha par­te­ci­pa­to all’evento e ne ha scrit­to per il blog (oltre a foto­gra­fa­re alcu­ni momen­ti del­la sera­ta). Buo­na let­tu­ra! Con­ti­nua a leg­ge­re →

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