UCRAINA: Cosa sta succedendo a Kiev? Intervista a Max Di Pasquale7′ di lettura

| East Jour­nal | Saba­to 22 feb­bra­io 2014 | Pie­tro Rizzi |

Cosa sta suc­ce­den­do a Kyiv ed in Ucrai­na? Qua­li pro­spet­ti­ve? Ne abbia­mo par­la­to con Mas­si­mi­lia­no Di Pasqua­le, esper­to di Ucrai­na, auto­re di Ucrai­na ter­ra di con­fi­ne e col­la­bo­ra­to­re di East­Jour­nal.

Il 16 gen­na­io il Par­la­men­to Ucrai­no ha appro­va­to 11 leg­gi che influi­sco­no pro­fon­da­men­te sul­le liber­tà civi­li e del­le qua­li abbia­mo già scrit­to qui su East­Jour­nal. Mol­ti sosten­go­no che segni­no il pas­sag­gio ad un regi­me dit­ta­to­ria­le. Che cosa ne pensi?

Se effet­ti­va­men­te quel­la leg­ge venis­se appli­ca­ta fareb­be dell’Ucraina il pae­se più anti­de­mo­cra­ti­co in Euro­pa. Leg­gi così non esi­sto­no nean­che in Bie­lo­rus­sia, che vie­ne con­si­de­ra­ta l’ultima dit­ta­tu­ra nel Vec­chio Con­ti­nen­te. Ripe­to se que­ste leg­gi tro­vas­se­ro appli­ca­zio­ne sarem­mo di fron­te alla mor­te del­la demo­cra­zia. Men­tre la gen­te è sta­ta per più di cin­quan­ta gior­ni a pro­te­sta­re, chie­den­do un dia­lo­go col Pre­si­den­te, quest’ultimo pri­ma ha man­da­to i ber­kut, la poli­zia anti­som­mos­sa, a repri­me­re pro­te­ste paci­fi­che, poi ha rispo­sto con leg­gi liber­ti­ci­de.

La cri­ti­ci­tà del­la situa­zio­ne non è par­ti­co­lar­men­te ana­liz­za­ta dai media ita­lia­ni che pro­ba­bil­men­te si sono sof­fer­ma­ti ad ana­li­si super­fi­cia­li. Se sei del­lo stes­so avvi­so, come giu­sti­fi­chi que­sto fatto?

La stam­pa inter­na­zio­na­le e soprat­tut­to la stam­pa anglo­sas­so­ne for­ni­sco­no ana­li­si più det­ta­glia­te e pun­tua­li; in Ita­lia ci si è fer­ma­ti ad aspet­ti più fol­clo­ri­sti­ci come il divie­to di indos­sa­re caschi oppu­re ci si è limi­ta­ti a com­men­ti del tut­to fuor­vian­ti. Per fare un esem­pio il Cor­rie­re del­la Sera, tra i quo­ti­dia­ni più auto­re­vo­li, ha pub­bli­ca­to vener­dì 17 una sem­pli­ce foto, sen­za arti­co­lo, dove si vede­va un depu­ta­to del Par­ti­to del­le Regio­ni, il Par­ti­to del Pre­si­den­te, san­gui­nan­te in Par­la­men­to. Oltre all’idea che in quel caso i faci­no­ro­si fos­se­ro i mem­bri dell’opposizione, la dida­sca­lia par­la­va sola­men­te di scon­tri duran­te la discus­sio­ne del­la leg­ge di bilan­cio sen­za nean­che cita­re l’introduzione, con vero e pro­prio bli­tz, di leg­gi liber­ti­ci­de. Mi ha stu­pi­to mol­to que­sta super­fi­cia­li­tà e mi chie­do qua­le infor­ma­zio­ne pos­sa arri­va­re ad una per­so­na che non sa nul­la di Ucraina.

