Ucraina terra di confine: un libro per scoprire l’Europa sconosciuta3′ di lettura

| Cor­so Ita­lia News | Vener­dì 21 feb­bra­io 2014 |  |

Gli even­ti ucrai­ni di que­sti gior­ni riem­pio­no di appren­sio­ne noi e i nume­ro­si cit­ta­di­ni ucrai­ni resi­den­ti in Cam­pa­nia. La situa­zio­ne è anco­ra cri­ti­ca, in atte­sa che il pri­mo mini­stro Yanu­ko­vic, per­so­nag­gio che si è dimo­stra­to inaf­fi­da­bi­le, accet­ti e dia pro­va di un rea­le accor­do per ripor­ta­re la calma.
L’Ucraina, non dimen­ti­chia­mo­lo, è il più gran­de Sta­to euro­peo per esten­sio­ne (se si esclu­de la Rus­sia), la cui iden­ti­tà – euro­pea o asia­ti­ca – è sem­pre in discus­sio­ne. Con qua­si cin­quan­ta milio­ni di abi­tan­ti, ric­co di risor­se anche natu­ra­li, l’Ucraina si tro­va geo­po­li­ti­ca­men­te in una posi­zio­ne deli­ca­tis­si­ma tra l’area di influen­za euro­pea e quel­la russa.

Per capi­re qual­co­sa di più di quan­to sta acca­den­do in que­sto colos­so dell’ex Unio­ne Sovie­ti­ca, di cui in Ita­lia abbia­mo una rap­pre­sen­ta­zio­ne spes­so ste­reo­ti­pa­ta – c’è anche chi lo con­fon­de con la Rus­sia – può esse­re uti­le tor­na­re a leg­ge­re un inte­res­san­te libro, for­se l’unico del gene­re pub­bli­ca­to in Ita­lia sull’Ucraina. Si trat­ta di un libro di pia­ce­vo­le let­tu­ra, che ci resti­tui­sce l’immagine di un Pae­se com­ples­so, dal­la ric­ca sto­ria, lon­ta­nis­si­mo dal­la piat­tez­za e dal gri­gio­re di cer­ti cli­chés.
Ucrai­na ter­ra di con­fi­ne. Viag­gi nell’Europa sco­no­sciu­ta”, usci­to in tem­pi non sospet­ti per i tipi de Il Siren­te , e scrit­to da Mas­si­mi­lia­no Di Pasqua­le , gior­na­li­sta che si sta spen­den­do mol­to in que­sti gior­ni per spie­ga­re la com­ples­sa situa­zio­ne del Pae­se, è un incro­cio tra un sag­gio sto­ri­co, poli­ti­co e cul­tu­ra­le, un libro di viag­gio e una guida. Del sag­gio ha le nume­ro­se digres­sio­ni in cui l’autore spie­ga le ori­gi­ni del­le frat­tu­re già pre­sen­ti in epo­ca sovie­ti­ca, emer­se poi nel 2004 con la Rivo­lu­zio­ne aran­cio­ne  e riap­par­se sot­to for­me più radi­ca­li con la cri­si odierna.
Ma l’autore non si sof­fer­ma solo sugli aspet­ti poli­ti­ci, nar­ran­do­ci anche attra­ver­so aned­do­ti bio­gra­fi­ci la ric­chez­za let­te­ra­ria e arti­sti­ca dell’Ucraina, dove han­no visto i nata­li, tra gli altri, Józef Teo­dor Nałęcz Kon­rad Kor­ze­nio­w­ski, più noto come Jose­ph Con­rad, o Vasi­lij Gross­man, auto­re del monumentale“Vita e desti­no”. È in Ucrai­na che si tro­va­no cit­tà come Leo­po­li con i suoi bei caf­fè asbur­gi­ci o Odes­sa, quest’ultima rima­sta scol­pi­ta nell’immaginario con la sua sca­li­na­ta nel­la Coraz­za­ta Pote­m­kin di Ejze­nš­te­jn. È anco­ra in Ucrai­na che si pos­so­no ammi­ra­re i mona­ste­ri orto­dos­si di Pochay­iv e di Kyiv, le fac­cia­te seces­sio­ni­ste di Cher­ni­v­tsi e il goti­co sta­li­ni­sta di Zaporizhzhya.
Attra­ver­so un per­cor­so lun­go ven­ti­no­ve capi­to­li, cia­scu­no dei qua­li copre una cit­tà o una regio­ne, Mas­si­mi­lia­no Di Pasqua­le ci fa anche par­la­re con gli ex dis­si­den­ti che han­no lot­ta­to per l’indipendenza dall’URSS, con scrit­to­ri dal­la cui imma­gi­na­zio­ne sta nascen­do la nuo­va let­te­ra­tu­ra nazio­na­le, con gen­te comu­ne che gli par­la dei pro­get­ti e del­le aspet­ta­ti­ve per il futu­ro; ci accom­pa­gna nei luo­ghi let­te­ra­ri di Gogol e di Che­khov e nel­le minie­re del Don­bas nell’est estre­mo del Pae­se, tra le fore­ste di betul­le di Zhy­to­myr dove si è svi­lup­pa­ta l’industria aero­spa­zia­le sovie­ti­ca e ha pre­so vita il pro­get­to Sput­nik, nel­le spiag­ge di Yal­ta e nei vil­lag­gi hutsul di Yaremche.
Il libro è un viag­gio che rac­con­ta dun­que una nazio­ne com­po­si­ta da un pun­to di vista geo­gra­fi­co (dal­le step­pe, alle regio­ni mon­tuo­se alle coste del Mar Nero e del­la Cri­mea dal mite cli­ma medi­ter­ra­neo) ma anche etni­co (in Ucrai­na dia­lo­ga­no le cul­tu­re ebrea, polac­ca, arme­na, tata­ra, asburgica).
Ucrai­na “ter­ra di con­fi­ne” dun­que, come sug­ge­ri­sce il tito­lo del volu­me coglien­do la radi­ce eti­mo­lo­gi­ca del nome (u kra­ji­na, al margine).
Ad apri­re e a chiu­de­re il libro, la pre­fa­zio­ne di Fer­nan­do Orlan­di del Diret­to­re del Cen­tro Stu­di sul­la Sto­ria dell’Europa Orien­ta­le, e la post­fa­zio­ne di Oxa­na Pachlo­v­ska, docen­te di sla­vi­sti­ca pres­so l’Università La Sapien­za di Roma.

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