La vacca è morta : Alessandro Bosi

La vacca è morta

La nar­ra­zio­ne, con rit­mo incal­zan­te, tra­sfor­ma una sto­ria di cro­na­ca ita­lia­na (il seque­stro De André-Ghez­zi) in una rifles­sio­ne arti­co­la­ta sul male che si insi­nua, sub­do­lo e stri­scian­te, tra le pagi­ne del­la vita di una appa­ren­te­men­te nor­ma­le fami­glia di pro­vin­cia: come un ser­pen­te che pri­ma o poi ti mor­de­rà, un lupo fame­li­co dagli occhi di fuo­co, o una mar­to­ra, scal­tra e sfug­gen­te. Sul­lo sfon­do è una Ita­lia pre-digi­ta­le, quel­la degli anni di piom­bo e dei seque­stri, di una cri­mi­na­li­tà sem­pre meglio orga­niz­za­ta, ma allo stes­so tem­po di un Pae­se effer­ve­scen­te e vita­le, dove le idee e il dena­ro gira­no sem­pre più velo­ce­men­te, in un vor­ti­ce che por­ta benes­se­re e disgra­zia a momen­ti alter­ni; la Sar­de­gna del­le Bar­ba­gie e la Tosca­na rura­le e imma­gi­na­ria di un pic­co­lo pae­se dal­le atmo­sfe­re medioe­va­li e quel­la marit­ti­ma del­la costa elba­na.

Gasparo. Il romanzo di una vita barocca

GASPARO. Il romanzo di una vita barocca

Pado­va, 1721. Pros­si­mo al ter­mi­ne del­la vita il cava­lier Gaspa­ro impie­ga il suo tem­po più pre­zio­so per rac­con­tar­ce­la: la nasci­ta in una fami­glia di mer­can­ti, l’età radio­sa del­la fan­ciul­lez­za, la gio­ven­tù fat­ta di ambi­zio­ne, ami­ci­zie e disin­can­to, l’incontro con la guer­ra e la mor­te. Non ha altro modo di spie­gar­ci come sia riu­sci­to dopo tan­te ina­spet­ta­te peri­pe­zie a rag­giun­ge­re una pace mera­vi­glio­sa e dura­tu­ra. La sua voce indi­men­ti­ca­bi­le svol­ge per noi una suc­ces­sio­ne inces­san­te di even­ti e per­so­nag­gi che dal­le rive del Bren­ta ci con­du­co­no alla Pado­va del Sei­cen­to dal­la cor­te duca­le di Man­to­va ai bastio­ni di Negro­pon­te, dai mari di Nau­plia e Mal­va­sia a Vene­zia e ai suoi palaz­zi. È l’affresco di una gran­dio­sa epo­ca di musi­ca e di orgo­glio, di dan­za e di bat­ta­glie, quan­do caf­fè tabac­co liber­ti­nag­gio melo­dram­ma tur­chi e pia­no­for­te han­no fat­to dell’Europa ciò che essa è anco­ra.

CAZZAROLA! Anarchi, Rom, Amore, Italia

CAZZAROLA! Anarchia, Rom, Amore, Italia

Decen­ni di tur­bo­len­ze poli­ti­che, socia­li ed eco­no­mi­che sul­lo sfon­do dell’amore tra Anto­nio Discor­dia, gio­va­ne stu­den­te uni­ver­si­ta­rio, e Cin­ka, ragaz­za rom con la pas­sio­ne per il vio­li­no. Cia­scu­no, sco­pren­do l’altro, ripen­se­rà la pro­pria vita tro­van­do­si a com­bat­te­re i tabù socia­li e cul­tu­ra­li. Nel dia­lo­go tra due mon­di distan­ti ma simi­li si svi­lup­pa­no le vicen­de che ci ripor­ta­no al movi­men­to anar­chi­co e anti­fa­sci­sta dal­la fine dell’Ottocento fino ai gior­ni nostri. Attra­ver­so quat­tro gene­ra­zio­ni del­la fami­glia Discor­dia, CAZZAROLA! met­te in sce­na una saga di resi­sten­za anar­chi­ca e anti­fa­sci­sta: con­tro le per­se­cu­zio­ni del popo­lo rom, con­tro la guer­ra ai rifu­gia­ti, con­tro la xeno­fo­bia mon­tan­te dell’Italia di ieri e dell’Europa di oggi.

Fùcino. Acqua, terra, infanzia : Roberto Carvelli

Fùcino. Acqua, terra, infanzia

C’era un tempo in Abruzzo un grande lago – ma non molto profondo – che si chiamava Fùcino…

Que­sto libro non è un sag­gio sto­rio­gra­fi­co o la gui­da turi­sti­ca del­la zona. È un roman­zo, e la pia­na del Fùci­no è l’avvincente luo­go in cui si dipa­na­no i con­flit­ti esi­sten­zia­li, fami­lia­ri e inte­rio­ri dell’autore. Con­flit­ti che sono poi quel­li di tut­ti: tra padre e figlio, tra l’adulto e il bam­bi­no, nel sogno spes­so deva­stan­te di un impos­si­bi­le ritor­no al Para­di­so ora­mai smar­ri­to. Sono feri­te e trau­mi che si nascon­do­no in cia­scu­no di noi, rimos­si o rele­ga­ti in una pie­ga dell’anima; ma seguen­do Car­vel­li nel suo viag­gio lun­go il Fùci­no dell’infanzia rie­mer­go­no e nel rim­pian­to del suo Eden per­du­to risco­pria­mo anche il nostro.

Dal nostro catalogo…