I gior­na­li ita­lia­ni ten­do­no a smi­nui­re o a non dare cer­te infor­ma­zio­ni. Mi pia­ce­reb­be capi­re da dove deri­vi que­sto gap infor­ma­ti­vo. Cre­do che le cau­se sia­no mol­te­pli­ci e tra que­ste cite­rei la lega­cy sovie­ti­ca” nel­la men­ta­li­tà di alcu­ni com­men­ta­to­ri, il fat­to che si con­fon­da l’Ucraina con la Rus­sia con­si­de­ran­do­la una sor­ta di appen­di­ce di quest’ultima e non uno sta­to sovra­no, la man­can­za spes­so di cor­ri­spon­den­ti in loco. Tut­to ciò alla fine è inter­pre­ta­to, da mol­ti Ucrai­ni, come disin­te­res­se nei con­fron­ti del loro Pae­se. Ora gli Ucrai­ni si sen­to­no abban­do­na­ti dall’Europa in un momen­to fon­da­men­ta­le del­la loro sto­ria. Sono infat­ti 60 gior­ni che sono in piaz­za a mani­fe­sta­re, all’inizio per avvi­ci­nar­si all’Europa, ora per libe­rar­si da un dit­ta­to­re.

L’Europa dovreb­be mostra­re il pro­prio inte­res­se appli­can­do del­le san­zio­ni nei con­fron­ti di Yanu­ko­vych e degli oli­gar­chi che sosten­go­no e finan­zia­no il suo regi­me. Il paral­le­li­smo avan­za­to da alcu­ni con l’Holo­do­mor, la gran­de care­stia pro­vo­ca­ta da Sta­lin del ’32-’33, è sicu­ra­men­te for­te. Però, ora come allo­ra, si assi­ste a un pre­oc­cu­pan­te disin­te­res­se da par­te del­le capi­ta­li occi­den­ta­li nei con­fron­ti di ciò che suc­ce­de in un pae­se europeo!

Anche le ONG ven­go­no pre­se in con­si­de­ra­zio­ne da que­ste leg­gi, che le defi­ni­sco­no “agen­ti stranieri”…

Si, da que­sto pun­to di vista sem­bra­no la copia del­le leg­gi con­tro le ONG volu­te da Putin all’indomani del­la Rivo­lu­zio­ne Aran­cio­ne. Anche il ter­mi­ne, “agen­te stra­nie­ro”, ripren­de com­ple­ta­men­te la legi­sla­zio­ne rus­sa. Anzi, chi non ci dice che que­ste leg­gi le abbia scrit­te Yanu­ko­vych con l’ausilio di Putin? Yanu­ko­vych è dispe­ra­to: o Putin lo sostie­ne, o crol­la.

È dif­fi­ci­le capi­re come sia­no anda­te le cose dai pri­mi di novem­bre, quan­do la fir­ma dell’Accordo di Asso­cia­zio­ne con l’Europa sem­bra­va a por­ta­ta di mano e le pres­sio­ni rus­se appa­ri­va­no qua­si tan­to inva­den­ti da aver irri­ta­to il gover­no ucrai­no, sino ad oggi, con la svol­ta ad U di Yanu­ko­vych e la fir­ma in gran segre­to dell’accordo con Putin. Pro­ba­bil­men­te Yanu­ko­vych ha cer­ca­to di alza­re la posta il più pos­si­bi­le con la UE, sen­za capi­re che fir­ma­re un accor­do di par­te­na­ria­to eco­no­mi­co pre­sup­po­ne anche l’adesione a un siste­ma di valo­ri demo­cra­ti­ci e libe­ra­li, o ha sem­pli­ce­men­te bluf­fa­to. Ma nel momen­to in cui si è accor­to di esse­re con l’acqua alla gola ha com­pre­so che sen­za l’aiuto di Putin e sen­za que­ste leg­gi non avreb­be avu­to alcu­na chan­ce di rima­ne­re al pote­re.

Fra un anno ci sono le ele­zio­ni pre­si­den­zia­li. Dif­fi­ci­le fare pre­vi­sio­ni, ma pen­si che pos­sa esse­re rieletto?

Se la situa­zio­ne doves­se rima­ne la stes­sa ma dubi­to, visto che è estre­ma­men­te flui­da e impre­ve­di­bi­le, Yanu­ko­vych vin­ce­rà le ele­zio­ni, anche alla luce di pro­ba­bi­li bro­gli elet­to­ra­li. Gli Ucrai­ni sono un popo­lo com­bat­ti­vo, anche se pro­ba­bil­men­te si sono sve­glia­ti trop­po tar­di: avreb­be­ro dovu­to accor­ger­si pri­ma di chi era Yanu­ko­vych, per­ché già nei pri­mi mesi dopo la sua ele­zio­ne nel feb­bra­io 2010 ha intra­pre­so azio­ni che face­va­no pre­sa­gi­re cosa sareb­be suc­ces­so. Basti pen­sa­re al con­trat­to con la Rus­sia con il qua­le ha per­mes­so che fino al 2054 la flot­ta rus­sa rima­nes­se a Seba­sto­po­li in cam­bio di uno scon­to del gas che non c’è mai sta­to, oppu­re al ten­ta­ti­vo di aiz­za­re la popo­la­zio­ne rus­so­fo­na con la discus­sa leg­ge sull’ufficialità del­la lin­gua rus­sa di cui non vi era alcu­na neces­si­tà, con­si­de­ra­to che il rus­so è già lin­gua uffi­cia­le in Cri­mea, ed è par­la­to in Don­bass e in altre zone orien­ta­li. La dico­to­mia Est-Ove­st si sta­va pro­gres­si­va­men­te supe­ran­do, men­tre il Pre­si­den­te è anda­to a riat­ti­va­re que­sto sen­ti­men­to, per una logi­ca di “divi­de et impe­ra”. Con l’incarcerazione dell’ex Mini­stro dell’Interno Lutsen­ko e dell’ex pre­mier Tymo­shen­ko ha poi final­men­te reso pale­se che gene­re di per­so­nag­gio fosse.

Tor­nan­do alle ONG ed ai limi­ti impo­sti dal­le nuo­ve leg­gi c’è chi comeTimo­thy Sny­der e Daniel Bilak, vede anche l’intenzione di inter­ve­ni­re sul­la Chie­sa Orto­dos­sa sot­to­po­sta al Patriar­ca­to di Kyiv e sul­la Chie­sa Gre­co-Cat­to­li­ca: tro­vi sia­no opi­nio­ni assurde?

Tutt’altro. Che ci sia un dise­gno fina­liz­za­to a sog­gio­ga­re il Patriar­ca­to di Kyiv e la Chie­sa Gre­co-Cat­to­li­ca al Patriar­ca­to di Mosca è ben evi­den­te sin dal 2009, come rac­con­to nel mio libro Ucrai­na ter­ra di con­fi­ne. La visi­ta pasto­ra­le del 2009 di Kirill, Patriar­ca di Mosca, era più simi­le ad una cam­pa­gna elet­to­ra­le vol­ta a far vota­re Yanu­ko­vych alle pre­si­den­zia­li del 2010. Putin mostra di apprez­za­re que­sto desi­de­rio del Patriar­ca­to di Mosca, inter­pre­tan­do­lo in otti­ca poli­ti­ca e quin­di favo­ren­do­lo. Per cer­ti ver­si quel­lo che fece Sta­lin per accen­de­re il nazio­na­li­smo rus­so-sovie­ti­co ai tem­pi del­la Gran­de Guer­ra Patriottica.

A dif­fe­ren­za degli anni pre­ce­den­ti alla Rivo­lu­zio­ne aran­cio­ne le oppo­si­zio­ni sem­bra­no com­ple­ta­men­te disu­ni­te ed inca­pa­ci di met­ter­si alla testa del­le pro­te­ste e por­ta­re avan­ti un pro­get­to poli­ti­co. Come inter­pre­ti l’atteggiamento assun­to? pen­si che nel­le set­ti­ma­ne a veni­re cam­bie­rà qualcosa?

Fino­ra le oppo­si­zio­ni non sono sta­te in gra­do di met­ter­si a capo del­le pro­te­ste. Pro­ba­bil­men­te non si aspet­ta­va­no che Yanu­ko­vych non fir­mas­se l’Accordo di Asso­cia­zio­ne con l’UE e non imma­gi­na­va­no che la gen­te sareb­be sce­sa in piaz­za: sono sta­ti pre­si com­ple­ta­men­te alla sprov­vi­sta. Quel che sor­pren­de è che da metà novem­bre sino ad oggi non si sia­no anco­ra organizzati.

Man­ca­no un’agenda poli­ti­ca con un chia­ro pia­no d’azione e un can­di­da­to uni­ta­rio in caso si arri­vas­se alle Pre­si­den­zia­li anti­ci­pa­te. Yatse­niuk, lea­der di Bat­ki­v­sh­chy­na, è un bril­lan­te avvo­ca­to con idee euro­pei­ste, ma è un per­so­nag­gio trop­po debo­le. Kli­tsch­ko, a capo di UDAR, è un ex boxeur, capa­ce di par­la­re con le fol­le, inclu­se quel­le rus­so­fo­ne, ma è sprov­ve­du­to poli­ti­ca­men­te. Può impa­ra­re, ma in que­sto ulti­mo mese sem­bra che la piaz­za si sia stan­ca­ta di lui a cau­sa dell’assenza di una sua agen­da poli­ti­ca; rima­ne tut­ta­via il più for­te sfi­dan­te di Yanu­ko­vych. Tyah­ny­bok, lea­der di Svo­bo­da, è il lea­der di un par­ti­to nazio­na­li­sta e que­sto già ne limi­ta le pos­si­bi­li­tà. Det­to ciò va men­zio­na­to che se in pas­sa­to era un par­ti­to anti-euro­peo e dai trat­ti deci­sa­men­te anti­se­mi­ti, ades­so sta caval­can­do la pro­te­sta pro­prio a favo­re dell’Europa. Il 10%, otte­nu­to alle par­la­men­ta­ri del 2012 spin­ge a pen­sa­re che un’affermazione del gene­re non si pos­sa deru­bri­ca­re solo come voto di estre­mi­sti, ipo­te­si peral­tro smen­ti­ta dal­le dichia­ra­zio­ni di alcu­ni elet­to­ri ebrei di Svo­bo­da a Leo­po­li, ma come voto di pro­te­sta con­tro gli altri par­ti­ti d’opposizione, col­pe­vo­li di aver fat­to ben poco.

Le miglia­ia di per­so­ne che sono ormai in piaz­za da qua­si ses­san­ta gior­ni fino a quan­do riu­sci­ran­no a sta­re? E soprat­tut­to: saran­no capa­ci di por­ta­re a casa dei risul­ta­ti poli­ti­ci concreti?

Non si può dire fino a quan­do rimar­rà gen­te in piaz­za: dipen­de dall’uso del­la for­za che ci sarà. Yanu­ko­vych ha det­to che se sarà neces­sa­rio non si tire­rà indie­tro, ma può con­ta­re solo sull’uso del­la poli­zia e del­le for­ze spe­cia­li, i ber­kut. L’esercito, qua­lo­ra fos­se chia­ma­to ad inter­ve­ni­re, non so se si schie­re­reb­be col Pre­si­den­te. Il fat­to che poi non vi sia un’agenda poli­ti­ca dell’opposizione fa sì che le pro­te­ste pos­sa­no por­ta­re a pochi risul­ta­ti con­cre­ti, ma qua­lo­ra que­sta agen­da fos­se final­men­te mes­sa a pun­to, tut­to potreb­be esse­re diver­so. Dopo 60 gior­ni biso­gna arri­va­re a qual­co­sa e sen­za chi tie­ne le redi­ni è impen­sa­bi­le vede­re risul­ta­ti chiari.

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